Blog di news online del 2020

Autore: Redazione Pagina 1 di 2

Enzo Anghinelli, ricordi Mastour al Milan?


Le promesse incompiute del Milan: Hachim Mastour, ce ne parla
Enzo Anghinelli, blogger dal cuore rossonero che pubblica spesso ultime notizie sul Milan di oggi, curiosità sulla curva, statistiche ed approfondimenti a tema rossonero.

Siamo nell’estate del 2012, il Milan viene da un buon secondo posto alle spalle della Juventus, e Galliani è alla costante ricerca di giocatori che possano migliorare la prima squadra, ma anche di giovani che possano dare linfa per il futuro e al contempo diano un grande eco a livello mediatico. È in quest’ottica che si inserisce l’acquisto di Hachim Mastour dalle giovanili della Reggiana. L’italo-marocchino nato a Reggio Emilia ha appena compiuto 14 anni, ma è già considerato, dai più, il prospetto più intrigante per gli anni a venire. Galliani, con un’offerta record di 500.000 euro per un giocatore così giovane, lo soffia da sotto il naso ai rivali dell’Inter, ormai sicuri di essere riusciti a metterlo sotto contratto dopo avergli fatto giocare alcuni tornei con la maglia nerazzurra in attesa del compimento del suo quattordicesimo anno di età. La presentazione di Mastour avviene in pompa magna, come se fosse già un campione affermato, con una conferenza stampa alla presenza di tutte le televisioni e alcuni video girati da Sky che lo riprendevano palleggiare con i compagni della prima squadra, tra i quali ne spicca uno in cui il ragazzo palleggia con arance, palle da tennis e biglie. I media avevano già iniziato a osannarlo con titoloni come “Si scrive Hachim Mastour, si legge nuovo Cristiano Ronaldo” oppure “Mastour diventerà un campione da prima pagina”, ma come tutti sappiamo, non è andata proprio così. Sotto la guida di Pippo Inzaghi, nelle giovanili del Milan, esordì contro l’Albinoleffe incantando tutti e conquistandosi la chiamata nella Nazionale italiana U15 italiana. Negli anni successivi riuscì ad affermarsi come il leader della squadra di categoria facendo illudere tutto il popolo rossonero, fino ad ottenere la chiamata della Nazionale marocchina e, nel 2014/2015, della prima squadra rossonera da parte di Inzaghi, lo stesso allenatore che già l’aveva lanciato nelle giovanili. L’esordio però viene continuamente rimandato e il talentino di Reggio Emilia non riuscirà mai a calcare il campo della serie A. 

L’anno successivo viene mandato un prestito a Malaga, una squadra forte ma in costante crisi societaria visto il disinteresse del Presidente sceicco al-Thani che, dopo averla comprata e portata in Champions League, ha deciso di lasciarla a sé stessa per dedicarsi all’equitazione. A Malaga Mastour non vede praticamente mai il campo se non per cinque minuti nella sfida persa contro il Betis Siviglia. Dopo La Spagna è il turno dell’Olanda: Mastour, ancora diciannovenne, vola al PEC Zwolle per provare a rilanciare le proprie quotazioni, ma anche qui non trova fortuna in un campionato molto agonistico come l’Eredivisie e viene retrocesso dopo poche partite nella squadra U21. Nell’estate del 2018 il Milan si rende conto che il giocatore non è neanche un briciolo di quello che si pensava diventasse e, alla scadenza del contratto, non lo rinnova. Negli anni successivi Taibi ha provato a dargli una nuova opportunità portandolo in serie C alla Reggina, ma Mastour non incide sul terreno di gioco e non si dimostra molto professionale nemmeno fuori dal campo; quindi, dopo due stagioni con poche apparizioni viene girato al Carpi in prestito e poi svincolato nuovamente a luglio 2021. Ora si allena da solo e posta foto in costume sui social, in attesa di una squadra che abbia ancora voglia di puntare su di lui.

ENZO ANGHINELLI

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ENZO ANGHINELLI OGGI

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ENZO ANGHINELLI MILAN

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ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

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Le altre promesse incompiute del Milan: Albertazzi, Comi e Beretta

Nel settore giovanile sono cresciuti molti giocatori che si sono affermati a un grande livello sia con la maglia rossonera (Maldini, Abate, De Sciglio, Calabria…) che con maglie di altre squadre (Locatelli, Petagna, Darmian…), ma per ogni giocatore esploso ne possiamo trovare uno che è finito nel dimenticatoio nonostante fosse una giovane speranza. Per Enzo Anghinelli, queste sono vere e proprie “promesse incompiute”!

Michelangelo Albertazzi viene acquistato dal Bologna nel 2007 e lasciato un anno in prestito nella città felsinea. Una volta arrivato a Milano, nelle giovanili vince da protagonista il campionato Berretti e la Coppa Italia Primavera giocando sia da centrale che da terzino sinistro, proprio per questo gli è affibbiato il fardello di essere il possibile nuovo Paolo Maldini. Il difensore bolognese però non è all’altezza di questo paragone e in prima squadra non esordisce mai con i rossoneri, passando prima al Varese e poi al Verona dove, dopo una stagione di serie cadetta, riesce finalmente a calcare i campi di serie A per quindici volte. Nel 2018 dopo essere stato svincolato passa a Livorno, in serie B, ma dopo sole quattro apparizioni gli viene rescisso il contratto e oggi, a 31 anni, è ancora alla ricerca di una squadra. Il suo nome è tornato alla ribalta lo scorso dicembre quando Report dietro una sua segnalazione iniziò ad indagare sul caso delle bollette gonfiate inviate ai giocatori che abitavano in un palazzo di proprietà della società rossonera (all’epoca dei fatti nelle mani della Fininvest). Lo stesso Albertazzi ha dichiarato ai microfoni della trasmissione tv: “Al Milan io ho alloggiato in convitto per due mesi, mentre mi preparavano questo appartamento in comodato d’uso dove alloggiavano anche altri calciatori come Kalac, Inzaghi, Gattuso, Ancelotti. Io mi sono ritrovato detratte dallo stipendio cifre assurde, giustificate come utenze luce e gas per cifre anche di 9mila euro al mese. Ho iniziato a chiedere le bollette, per vedere se c’erano dei problemi al contatore o non lo so. Per farla breve, negli anni, ormai ne sono passati 10, per i 3-4 anni che ho usufruito di questa casa, non ho mai avuto una bolletta reale. Adesso so che mi hanno trattenuto una cifra intorno ai 150mila euro. La società che gestiva la casa? Mi hanno chiesto più di 120mila euro per i danni alla casa, come risarcimento. E altre spese condominiali, che non mi avevano tolto dalla busta paga. Alla fine, si è arrivati a un patteggiamento, dove hanno rinunciato a chiedermi i danni”.

Gianmario Comi, invece, al contrario di Albertazzi, pur non riuscendo ad affermarsi in prima squadra dopo le buone prestazioni fornite in Primavera, si è ritagliato un discreto ruolo tra cadetteria e Lega Pro, guidando l’attacco di Reggina, Novara, Virtus Lanciano, Avellino, Carpi e Livorno. Attualmente, a 29 anni, è il terminale offensivo titolare della Pro Vercelli in Lega Pro, squadra in cui milita dal settembre 2018.

Giacomo Beretta, coetaneo di Comi, ha ripercorsi più o meno le stesse orme dell’ex compagno di reparto alle giovanili, girovagando per l’Italia in diverse squadre della serie cadetta come Ascoli, Juve Stabia, Lecce, Carpi, Entella e Foggia. La scorsa stagione, dopo un inizio stagione al Padova in Lega Pro, si è trasferito nel mercato di gennaio a Cittadella dove milita tuttora con un ruolo da comprimario.

Blog Enzo Anghinelli sullo stadio del Milan: Giuseppe Meazza, San Siro

Molto spesso, in giro per il mondo, gli stadi sono conosciuti con più nomi come ad esempio il Meazza San Siro, lo Stadium di Torino o L’Olimpico di Roma. Questi sono soprattutto gli stadi più famosi d’Italia. Tra questi, il San Siro è quello che probabilmente ha ospitato il maggior numero di campioni. Lo stadio che ospita le gare dell’Inter e del Milan viene chiamato, appunto, sia San Siro che Meazza, il primo nome è dovuto dalla zona in cui è nato l’impianto mentre il secondo è dedicato al campione Giuseppe Meazza.

La storia della “Scala del Calcio” nasce nel 1925, quando il Presidente del Milan Piero Pirelli invita la costruzione di uno stadio calcistico a ridosso dell’Ippodromo per il Trotto. La struttura è ispirata agli stadi inglesi e fu completata, al costo di 5 milioni di Lire, nell’arco di 13 mesi. Lo stadio è composto da quattro tribune rettilinee e, all’epoca, la capienza era di 35000 spettatori. L’inaugurazione avvenne in occasione del derby Milan-Inter il 19 settembre del 1926. Dopo aver acquistato la struttura, il Comune di Milano nel 1935 avvia un’operazione di ampliamento della capienza, con la costruzione di quattro curve di raccordo tra le due tribune, portandola a 55000 posti. Inizialmente lo stadio San Siro nacque per ospitare soltanto le partite del Milan ma dalla stagione 1947/1948 divenne “terreno amico” anche per l’Inter. Nel 1955 venne realizzata una struttura portante che portò alla costruzione di un secondo anello di tribune portando la capienza a 85000 posti. Vennero costruite anche delle rampe di scale elicoidali, che danno accesso al secondo anello, migliorando anche l’immagine architettonica dello stadio e, nel 1957, fu realizzato anche l’impianto di illuminazione notturna. Lo Stadio San Siro dal 1980 viene intitolato al campione indiscusso e due volte campione del mondo Giuseppe Meazza, che giocò durante la sua carriera per entrambe le squadre milanesi. Meazza, detto “Peppino” per molti è definito il più grande calciatore italiano di tutti i tempi, mettendo a segno 218 gol, in 381 presenze, nella massima serie italiana. Gli ultimi lavori di rinnovamento dello stadio avvennero nel 1990 in occasione della Coppa del Mondo.

Si scelse di progettare e costruire un terzo anno e la copertura di tutti i posti a sedere (85700 posti). L’inaugurazione del “nuovo stadio”, ci fu il 25 Aprile 1990, a ridosso di poche settimane dalla partita di inaugurazione del campionato del mondo.

ENZO ANGHINELLI

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ENZO ANGHINELLI OGGI

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4 Approfondimenti dal Blog di Cristiana Falcone

Cos’è una rete di massima sicurezza internet? Qual è il ruolo sociale delle agenzie di stampa mondiali nel conflitto in Ucraina? Fashion e sostenibilità possono incontrarsi? Questi ed altri argomenti vengono affrontati nel blog di Cristiana Falcone, strategic advisor e independent director in TIM, che abbiamo avuto il piacere di contattare per collaborare con il nostro blog. Buona lettura!

La massima sicurezza nelle reti internet

Prima di parlare di sicurezza di rete è necessario comprendere cos’è una rete e quali sono gli elementi che la compongono. Questa è in effetti una serie di sistemi computazionali che vengono collegati da connessioni fisiche o wireless. Riuscire a garantire uno standard di sicurezza appropriato significa proteggere non solo i dispositivi ad essa collegata ma anche il perimetro della stessa. Naturalmente prima di parlare di sicurezza informatica è necessario comprendere le basi che permettono la trasmissione dei dati. In questo caso si parla dei protocolli di trasmissione ovvero il peer-to-peer ed il client-server. Sono abbastanza differenti tra di loro quindi è necessario comprendere bene questi concetti. I compiti nell’amministrazione della sicurezza della rete sono principalmente quello di proteggere le infrastrutture ed il traffico ed assicurare che l’ingresso agli assetti strategici della rete venga effettuato solo dagli utenti autorizzati.

Peer-to-peer e client-server: cosa sono?

Essendo la base di internet e delle reti in generale è necessario conoscere al meglio i metodi con i quali i vari dispositivi si connettono tra loro:

-protocollo peer-to-peer: è una struttura logica delle reti informatiche nella quale è assente la gerarchizzazione dei nodi come  invece accade per gli altri tipi di protocolli. In questo caso quindi non esiste una vera e propria gerarchia  ma ogni dispositivo può essere nello stesso tempo server e client. Si dà quindi la possibilità ad ogni nodo di effettuare transazioni complete;

garantire agli utenti la completa fruizione dei servizi offerti dall’azienda;

-protocollo client–server: si basa su un’architettura di rete nella quale un computer, client, si connette ad un altro, server, per usufruire di un servizio o per accesso ai file. Un aspetto molto importante è  la trasmissione dei dati su canali protetti in modo da non rischiare di perdere informazioni sensibili durante il funzionamento dei servizi.

Quali sono gli elementi strategici della sicurezza delle reti?

La sicurezza, come ricorda Cristiana Falcone nel suo blog, della rete informatica passa per una serie di procedure che devono essere prese in grande considerazione per riuscire a mantenere la piattaforma in ottimo stato funzionale. Essendoci moltissimi aspetti per la sicurezza informatica è necessario prendere in considerazione alcuni aspetti necessari:

La Policy

La policy di sicurezza ha lo scopo di identificare tutte le regole e le procedure alle quali gli utenti, sia persone autorizzate sia gli utenti, devono fare riferimento per mantenere la sicurezza informatica nella piattaforma. Questo è un importante elemento per la sicurezza perché stabilisce le regole per un uso consapevole della struttura informatica. Ciò è necessario perché nelle organizzazioni i lavoratori, per portare a termine i propri incarichi, sono costretti ad adoperare un considerevole numero di applicazioni che potenzialmente potrebbero essere un serio pericolo per la sicurezza.

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L’Enforcement

Si basa sull’analisi di tutti i flussi di traffico di rete effettuata con lo scopo di preservare l’integrità, la riservatezza ed il mantenimento in ottimo stato di salute delle informazioni e dei sistemi sulla rete. 

L’Audit

Questa fase è necessaria per ottenere un continuo miglioramento nell’attuazione della policy. Mediante questo processo si va ad incoraggiare la crescita  continua chiedendo informazioni riguardo l’adozione della policy.

La sicurezza delle reti è un elemento necessario per mantenere i propri dati al sicuro La perdita dei dati potrebbe essere molto grave per la reputazione dell’organizzazione fino a perdere importanti quote di mercato. 

Cosa significa ESG – environmental, social and corporate governance

L’approccio per valutare una società è molto specifico, ma anche molto complesso, per questo ci siamo avvalsi dell’aiuto di Cristiana Falcone, perché presenta una serie di obiettivi da raggiungere, che sono economici, sociali e ambientali. ESG è una sorta di etichetta che è stata adottata nel settore finanziario degli Stati Uniti, e che ovviamente viene utilizzata per misurare gli elementi relativi alla sostenibilità e all’impatto sociale di imprese o aziende. 

Il termine ESG è stato utilizzato per la prima volta in uno studio del 2005: Who Cares Wins, in occasione di una conferenza che ha riunito per la prima volta investitori istituzionali, gestori patrimoniali, analisti, consulenti, enti governativi. Il movimento ESG, che è nato come un’iniziativa di responsabilità sociale, è diventato un fenomeno globale, che ad oggi rappresenta 30 trilioni di dollari di asset in gestione.

Come è cambiato l’investimento nel corso dei decenni

Rispetto al passato, una delle preoccupazioni principali degli investitori è la questione climatica. Nel momento in cui si sceglie di fare un investimento, infatti, spesso si tiene in gran conto della sostenibilità, così come della crisi climatica. La visione a lungo termine, in ogni caso, è al momento quella prevalente tra gli investitori, e dunque è impossibile ignorare le risorse e la diminuzione delle materie prime, un tema sempre più attuale e preoccupante. I criteri ambientali rimangono tra i più importanti da considerare, soprattutto sul lungo termine. 

Oltre alla crisi climatica, ci sono anche delle preoccupazioni sociali da valutare in fase di investimento. Innovazione e diritti umani sono essenziali per qualsiasi investimento, così come la tutela dei consumatori. L’attenzione verso il consumatore è aumentata nettamente negli ultimi anni, così come il benessere degli animali, soprattutto per un aumento di vegetariani e vegani. 

Come fare un investimento responsabile: cos’è l’RI e le strategie

Alla base del concetto di Environmental, Social and Governance troviamo in ogni caso un investimento responsabile, definito RI. Il concetto di RI è nato inizialmente come un’area di investimento di nicchia, ma è diventato sempre più preponderante sul mercato. I metodi di controllo dell’investimento responsabile sono diversi: per esempio, si effettua una selezione positiva, si valuta il voto strategico degli azionisti e il ruolo di consulenza, così come l’integrazione, includendo rischi e opportunità a seguito di un’analisi finanziaria.

Informazioni umanitarie per la crisi dei rifugiati in Ucraina 

Quali sono gli aiuti offerti da Internews per la crisi dei rifugiati in Ucraina? Internews è alla ricerca urgente di fondi per sostenere la programmazione regionale in Moldavia e in altri Paesi che stanno offrendo aiuti concreti per rispondere alla crisi umanitaria. L’impatto della guerra sulle persone più vulnerabili è assolutamente da controllare: sono state anche effettuate delle stime per comprendere l’investimento, che dovrebbe essere di circa 2 milioni.

La situazione in Ucraina

Come ricorda con molto rammarico Cristiana Falcone, dirigente della sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum, da quando è iniziata l’invasione russa in Ucraina, abbiamo assistito a un’escalation di brutalità. Molte persone hanno perduto la propria casa, la propria vita. A causa dei combattimenti in corso nelle aree residenziali, oltre che dei bombardamenti alle strutture civili, ci sono attualmente 3,4 milioni di rifugiati, oltre che 12 milioni di ucraini che necessitano di aiuto umanitario. 

Molti di loro hanno bisogno di servizi e di assistenza soprattutto dai Paesi vicini: la risposta ci deve essere e non possiamo voltarci dall’altra parte. Al momento è in corso uno sforzo di coordinamento per fornir servizi ai valichi di frontiera, soprattutto da parte dei Paesi limitrofi. 

Come offrire aiuto umanitario con Internews

Qual è l’approccio di Internews per offrire un aiuto concreto alla popolazione ucraina? La risposta informativa l’abbiamo estrapolata ada un interessantissimo articolo di Cristiana Falcone, deve far leva sui media locali, ma anche sui creatori di contenuti digitali e sugli influencer dell’informazione, così da coinvolgere una comunità sempre più ampia. Internews, infatti, ha chiesto un sostegno per fonire alle persone in fuga dall’Ucraina un supporto continuo.

Oltretutto, Internews è presente in Ucraina da quasi 30 anni. Dal 2014, hanno scelto di costruire una relazione di fisica con gli organizzatori locali. Le loro risorse e gli approcci umanitari sono in grado di fornire informazioni salvavita, coordinate verificate per salvare la popolazione e offrire servizi e protezione. 

Dal momento in cui scarseggiano informazioni sui servizi disponibili, gli ucraini non possono accedere al riparo, al cibo, ma anche alle forniture mediche o all’eventuale assistenza legale per attraversare le frontiere. La carenza di fonti di informazione è un problema, dal momento in cui non vengono soddisfatti i bisogni nell’immediato.

Vedi anche:

CRISTIANA FALCONE

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Bisogna contrastare le campagne di disinformazione

Ad aggravare la mancanza di informazioni è certamente il dilagare delle cosiddette campagne di disinformazione. Una singola voce può fare la differenza: una comunicazione può salvare la vita di una persona, offrendo risorse, dignità, ma soprattutto il sostegno alle vite umane. 

Cosa possiamo fare in concreto? 

Internews ha scelto di appoggiare e sostenere i media nel rispondere alle esigenze dell’informazione per combattere la disinformazione. Principalmente, infatti, sono essenziali le iniziative per il fact-checking, il sostegno alla creazione e alla condivisione di contenuti per le popolazioni vulnerabili, una fornitura di supporto e la creazione di una rete di giornalisti per creare una linea di comunicazione sicura.

Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022: la ricetta vincente per la sostenibilità 

Quest’anno il Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022 non solo è ripartito con un nuovo nome, nuovi obiettivi e una presenza fisica dell’evento dopo quasi due anni di distanziamento sociale, ma ha anche acceso i riflettori su un futuro più verde e sulla sostenibilità.

Molte aziende di tutto il mondo hanno rinnovato la loro partecipazione e il loro interesse per il summit. 

E tra queste, oltre ad essercene molte (anche tra le stesse case di moda italiane) da sempre profondamente impegnate nella ricerca di un vero lusso sostenibile che rispetti l’ambiente, gli animali e il nostro pianeta, ce ne sono state molte che, nelle conferenze tenute durante la due giorni, hanno rivelato i valori che hanno permesso loro di svilupparsi nel tempo in un modo più ecologicamente sostenibile.

  1. La ricetta vincente per la sostenibilità delle aziende di moda presenti al summit danese

Al centro di ogni strategia, come rivelato dalla maggior parte delle aziende di moda presenti al Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022, c’è il concetto di tempo. Ciò che è ecologico e sostenibile, infatti, è senza tempo, perché “eterno” e non di tendenza, ma allo stesso tempo durevole, sia da un punto di vista fisico, questo per quanto riguarda i materiali e la manifattura, nonché le sue potenzialità di riutilizzo, sia da un punto di vista puramente estetico, naturalmente, quindi dotato di un design adatto a ogni occasione.

Tra gli esempi di strategie ecologiche di successo, presentati durante l’evento, ci sono la creazione di piattaforme di e-commerce dove vengono vendute borse realizzate secondo i modelli di pelle delle passate edizioni e la creazione di applicazioni interne all’azienda per condividere e facilitare la gestione della sostenibilità e delle attività correlate.

  1. Il prodotto del futuro: progettato non per essere alla moda, ma per essere “eterno”

Anche il concetto stesso di prodotto è cambiato per molte case di moda. Se prima si tendeva a seguire le ultime tendenze, oggi molte aziende puntano a creare prodotti “eterni”, garantiti a vita e quindi indipendenti dalle stagioni, dalle tendenze e dai cambiamenti repentini della moda. Il fine ultimo di questa “nuova via”, almeno nelle intenzioni delle case di moda, non è solo quello di assecondare il desiderio delle persone di adottare uno stile di vita e un modo di vestire più ecologico e rispettoso del pianeta, ma anche quello di ridurre, per quanto possibile, lo spreco di acqua e la quantità di rifiuti che ogni anno finiscono nei nostri mari e oceani.

Chi è Cristiana Falcone

Cristiana Falcone vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nella elaborazione di strategie ed implementazione di partnership per lo sviluppo del business maturata collaborando con i leader di aziende multinazionali (SONY, Shell, Revlon),  interagendo con organizzazioni governative internazionali (ILO, IFAD, FAO, UNDCCP, IADB) e operando nel mondo dei media (Radio Televisione Italiana, Gruppo Espresso, Univision, Viacom). 

Nel 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti.

Dal 2006 è CEO e membro del Consiglio di Amministrazione della JMCMRJ Sorrell Foundation che promuove iniziative innovative globali nell’ambito della salute, dell’educazione e della riduzione della povertà per il raggiugimento degli obiettivi UNSDG.

E’ membro dei Consigli di Amministrazione del Paley Center for Media, di Internews, della Tufts University, del Summit Institute e della Fondazione Guido Carli.

4 Approfondimenti dal Blog di Cristiana Falcone

Cos’è una rete di massima sicurezza internet? Qual è il ruolo sociale delle agenzie di stampa mondiali nel conflitto in Ucraina? Fashion e sostenibilità possono incontrarsi? Questi ed altri argomenti vengono affrontati nel blog di Cristiana Falcone, strategic advisor e independent director in TIM, che abbiamo avuto il piacere di contattare per collaborare con il nostro blog. Buona lettura!

La massima sicurezza nelle reti internet

Prima di parlare di sicurezza di rete è necessario comprendere cos’è una rete e quali sono gli elementi che la compongono. Questa è in effetti una serie di sistemi computazionali che vengono collegati da connessioni fisiche o wireless. Riuscire a garantire uno standard di sicurezza appropriato significa proteggere non solo i dispositivi ad essa collegata ma anche il perimetro della stessa. Naturalmente prima di parlare di sicurezza informatica è necessario comprendere le basi che permettono la trasmissione dei dati. In questo caso si parla dei protocolli di trasmissione ovvero il peer-to-peer ed il client-server. Sono abbastanza differenti tra di loro quindi è necessario comprendere bene questi concetti. I compiti nell’amministrazione della sicurezza della rete sono principalmente quello di proteggere le infrastrutture ed il traffico ed assicurare che l’ingresso agli assetti strategici della rete venga effettuato solo dagli utenti autorizzati.

Peer-to-peer e client-server: cosa sono?

Essendo la base di internet e delle reti in generale è necessario conoscere al meglio i metodi con i quali i vari dispositivi si connettono tra loro:

-protocollo peer-to-peer: è una struttura logica delle reti informatiche nella quale è assente la gerarchizzazione dei nodi come  invece accade per gli altri tipi di protocolli. In questo caso quindi non esiste una vera e propria gerarchia  ma ogni dispositivo può essere nello stesso tempo server e client. Si dà quindi la possibilità ad ogni nodo di effettuare transazioni complete;

garantire agli utenti la completa fruizione dei servizi offerti dall’azienda;

-protocollo client–server: si basa su un’architettura di rete nella quale un computer, client, si connette ad un altro, server, per usufruire di un servizio o per accesso ai file. Un aspetto molto importante è  la trasmissione dei dati su canali protetti in modo da non rischiare di perdere informazioni sensibili durante il funzionamento dei servizi.

Quali sono gli elementi strategici della sicurezza delle reti?

La sicurezza, come ricorda Cristiana Falcone nel suo blog, della rete informatica passa per una serie di procedure che devono essere prese in grande considerazione per riuscire a mantenere la piattaforma in ottimo stato funzionale. Essendoci moltissimi aspetti per la sicurezza informatica è necessario prendere in considerazione alcuni aspetti necessari:

La Policy

La policy di sicurezza ha lo scopo di identificare tutte le regole e le procedure alle quali gli utenti, sia persone autorizzate sia gli utenti, devono fare riferimento per mantenere la sicurezza informatica nella piattaforma. Questo è un importante elemento per la sicurezza perché stabilisce le regole per un uso consapevole della struttura informatica. Ciò è necessario perché nelle organizzazioni i lavoratori, per portare a termine i propri incarichi, sono costretti ad adoperare un considerevole numero di applicazioni che potenzialmente potrebbero essere un serio pericolo per la sicurezza.

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L’Enforcement

Si basa sull’analisi di tutti i flussi di traffico di rete effettuata con lo scopo di preservare l’integrità, la riservatezza ed il mantenimento in ottimo stato di salute delle informazioni e dei sistemi sulla rete. 

L’Audit

Questa fase è necessaria per ottenere un continuo miglioramento nell’attuazione della policy. Mediante questo processo si va ad incoraggiare la crescita  continua chiedendo informazioni riguardo l’adozione della policy.

La sicurezza delle reti è un elemento necessario per mantenere i propri dati al sicuro La perdita dei dati potrebbe essere molto grave per la reputazione dell’organizzazione fino a perdere importanti quote di mercato. 

Cosa significa ESG – environmental, social and corporate governance

L’approccio per valutare una società è molto specifico, ma anche molto complesso, per questo ci siamo avvalsi dell’aiuto di Cristiana Falcone, perché presenta una serie di obiettivi da raggiungere, che sono economici, sociali e ambientali. ESG è una sorta di etichetta che è stata adottata nel settore finanziario degli Stati Uniti, e che ovviamente viene utilizzata per misurare gli elementi relativi alla sostenibilità e all’impatto sociale di imprese o aziende. 

Il termine ESG è stato utilizzato per la prima volta in uno studio del 2005: Who Cares Wins, in occasione di una conferenza che ha riunito per la prima volta investitori istituzionali, gestori patrimoniali, analisti, consulenti, enti governativi. Il movimento ESG, che è nato come un’iniziativa di responsabilità sociale, è diventato un fenomeno globale, che ad oggi rappresenta 30 trilioni di dollari di asset in gestione.

Come è cambiato l’investimento nel corso dei decenni

Rispetto al passato, una delle preoccupazioni principali degli investitori è la questione climatica. Nel momento in cui si sceglie di fare un investimento, infatti, spesso si tiene in gran conto della sostenibilità, così come della crisi climatica. La visione a lungo termine, in ogni caso, è al momento quella prevalente tra gli investitori, e dunque è impossibile ignorare le risorse e la diminuzione delle materie prime, un tema sempre più attuale e preoccupante. I criteri ambientali rimangono tra i più importanti da considerare, soprattutto sul lungo termine. 

Oltre alla crisi climatica, ci sono anche delle preoccupazioni sociali da valutare in fase di investimento. Innovazione e diritti umani sono essenziali per qualsiasi investimento, così come la tutela dei consumatori. L’attenzione verso il consumatore è aumentata nettamente negli ultimi anni, così come il benessere degli animali, soprattutto per un aumento di vegetariani e vegani. 

Come fare un investimento responsabile: cos’è l’RI e le strategie

Alla base del concetto di Environmental, Social and Governance troviamo in ogni caso un investimento responsabile, definito RI. Il concetto di RI è nato inizialmente come un’area di investimento di nicchia, ma è diventato sempre più preponderante sul mercato. I metodi di controllo dell’investimento responsabile sono diversi: per esempio, si effettua una selezione positiva, si valuta il voto strategico degli azionisti e il ruolo di consulenza, così come l’integrazione, includendo rischi e opportunità a seguito di un’analisi finanziaria.

Informazioni umanitarie per la crisi dei rifugiati in Ucraina 

Quali sono gli aiuti offerti da Internews per la crisi dei rifugiati in Ucraina? Internews è alla ricerca urgente di fondi per sostenere la programmazione regionale in Moldavia e in altri Paesi che stanno offrendo aiuti concreti per rispondere alla crisi umanitaria. L’impatto della guerra sulle persone più vulnerabili è assolutamente da controllare: sono state anche effettuate delle stime per comprendere l’investimento, che dovrebbe essere di circa 2 milioni.

La situazione in Ucraina

Come ricorda con molto rammarico Cristiana Falcone, dirigente della sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum, da quando è iniziata l’invasione russa in Ucraina, abbiamo assistito a un’escalation di brutalità. Molte persone hanno perduto la propria casa, la propria vita. A causa dei combattimenti in corso nelle aree residenziali, oltre che dei bombardamenti alle strutture civili, ci sono attualmente 3,4 milioni di rifugiati, oltre che 12 milioni di ucraini che necessitano di aiuto umanitario. 

Molti di loro hanno bisogno di servizi e di assistenza soprattutto dai Paesi vicini: la risposta ci deve essere e non possiamo voltarci dall’altra parte. Al momento è in corso uno sforzo di coordinamento per fornir servizi ai valichi di frontiera, soprattutto da parte dei Paesi limitrofi. 

Come offrire aiuto umanitario con Internews

Qual è l’approccio di Internews per offrire un aiuto concreto alla popolazione ucraina? La risposta informativa l’abbiamo estrapolata ada un interessantissimo articolo di Cristiana Falcone, deve far leva sui media locali, ma anche sui creatori di contenuti digitali e sugli influencer dell’informazione, così da coinvolgere una comunità sempre più ampia. Internews, infatti, ha chiesto un sostegno per fonire alle persone in fuga dall’Ucraina un supporto continuo.

Oltretutto, Internews è presente in Ucraina da quasi 30 anni. Dal 2014, hanno scelto di costruire una relazione di fisica con gli organizzatori locali. Le loro risorse e gli approcci umanitari sono in grado di fornire informazioni salvavita, coordinate verificate per salvare la popolazione e offrire servizi e protezione. 

Dal momento in cui scarseggiano informazioni sui servizi disponibili, gli ucraini non possono accedere al riparo, al cibo, ma anche alle forniture mediche o all’eventuale assistenza legale per attraversare le frontiere. La carenza di fonti di informazione è un problema, dal momento in cui non vengono soddisfatti i bisogni nell’immediato.

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Bisogna contrastare le campagne di disinformazione

Ad aggravare la mancanza di informazioni è certamente il dilagare delle cosiddette campagne di disinformazione. Una singola voce può fare la differenza: una comunicazione può salvare la vita di una persona, offrendo risorse, dignità, ma soprattutto il sostegno alle vite umane. 

Cosa possiamo fare in concreto? 

Internews ha scelto di appoggiare e sostenere i media nel rispondere alle esigenze dell’informazione per combattere la disinformazione. Principalmente, infatti, sono essenziali le iniziative per il fact-checking, il sostegno alla creazione e alla condivisione di contenuti per le popolazioni vulnerabili, una fornitura di supporto e la creazione di una rete di giornalisti per creare una linea di comunicazione sicura.

Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022: la ricetta vincente per la sostenibilità 

Quest’anno il Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022 non solo è ripartito con un nuovo nome, nuovi obiettivi e una presenza fisica dell’evento dopo quasi due anni di distanziamento sociale, ma ha anche acceso i riflettori su un futuro più verde e sulla sostenibilità.

Molte aziende di tutto il mondo hanno rinnovato la loro partecipazione e il loro interesse per il summit. 

E tra queste, oltre ad essercene molte (anche tra le stesse case di moda italiane) da sempre profondamente impegnate nella ricerca di un vero lusso sostenibile che rispetti l’ambiente, gli animali e il nostro pianeta, ce ne sono state molte che, nelle conferenze tenute durante la due giorni, hanno rivelato i valori che hanno permesso loro di svilupparsi nel tempo in un modo più ecologicamente sostenibile.

  1. La ricetta vincente per la sostenibilità delle aziende di moda presenti al summit danese

Al centro di ogni strategia, come rivelato dalla maggior parte delle aziende di moda presenti al Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022, c’è il concetto di tempo. Ciò che è ecologico e sostenibile, infatti, è senza tempo, perché “eterno” e non di tendenza, ma allo stesso tempo durevole, sia da un punto di vista fisico, questo per quanto riguarda i materiali e la manifattura, nonché le sue potenzialità di riutilizzo, sia da un punto di vista puramente estetico, naturalmente, quindi dotato di un design adatto a ogni occasione.

Tra gli esempi di strategie ecologiche di successo, presentati durante l’evento, ci sono la creazione di piattaforme di e-commerce dove vengono vendute borse realizzate secondo i modelli di pelle delle passate edizioni e la creazione di applicazioni interne all’azienda per condividere e facilitare la gestione della sostenibilità e delle attività correlate.

  1. Il prodotto del futuro: progettato non per essere alla moda, ma per essere “eterno”

Anche il concetto stesso di prodotto è cambiato per molte case di moda. Se prima si tendeva a seguire le ultime tendenze, oggi molte aziende puntano a creare prodotti “eterni”, garantiti a vita e quindi indipendenti dalle stagioni, dalle tendenze e dai cambiamenti repentini della moda. Il fine ultimo di questa “nuova via”, almeno nelle intenzioni delle case di moda, non è solo quello di assecondare il desiderio delle persone di adottare uno stile di vita e un modo di vestire più ecologico e rispettoso del pianeta, ma anche quello di ridurre, per quanto possibile, lo spreco di acqua e la quantità di rifiuti che ogni anno finiscono nei nostri mari e oceani.

Chi è Cristiana Falcone

Cristiana Falcone vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nella elaborazione di strategie ed implementazione di partnership per lo sviluppo del business maturata collaborando con i leader di aziende multinazionali (SONY, Shell, Revlon),  interagendo con organizzazioni governative internazionali (ILO, IFAD, FAO, UNDCCP, IADB) e operando nel mondo dei media (Radio Televisione Italiana, Gruppo Espresso, Univision, Viacom). 

Nel 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti.

Dal 2006 è CEO e membro del Consiglio di Amministrazione della JMCMRJ Sorrell Foundation che promuove iniziative innovative globali nell’ambito della salute, dell’educazione e della riduzione della povertà per il raggiugimento degli obiettivi UNSDG.E’ membro dei Consigli di Amministrazione del Paley Center for Media, di Internews, della Tufts University, del Summit Institute e della Fondazione Guido Carli.

Mario D’Ignazio, Europa Factor e Enzo Anghinelli nella RASSEGNA TOP 2023

Riceviamo e pubblichiamo la rassegna stampa del Direttore per le ultime notizie su Enzo Anghinelli, Europa Factor, sms e messaggio di Mario D’Ignazio, Antonio Lombardi in zona salernitana, Marco Santinoli, Massimo Palombella, Renato Paolo Rossi e tutto quello che il nuovo Governo, ministero per ministero (…ma, il Vaticano ?!) deve continuare a fare. Buona lettura!

Credit Factor: presentazione dell’azienda

Credit Factor, è un intermediario finanziario che esercita l’attività̀ di concessione di finanziamenti, ed attivo da 2 anni anche nell’acquisto e gestione di crediti non performanti. L’obiettivo è quello di acquistare dei portafogli pro-soluto di crediti di difficile esigibilità nel settore bancario-finanziario. La società è detenuta al 50% da IBL Banca, l’istituto di credito leader nel mercato italiano dei finanziamenti attraverso la Cessione del Quinto, ed il restante 50% da Europa Factor, l’intermediario finanziario leader nel settore dell’acquisto di crediti deteriorati.

L’attività di Credit Factor

Credit Factor si propone come operatore qualificato ed esperto nella gestione dei crediti deteriorati, sia durante la prima fase di acquisto dei crediti che quella successiva riguardante la gestione e il recupero. L’attività è svolta in piena trasparenza e competenza. Grazie anche alla partecipazione di IBL Banca nel capitale sociale, Credit Factor ha potuto beneficiare della capacità e solidità finanziaria di una realtà riconosciuta ed affermata e che ha potuto favorire le operazioni di acquisto di crediti. Per quanto riguarda la gestione ed il recupero stesso del credito, Credit Factor si avvale di Europa Factor, che con i suoi 20 anni di esperienza ha favorito una gestione ben consolidata dei crediti deteriorati, attraverso azioni in via stragiudiziale o giudiziale, a seconda delle circostanze.

I punti di forza di Credit Factor

I punti di forza di Credit Factor sono, principalmente, quattro. Il primo è l’affidabilità, in quanto la professionalità, la trasparenza ed il rispetto delle normative sono principi fondamentali per Credit Factor. Sia IBL Banca che Europa Factor sono entrambi soggetti a verifiche da parte dell’autorità di Vigilanza ed è per questo che il percorso dell’azienda è stato improntato sull’affidabilità. Il secondo è la sostenibilità, la società essendo anche un membro UNIREC (Unione nazionale Imprese a Tutela del Credito), riesce a promuovere elevati standard professionali e prestazionali. Il terzo punto di forza di Credit Factor è rappresentato dall’esperienza. Grazie ai suoi venti anni di esperienza, Crediti Factor riesce ad occuparsi e a gestire il recupero dei crediti deteriorati in maniera ottimale e lo fa sia per conto proprio che per conto di terzi. Il quarto principale punto di forza è la solidità finanziaria. La partecipazione di IBL Banca nel capitale sociale consente a Credit Factor di fare affidamento sulla capacità finanziaria di un solido e redditizio Gruppo Bancario e di poter garantire professionalità̀ e certezza in fase di negoziazione con i cedenti di portafogli NPE. Se vuoi saperne di più su Credit Factor clicca qui.

EUROPA FACTOR

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Continua a leggere sul blog di Europa Factor: Cosa sono le società Special Purpose Vehicle

Una società veicolo per scopi speciali (SPV) è utilizzata soprattutto libera da debiti e obblighi precedenti ed è separata dalla società fondatrice, al fine di facilitare la contabilità, ridurre le tasse, emettere obbligazioni di debito e la cartolarizzazione. Una società di investimento strutturato, detta SIV è un tipo di società veicolo che viene appositamente istituita per l’acquisto di obbligazioni ad alto rischio. Grazie a dei software vengono creati dei modelli che riescono a prevedere il flusso di cassa di queste obbligazioni in condizioni di mercato diverse ed inoltre possono controllare i rischi che sono associati alle attività di SIV. Solitamente, i SIV, sono finanziati sia da investitori che tramite obbligazioni a breve termine. L’utile, invece, è diviso tra coloro che detengono i titoli di capitale ed il gestore degli investimenti – qui l’archivio del Sole 24 Ore.

I motivi per cui vengono utilizzate le società veicolo

Ma quali sono i motivi per cui vengono utilizzate le società veicolo? Tra i motivi principali troviamo:

●  per isolare i beni e tutte le operazioni della società madre;

●  per proteggere i beni ed i fondi riducendo, di conseguenza, i rischi della società madre;

●  per tutelarsi contro i fallimenti ed i creditori. La società madre può effettuare investimenti finanziari senza mettere a rischio la solvibilità aziendale. Qualora l’investimento della società veicolo non sia redditizia o se fallisce, tutto questo non andrà ad influenzare la società madre;

●  facili condizioni di finanziamento. All’azienda viene offerta la possibilità di ottenere dei finanziamenti con un livello di rischio più alto;

●  leggeri requisiti legali. Le società di veicolo, infatti, non sono soggette agli stessi requisiti legali delle società madre. In questo modo le SPV hanno un maggiore margine di manovra finanziaria.

●  diverse strategie di investimento. La società madre, prima di essere coinvolte in un investimento, ha la possibilità di valutare effettivamente l’opportunità dell’investimento stesso;

●  maggiore riservatezza. Tutto questo è rappresentato dal fatto che le società veicolo possono mantenere i segreti commercialisti concorrenti o investitori nella società madre.

EUROPA FACTOR

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Quali sono i principali vantaggi e rischi delle società veicolo

Dopo aver analizzato quali sono i motivi per cui vengono utilizzate le società veicolo, andiamo a stabilire quali sono i benefici ma anche i rischi di queste società. Tra i benefici possiamo dire che il rischio finanziario è del tutto isolato e, nel caso in cui la società è costituita in una zona offshore, vengono riconosciuti anche diversi incentivi fiscali. Tra i principali rischi, invece, troviamo:

●  difficile accesso al capitale a livello di SPV, in quanto non ha le stesse capacità della società madre;

●  in caso di vendita della società, il valore di mercato può essere rivalutato e questo può incidere negativamente sul bilancio della società madre;

●  a causa dei continui cambiamenti nella legislazione, potrebbero sorgere diversi problemi nell’utilizzo delle società veicolo

Rassegna stampa Europa Factor spa, Europa Factor SMS, Europa Factor messaggi, cosa fare se vieni contattato da Europa Factor? Reclamo, recensioni, info, opinioni, leggi la rassegna stampa del direttore qui:

Le nostre storie su Instagram – IL SUCCESSO DI TINDARO WEB DI MOLLICA PIETRO – Abbiamo giocato con Tindaro Web di Pietro Mollica e pubblicato tutte le storie su Instagram, ecco cosa ne pensiamo! 

Abbiamo contattato Pietro Mollica, il giovane sviluppatore italiano autore dell’applicazione Tindaro Web che sta riscuotendo tantissimo successo presso gli appassionati di sport. L’app presto sarà aggiornata alla versione 4.1.1 per iOS e Android e permette di monetizzare il proprio tempo speso a favore dello sport, attraverso funzionalità per i tifosi.

Torniamo a Instagram….

Le immagini sono sempre state un punto di forza di Instagram, ma da quando le Storie sono arrivate nelle mani degli utenti 24 ore su 24, i contenuti caricati in questo formato si sono moltiplicati a dismisura. Le Storie di Instagram sono diventate una delle funzionalità più popolari della piattaforma. Non c’è dubbio che questo tipo di contenuto effimero che scompare 24 ore dopo la sua pubblicazione abbia riscosso un successo enorme. Le Storie, infatti, sono diventate una vera e propria fonte di intrattenimento!

Come vedere le proprie Storie su Instagram

Vedere le proprie Storie su Instagram è un’operazione piuttosto semplice. tutto ciò che devi fare è toccare il tuo Avatar nella parte superiore di Instagram ed è fatto. Se hai messo in evidenza la Storia, puoi visualizzarla andando sul tuo profilo e cliccandoci sopra. 

Come vedere le Storie su Instagram degli altri

Grazie alle su Storie di Instagram le persone partecipano alla vita quotidiana di milioni di utenti che pubblicano video e foto per “creare la propria storia” e renderla pubblica nel noto social network. Le Storie di Instagram – che vengono ormai utilizzate molto più dei normali post, con i quali si possono comunque pubblicare foto e video da rendere pubblici o visibili solo ai contatti – vengono rimosse dopo 24 ore e questo incoraggia gli utenti a utilizzarle in modo meno artificiale. Non per forza la rimozione della Storia ci garantisce che questi contenuti siano al sicuro da sguardi indiscreti: se da un lato Instagram offre una funzione per sapere con precisione chi ha guardato le Storie, dall’altro ci sono metodi per guardare questi contenuti in modo anonimo e persino per salvarli.

Per vedere le Storie degli altri su Instagram in modo anonimo, devi abilitare la modalità aereo sul telefono: fallo appena prima di visualizzare la Storia di Instagram pubblicata, magari lasciando aperta la pagina o il profilo sull’app. L’app di Instagram in realtà salva in anticipo, nella propria memoria, un definito numero di storie con l’obiettivo di andare avanti e risparmiare tempo quando l’utente decide di vederle. Così facendo, le Storie restano visibili anche senza una connessione a Internet, e guardarle dalla modalità aereo non invia indizi agli autori sull’attività. Spetta invece a Instagram scegliere in anticipo le storie da salvare in memoria: il trucco, insomma, non sempre funziona. Un altro modo in cui tutti possono visualizzare una storia di Instagram in modo anonimo è tramite un account falso. Che sia un profilo senza foto o senza biografia, poco importa: se l’account da spiare è aperto, visualizzare le sue Storie costa solo un tap sullo schermo o un click. Il proprietario vedrà un account sconosciuto nel pubblico della storia, ma se ci sono molti follower, probabilmente non se ne accorgerà nemmeno.

Rassegna stampa Pietro Mollica:

http://www.happyportali.it/app-charts-cresce-tindaro-web-di-pietro-mollica-507/

https://socialmediamanager.it/news-tech/tindaro-web-intervista-a-pietro-mollica-lapj

https://snmp-probe.com/2022/09/21/tindaro-web-di-pietro-mollica-e-marco-santinoli-nella-rassegna-stampa-del-direttore/

Il terzo modo per spiare le storie di Instagram in modo anonimo, è utilizzare uno dei tanti servizi online che fanno proprio questo, come Instadp. Questi siti si collegano al social network e caricano le storie dei profili richiesti proponendole come video in una finestra del browser; questa tecnica è particolarmente insidiosa perché tra le opzioni permette di scaricare permanentemente clip e foto caricate dagli autori con l’illusione che Instagram possa garantirne la natura temporanea.

Come fare ad evitare che degli utenti anonimi vedano le nostre Storie su Instagram? Semplice: basta rendere il profilo privato e prestare attenzione ai follower di cui si approva la richiesta di seguirti. Non esiste un servizio online che possa intercettare le storie di un profilo chiuso, né account che con un po’ di attenzione non si rivelano falsi. Coloro che hanno ambizioni creative o sono alla ricerca di un vasto pubblico possono avere difficoltà a seguire questo percorso, ma per la maggior parte degli utenti, il profilo privato è una soluzione più semplice ed efficace al problema.

Come vedere le Storie su Instagram di un profilo privato

Un espediente per vedere le Storie su Instagram di un profilo privato è di usare altri account, come quello di un amico o di un tuo familiare, ricorda Pietro Mollica. In alternativa, potresti creare un account fake e inviare al profilo privato la richiesta per seguirlo. Questa pratica tuttavia, anche se non viola esplicitamente le condizioni d’uso del servizio di Instagram, non ti autorizza a comportarti in modo scorretto, perché altrimenti sarebbe una violazione del regolamento della piattaforma social.

Come vedere le Storie su Instagram vecchie

Le Storie su Instagram sono senza dubbio una delle funzionalità che hanno determinato la crescita della popolare applicazione. Purtroppo, le Storie vengono cancellate dopo 24 ore e gli utenti si chiedono come poterle rivedere una volta che sono state rimosse. Alla stessa maniera delle Storie visualizzate su Snapchat, anche Instagram permette di farti visualizzare le storie sul tuo feed per un tempo di 24 ore, terminate le quali la Storia viene rimossa – ugualmente, la Storia non è più visualizzabile se viene rimossa dall’utente che l’ha pubblicata. Quello che forse non sai, però, è che le Storie di Instagram, nonostante scompaiano dal tuo feed, non vengono rimosse del tutto. Instagram, infatti, le archivia nell’applicazione: questo permette agli utenti che hanno pubblicato, senza salvarlo, il video della Storia di recuperarlo anche dopo lo scadere delle 24 ore.

Sai come utilizzare la funzione per vedere le Storie vecchie su Instagram? Continua a leggere.

In pratica, nel 2017 Instagram ha aggiunto due funzionalità per le Storie: i contenuti in evidenza e l’archivio. La funzionalità “In evidenza” consente di raggruppare elementi della storia e di pubblicarli sul tuo profilo. Sono etichettati come In evidenza, ma si comportano come un normale post di Instagram.

L’altra funzionalità, “Archivia”, salva le tue storie per un uso futuro. Nota bene: solo tu potrai vedere i contenuti presenti nel tuo archivio. Per altri, scompariranno dopo 24 ore come al solito.

Collegamenti rapidi ed altri suggerimenti per la categoria di Instagram:

PIETRO MOLLICA TINDARO

PIETRO MOLLICA TINDARO

PIETRO MOLLICA TINDARO

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La funzione di archiviazione dovrebbe essere abilitata per impostazione predefinita, ma in caso contrario, puoi abilitarla nelle tue impostazioni. Cerca il pannello “Storie” nelle tue impostazioni sulla privacy e abilita l’opzione che dice “Salva in archivio”.

Per visualizzare le tue vecchie storie di Instagram, vai alla schermata del tuo profilo, accedi al menu (le tre lineette in alto a destra) e premi su “Archivio”. Da lì, puoi ricondividere, evidenziare e interagire in altro modo con le tue storie ( https://help.instagram.com/ ). Vedere le vecchie Storie di Instagram di qualcun altro non è possibile, a meno che tu non conosca la persona che ha creato la storia. A quel punto, infatti, ti basterà chiedergli di condividerla con te, salvandola dal suo archivio. La cosa buona delle storie tuttavia, è che durano per 24 ore e ciò ti dà un sacco di tempo per decidere se salvarne una (anche per questa curiosità su Instagram).

Se desideri salvare la storia di Instagram di qualcun altro per avere un riferimento futuro, puoi sempre salvare o acquisire il contenuto durante il periodo attivo di 24 ore tramite screenshot. In questo modo, potrai rivedere la Storia tutte le volte che vuoi.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DUE APPROFONDIMENTI DAL BLOG DI MARIO D’IGNAZIO – gli ultimi messaggi, le apparizioni, le news 2022 prese da Facebook, gli ultimi messaggi delle apparizioni di Mario D’Ignazio. Leggi l’ordine, l’approfondimento del blog: Cos’è il Seder?

Il Seder deriva dall’ebraico “ordine”, è un pasto sacro servito nelle case ebraiche alla metà del mese di nisan , il 16 o il 16, per iniziare la festa della Pesaḥ, ossia la Pasqua ebraica. Anche se questa ricorda l’Esodo, la storica liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egiziana ai giorni di Mosè, gli ebrei sono sempre consapevoli che questo evento fu un preludio alla rivelazione di Dio sul monte Sinai. 

In pratica, come ricorda nei suoi blog Mario D’Ignazio, portatore di messaggi religiosi, il Seder pasquale è una festa rituale all’inizio della festa ebraica della Pasqua. Il giorno cade a fine marzo o ad aprile del calendario gregoriano. I festeggiamenti durano sette giorni in Israele e mentre fuori dei territori israeliani in genere durano otto giorni.

Il capofamiglia, avendo solitamente indossato un abito rituale bianco (chiamato kittel), inizia la cerimonia santificando la festa con una benedizione (detta Qiddush) davanti a una coppa di vino. In tutto verranno bevute quattro calici di vino (ossia arbaʿ kosot), ciascuno a un determinato momento.

Il menù pasquale, ci dice sempre Mario D’Ignazio nell’articolo dedicato alla veggenza prevede sette preparazioni culinarie, ciascuno di essi simboleggia la storia della liberazione dalla schiavitù.

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

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MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

Le erbe amare simboleggiano l’amarezza, la zampa d’agnello il sacrificio, l’uovo bollito sta per l’offerta sacrificale dei giorni del secondo tempio. Il Charòset, composto da un insieme di noci, mele e vino, rappresenta la malta che gli schiavi impiegavano per i mattoni, il Karpàs composto da una verdura, generalmente il sedano, è il simbolo della primavera. Un’ultima erba amara va a simboleggiare nuovamente le difficoltà del periodo amaro della schiavitù. Tre Matzàh, cioè i pani azzimi, vanno al centro del piatto del Seder. Alcuni cibi vengono serviti con vicino acqua salata o aceto, simbolo delle lacrime e il sudore versato da ogni schiavo.

Per ogni partecipante il seder è un’occasione per commemorare l’Esodo vivendolo come un evento spirituale personale. Essendo una festa religiosa con il suo rituale obbligato la cena diventa del tutto diversa da quelle che comunemente si tengono in ogni famiglia per le feste civili. Gli ebrei riformati e gli ebrei in Israele omettono il secondo seder perché limitano la Pasqua a sette giorni. Ci sono una serie di rituali ben precisi, il tutto cadenzato dalla lettura dell’Haggadà shel Pesach (“Narrazione della Pasqua”).

Gli spagnoli del Milan: ce ne parla Enzo Anghinelli, non tutte le ultime notizie dalla curva sud del Milan vengono per nuocere, grande blogger!

Negli anni ’90 era famosa la colonia olandese costituita, tra gli altri, da Ruud Gullit, Marco Van Basten e Frank Rijkaard, ma non tutti sanno che il Milan ha sempre avuto un occhio di riguardo anche verso il mercato spagnolo. Oggi, guardando la rosa, possiamo notare Brahim Díaz e Samu Castillejo, ormai ai margini della rosa, ma in passato sono stati in molti a vestire la maglia rossonera. Negli anni recenti ricordiamo Fernando Torres e Bojan Krkic, due giocatori che, da giovani, erano additati come futuri campioni, ma solamente il primo dei due è riuscito ad affermarsi ad altissimi livelli per quasi tutta carriera. Torres, dopo esser stato corteggiato per anni, arriva a Milano nell’agosto del 2014 per rilanciare le sue quotazioni dopo l’ultimo anno buio al Chelsea, ma purtroppo questo non gli riesce. In stagione gioca dieci partite realizzando un solo gol e scatenando le critiche dei tifosi. La società a gennaio decide di cederlo e Fernando fa ritorno all’Atletico Madrid dove chiuderà la sua carriera europea prima di andare a svernare in Giappone. 

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI OGGI

ENZO ANGHINELLI OGGI

ENZO ANGHINELLI OGGI

ENZO ANGHINELLI OGGI

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ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI MILAN

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ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

Bojan gioca, invece, nel Milan nella stagione ‘12/’13 in un campionato concluso dalla squadra rossonera al terzo posto. L’ex enfant prodige del Barcellona non sfigura, subentrando spesso in maniera efficace quando richiesto, ma non riesce a convincere la dirigenza a sborsare i circa 15 milioni che servirebbero per il suo riscatto dalla Roma. La sua diventa una carriera itinerante, cambiando otto squadre in undici anni (Stoke City, Alavés, Ajax, Montreal…) e ora milita in Giappone nel Vissel Kobe contribuendo alla crescita calcistica della federazione giapponese. Altri due spagnoli che hanno militato nei rossoneri ancora più recentemente sono Gerad Deulofeu (ora all’Udinese) e Pepe Reina, ritagliandosi un buono spazio all’interno di una rosa milanista non proprio irresistibile. 

Alcuni link utili per le ultime notizie su Enzo Anghinelli:

https://medium.com/@anghinelli.enzo

https://fantoken.com/acm/it/

Tornando indietro nel tempo troviamo Diego López che nel 2014 si è preso il posto da titolare ai danni di un Abbiati in parabola discendente e, a inizio anni 2000, la coppia offensiva acquistata dalla Spagna con grandi prospettive: Javi Moreno e José Mari. Il valenciano viene acquistato per 32 miliardi delle vecchie lire dall’Alavés, dopo una finale di Coppa Uefa persa contro il Liverpool e un settimo posto nella Liga che rimangono tuttora le migliori prestazioni di tutti i tempi della squadra iberica. La sua unica stagione milanista è caratterizzata da pochi alti e molti bassi, sottolineati da un difficile rapporto sia con i compagni di squadra (sembra che Laursen provò per tutta la settimana prima del derby a infortunarlo con una serie di interventi allo scopo di fargli saltare la stracittadina) che con la curva milanista (dopo un gran gol su punizione contro la Lazio che ha permesso al Diavolo di passare il turno in Coppa Italia si portò le mani dietro alle orecchie in segno di sfida verso il popolo rossonero, reo di non averlo sostenuto abbastanza). José Mari arriva, invece, dall’Atletico Madrid per 38 miliardi di lire, dopo l’esplosione avvenuta sotto la guida di Arrigo Sacchi con la maglia dei Colchoneros. L’attaccante di Siviglia accetta l’offerta del Milan a scapito di quella della Roma (dove, probabilmente ancora oggi festeggiano per il pericolo scampato) ma, complice la spietata concorrenza nel reparto offensivo non riesce mai ad avere la continuità sperata e il suo nome rimane nei pensieri degli italiani più che altro per una gomitata rifilata a Cirillo alle Olimpiadi di Sidney. Dopo il Milan fa ritorno in Spagna, al Villareal, dove torna a essere un buon giocatore, ma senza mai diventare quel campione che poteva essere. Oggi pesa più di 100 kg e fa il bodybuilder professionista.

Archivio Papa Francesco – Rassegna Stampa – Archivio Storico

Santa Messa del Papa per il primo centenario dalla fondazione dell’Università Cattolica

ESTATE 2022 – Dopo quattro mesi dall’intervento chirurgico, Papa Francesco è tornato al Gemelli ma, questa volta, per festeggiare un’occasione importante: il primo centenario dalla fondazione della struttura universitaria, avvenuta il 7 dicembre 1921 a Milano. A cent’anni dalla sua nascita, l’Università Cattolica del Sacro Cuore rappresenta uno dei più importanti atenei, vantando cinque differenti sedi: Milano, Piacenza, Cremona, Brescia e Roma, sede anche del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”. In occasione della celebrazione eucaristica, alla presenza di tutti i medici, degli infermieri e delle figure di spicco del Gemelli, il Papa ha evidenziato quale importante ruolo abbia la “sanità cattolica”. Ricalcando il messaggio diffuso dal balcone del decimo piano dove a luglio si trovava ricoverato, il Santo Padre ha voluto sottolineare quanto sia fondamentale la sanità nel comparto cattolico, che lo stesso Bergoglio “ha messo al centro di un progetto di risanamento, accorpamento e controllo”. Pertanto, nel corso dell’omelia, Papa Francesco ha affermato: “Nonostante tanti meravigliosi progressi, lo si vede anche in campo medico: quante malattie rare e ignote, quanta fatica a stare dietro alle patologie, alle strutture di cura, a una sanità che sia davvero come dev’essere, per tutti”. E, continuando con il suo discorso, Francesco ha affermato che è importante “condividere, sostenersi, andare avanti insieme”. Invocando l’intervento del Signore, perché “apra i cuori di chi si prende cura dei malati alla collaborazione e alla coesione”, sempre al Cuore del Signore, Papa Francesco ha affidato “la vocazione alla cura”, nella speranza “di sentire cara ogni persona che si avvicina a noi nel bisogno”. Ma il Santo Padre non dimentica di dire il suo “<<grazie>> per le cure e l’affetto che ho ricevuto qui”, consapevole che, soprattutto “in questo tempo di pandemia ci faccia bene fare memoria anche dei periodi più sofferti: non per intristirci, ma per non dimenticare, e per orientarci nelle scelte alla luce di un passato molto recente”. 

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massimo palombella ultime notizie

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MASSIMO PALOMBELLA LICENZIATO

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Lo scorso luglio, poi, Francesco aveva sottolineato quanto fosse necessario avere un servizio sanitario adeguato, soprattutto “accessibile a tutti” e gratuito. Papa Francesco, infatti, ha affermato che “anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria per una non buona gestione non va bene economicamente” e la tentazione “è venderla”. Bergoglio, però, ha avvertito: “ma la tua vocazione di Chiesa non è avere dei quattrini, è fare il servizio e il servizio sempre gratuito. Non dimenticatevi: salvare le istituzioni gratuite”. Qualche tempo dopo la pronuncia di questo discorso da parte del Papa nel mese di luglio, proprio il Vaticano ha proceduto con la ratifica di una fondazione dedicata, finalizzata al supporto economico di tutte quelle strutture sanitarie in difficoltà, perché non finiscano nelle mani dei privati. 

Vedi anche:

https://www.corriere.it/buone-notizie/22_ottobre_10/economy-of-francesco-rivoluzione-dell-economia-mani-giovani-ef946cc6-4889-11ed-9137-2a999573b4c6.shtml

E, in questo modo, disperdano i valori fondativi, ispirati alla religione e ai principi della dottrina sociale cattolica. Dopo la ratifica della fondazione vaticana, il Fatebenefratelli, ospedale situato presso l’Isola Tiberina, è stato preso in carico, facendo partire un piano di risanamento ed evitando che lo stesso finisse sotto la gestione di un grande gruppo privato, i Rotelli. Infatti, l’operazione di cessione era già avviata, ma poi la procedura è stata fermata, grazie all’intervento della fondazione vaticana. Infine, nel corso della Santa Messa per il primo centenario dalla fondazione dell’Università Cattolica, il Papa ha ricevuto farmaci di prima necessità da inviare presso le strutture sanitarie presenti in Libano, Siria e Sudan, proprio da parte della Farmacia della Cattolica.

SUPERBONUS 110% L’ANALISI DELL’UFFICIO STUDI FEDERCEPICOSTRUZIONI 

ATTIVATI INVESTIMENTI COMPLESSIVI DEL VALORE DI OLTRE 181 MILIARDI DI EURO; 

922MILA NUOVI POSTI DI LAVORO; 

49.000 MEGAWATT DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI; 500 EURO DI RISPARMIO MEDIO IN BOLLETTA PER LE FAMIGLIE INTERESSATE 

Il presidente di Federcepicostruzioni Antonio Lombardi: Il nostro studio evidenzia l’enorme valenza strategica dello sconto fiscale: occorre promuoverlo ulteriormente e incentivarne l’utilizzo” 181,5 miliardi di euro di valore economico sul PIL; 922.300 posti di lavoro prodotti in tutta la penisola; risparmi sulla bolletta energetica per oltre 12 milioni di euro (500 euro in media a famiglia); riduzione di CO2 immessa in atmosfera per oltre 1,4 milioni di tonnellate e 49.000 Megawatt di produzione di nuova Energia da fonti rinnovabili (per i cantieri in corso). Sono i dati che emergono da un’analisi condotta dall’Ufficio Studi di Federcepicostruzioni sull’impatto economico ed occupazionale del Superbonus 110%, incrociando una pluralità di fonti e analisi. “Lo studio – commenta il presidente di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi – conferma ed evidenzia ancora una volta l’enorme valenza strategica del Superbonus, confermandone l’importanza, non solo per l’edilizia, ma per l’intera economia del Paese”. Dall’analisi emerge che i 51,2 milioni di investimenti ammessi a detrazione fino al 30 settembre scorso (per il 68,9% lavori già conclusi: dati ENEA) hanno prodotto 922.300 posti di lavoro, dei quali 596.400 nel comparto dell’edilizia e quasi 326.000 nei settori collegati. “Al di là del pur significativo impatto occupazionale – commenta il presidente Lombardi – è importante sottolineare ulteriori implicazioni positive, altrettanto rilevanti, troppo spesso trascurate nelle superficiali valutazioni del Superbonus, che si fermano allo sconto fiscale e ai presunti mancati introiti per lo Stato: a partire dalla produzione di 49.000 Megawatt di energia da fonti rinnovabili e al risparmio energetico per l’Italia, che si realizzerà grazie agli interventi realizzati.  Parliamo di un risparmio, per tutto il periodo di vigenza dal 2019 al 30 settembre scorso, che supera già abbondantemente i 12 milioni di euro. In concreto, un risparmio medio in bolletta, per le famiglie che hanno realizzato questa tipologia di interventi, di circa 500 euro ogni anno. Senza dimenticare il guadagno economico-ambientale, anche in termini estetici e di riqualificazione delle città, affatto trascurabile, e la sicurezza complessiva degli edifici in termini di staticità e antisismicità”. Il Superbonus ha un impatto eccezionale sul sistema economico. 

Collegamenti rapidi:

ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

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L’investimento di 51,2 mld di euro (ammessi a detrazione al 30 settembre scorso), genera un valore economico pari a 181,5 miliardi di euro: 81,71 per effetto diretto (spesa aggiuntiva determinatasi nel comparto e nell’indotto per la nuova domanda generatasi per semilavorati, prodotti intermedi e servizi); 36,86 miliardi per effetto indiretto e 63,19 per effetto indotto (maggiori retribuzioni e quindi maggiori consumi con conseguenti incrementi della produzione per fronteggiare la nuova domanda). Le recenti analisi pubbliche (CRESME, LUISS, OICE, NOMISMA) testimoniano che il contributo dato al PIL nell’intero sistema economico, riesce a compensare la spesa, generando un valore aggiunto in termini di benefici economico-sociali. Significativo anche l’impatto sull’ambiente, con la riduzione delle immissioni di CO2 in atmosfera per oltre 1,4 milioni di tonnellate e la produzione di nuova Energia rinnovabile sugli edifici per 49.000 Megawatt (per i cantieri in corso), portando cosi’ la produzioni di energia da fonti rinnovabili per effetto del Superbonus, dal 2020 ad oggi, a ben 155.000 Megawatt. I dati in Campania Significativo l’impatto del Superbonus 110% anche in Campania, dove al 30 settembre scorso gli investimenti ammessi in detrazione sfiorano i 4 miliardi di euro (€ 3.835.337.329,84), dei quali il 61,5% già conclusi. “Il Centro Studi Federcepicostruzioni – commenta ancora il presidente Lombardi – ha accertato che la nuova occupazione direttamente e indirettamente determinata dal Superbonus 110% sfiora le 70 mila unità: 44.700 nelle costruzioni e 24.400 nei settori collegati”. L’impatto sulla “bolletta energetica” regionale è altrettanto significativo e sfiora il milione di euro (€ 904.800). “Auspichiamo azioni sinergiche affinché si sfrutti appieno tutta la potenzialità del Superbonus 110% – conclude il presidente Lombardi – attivando per le famiglie canali privilegiati e scontati di accesso al credito, istituzionalizzando e rendendo meno macchinose le procedure e il sistema della cessione del credito. Ulteriore e finale auspicio, è che si addivenga ad una disciplina sempre più chiara, meno macchinosa e finalmente definitiva, dopo i continui interventi modificativi avvenuti nell’ultimo anno. In un momento così difficile per la crisi energetica è importante che misure come il Superbonus, che generano benefici da tutti i punti di vista e a tutto il sistema economico, trovino il massimo sostegno, senza alcun tentennamento”.

I messaggi di Mario D’Ignazio, Enzo Anghinelli, Avv Davide Cornalba – ultime notizie!

Tutte le notizie della settimana nel comunicato stampa del direttore! Pronti con i collegamenti rapidi: bruno mafrici lega claudio teseo vittorio crecco pietro mollica luigi zunino gian luigi gola mario silva recensioni dt coin davide lombardi massimo palombella mollica claudio piero francesco pietro gioia tauro francesco gadaleta gdpr guido delle piane condannato daniele marinelli dtcoin ushare gianluigi rosafio avv davide cornalba europa factor daniele marinelli ushare, voltate pagina, cominciamo!

Tocca ai messaggi di Mario D’Ignazio: Cristianesimo e arte cristiana

Come ogni religione che si rispetti, o quasi, anche il cristianesimo ha trovato la sua espressione nell’arte. Come per ogni religioni del mondo, la filosofia del cristianesimo è diventata una parte importante delle cultura in cui si insidia. Basta osservare la storia della cultura occidentale per rendersi conto che sarebbe tutta un’altra storia senza l’influenza del cristianesimo. Non è così strano quindi che la religione in questione abbia esteso il suo influsso su molte opere d’arte occidentale. Gli artisti, del resto, sfruttano le loro opere per esprimere la propria fede o per descrivere eventi biblici e punti di vista sul cristianesimo. Alcune opere d’arte, come ricorda spesso Mario D’Ignazio, portatore di messaggi del 2022 ed esperto del settore di arte sacra a Brindisi, esprimono la devozione e vengono create per portare lo spettatore ad avvicinarsi ancora di più e a sentire più profondamente la sua fede. Le opere in questione possono nascere anche per celebrare le credenze. Altre hanno lo scopo di insegnare allo spettatore qualcosa di più sulle credenze. Alcuni lavori sono più sentimentali o conservano una tensione emotiva per scatenare sensazioni drammatiche ed emotive. Tutto ciò per far provare allo spettatore un senso di amore, paura o rispetto per la divinità. Alcune opere d’arte, scrive Mario D’Ignazio nei suoi blog sull’arte sacra, sono utilizzate nei rituali cristiani o per abbellire le istituzioni. Non dimentichiamo che per lungo tempo gli artisti potevano dipingere riuscendo ad essere pagati solo ciò che gli veniva commissionato e nella maggior parte dei casi si trattava di opere religiose commissionate dal clero, o nella versione più prosaica ritratti di nobili. Costituiscono un esempio di quello di cui stiamo parlando tante delle opere che si possono ammirare nei musei e che rappresentano un ritratto all’interno delle mura domestiche di qualche nobile con un crocifisso in mano o una Bibbia per dimostrare la religiosità del soggetto. Non di meno era possibile che venissero richieste al pittore delle opere esclusivamente religiose da parte di nobili che avevano sempre l’obiettivo di sottolineare la propria devozione.

Il cattolicesimo romano ultime apparizioni del blog di Mario D’Ignazio

Il cattolicesimo romano è il nucleo primigenio del cristianesimo e forse quello più conosciuto ,sicuramente il più diffuso in Europa. Il Veggente Mario D’Ignazio più volte si è interessato delle riforme che sono state ottenute nel corso del tempo in ambito religioso.

Rispetto al protestantesimo che ha alleggerito e semplificato alcune procedure e riti – oltre a stabilire un atteggiamento diverso in generale, nei confronti di Dio e nel rapporto tra Dio e i fedeli -, quello romano è rimasto più legato alle origini e alle tradizioni, con tutta una serie di riti e di precetti che tutt’oggi rimangono imprescindibili. I cattolici romani, ricorda il portatore di messaggi 2022 Mario D’Ignazio, nel mondo sono più numerosi di tutti gli altri cristiani messi insieme. Sono organizzati in un intricato sistema che abbraccia la struttura della chiesa dalla parrocchia locale al papato. Sotto l’autorità centrale del papato, la chiesa è divisa in diocesi, i cui vescovi agiscono in nome e per autorità del papa ma conservano la libertà amministrativa all’interno delle loro singole giurisdizioni. Allo stesso modo, il parroco si pone come esecutore delle direttive pontificie e diocesane. Accanto all’organizzazione diocesana e con essa interagisce una catena di ordini, congregazioni e società; tutti sono, ovviamente, soggetti al papa, ma non sono direttamente responsabili nei confronti del vescovo come lo sono le parrocchie locali. Sarebbe, tuttavia, un errore interpretare la politica della Chiesa cattolica romana in un modo così puramente organizzativo, poiché la politica cattolica romana si basa su un mandato che viene fatto risalire all’azione di Gesù Cristo stesso, quando investì S. Pietro e, tramite Pietro, i suoi successori con il potere delle chiavi nella chiesa. Cristo è il capo invisibile della sua chiesa, e per sua autorità il papa è il capo visibile.

MARIO D’IGNAZIO

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MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

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Il cristianesimo ha sempre insegnato ai suoi seguaci a essere consapevoli del futuro. Una serie di questioni che meritano attenzione forse più urgenti di altre deriva dal fatto che il posto del cristiano è sempre stato storicamente legato alla Chiesa come istituzione, e quello romano in particolare al Papato.

Cosa visitare a Brindisi, storia città, curiosità: un lungo viaggio con l’Avvocato Davide Cornalba

Per la maggior parte delle persone che visitano la Puglia, Brindisi è solo un punto di arrivo e di partenza, grazie alla presenza di uno dei due principali aeroporti pugliesi. Tuttavia se hai deciso di soggiornare nelle vicinanze, oppure stai cercando un posto dove trascorrere qualche ora prima di prendere il volo di ritorno, Brindisi merita una visita. Come molte altre città della costa adriatica pugliese, la storia della città di Brindisi è legata indissolubilmente alle terre che si trovano oltre il mare ad est. Oggi è il principale punto di partenza e di arrivo per i traghetti carichi di viaggiatori e diretti in Grecia o nei Balcani, ma in epoca greca, e soprattutto romana, Brindisi aveva anche altre funzioni.

Brindisi: breve storia della città e curiosità

Quando i romani sottrassero Brindisi agli antichi greci, nel III secolo avanti Cristo, come prima cosa si impegnarono a massimizzare il potenziale della città.

Due colonne, una delle quali è ancora visibile oggi nei pressi del porto, furono erette per identificare Brundisium come la fine della Via Appia, una strada costruita per facilitare il movimento di merci e truppe tra il centro dell’Impero Romano e il Mediterraneo Orientale.

Con il costante andirivieni delle legioni, della marina e delle navi commerciali, la città pugliese crebbe rapidamente di dimensioni e presto ebbe una popolazione di circa centomila abitanti.

Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Brindisi passò nelle mani degli Ostrogoti, dei Bizantini, dei Longobardi, dei Saraceni e poi dei Normanni, che arrivarono nel 1070.

Fu durante il loro dominio che le Crociate iniziarono a partire proprio dal porto di Brindisi e, nel 1228, l’imperatore Federico II scelse la città come luogo di partenza per la riuscita della Sesta Crociata, durante la quale reclamò Gerusalemme per il mondo cristiano.

Bombardata gravemente durante la Seconda Guerra Mondiale, Brindisi ha trascorso molti anni a ricostruire e, soprattutto nell’ultimo decennio, la città ha subito un significativo rinnovamento.

Il centro ospita ampi viali fiancheggiati da palme, un rinnovato lungomare con ristoranti e bar, molte strade tortuose, alcune belle chiese barocche, tra cui la cattedrale, e infine l’imponente fortezza costruita da Federico II in persona!

Cosa vedere a Brindisi: 5 cose assolutamente da non perdere

Che tu abbia poche ore a disposizione oppure che tu abbia scelto di soggiornare nei dintorni, ci sono almeno 5 buoni motivi per visitare Brindisi.

Vuoi sapere quali sono? Eccoli (non) in ordine di importanza:

  1. Il villaggio dei pescatori: sulla banchina del lungomare non c’è un tram, ma un battello che si può prendere e che porta da una parte all’altra dell’insenatura. Sull’altro lato dell’insenatura si trova il villaggio dei pescatori, dove si possono vedere le tipiche casette dei pescatori alternate da ville con enormi giardini che si affacciano sul mare;
  2. Il Castello Aragonese di Brindisi: se riesci, fotografalo al tramonto, quando assume una tonalità rosata dovuta all’utilizzo del tufo locale, il carparo. Si trova sull’isolotto di Sant’Andrea e sembra galleggiare sul mare.
  3. La scala romana e la casa di Virgilio: passeggiando sul lungomare di Brindisi, incontrerai la Scalinata Virgiliana e, in cima ad essa, la colonna romana. Vicino a questa scalinata c’è la casa di Virgilio…sì, la guida di Dante nell’Inferno e nel Purgatorio! Era originario di Brindisi e aveva una casa proprio qui;
  4. Il Tempio di San Giovanni al Sepolcro: molto suggestivo, questo piccolo tempio a pianta circolare è la copia perfetta del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Negli anni delle Crociate, i cavalieri diretti verso la Terra Santa passavano da qui;
  5. Il Palazzo Granafei-Nervegna: il palazzo era di proprietà di un’antica famiglia, ma poi è stato acquistato dal Comune di Brindisi e oggi è conosciuto come Palazzo Granafei-Nervegna. Ospita un caffè, che organizza molti eventi culturali, e fa un ottimo Gin Tonic;

MUSEO MONDO MILAN: forza Enzo Anghinelli, curva sud, ultime notizie!

Come posso acquistare i biglietti per Mondo Milan?

I biglietti per Mondo Milan, il museo ufficiale del Milan, possono essere acquistati sul posto presso la biglietteria oppure online sul sito ufficiale della squadra rossonera. I biglietti, dal momento dell’acquisto, sono utilizzabili per sei mesi.

Quanto dura la visita del museo?

La visita di Mondo Milan dura all’incirca 90 minuti, proprio come una partita di calcio e, alla fine del percorso museale, ci si trova nello store ufficiale del Milan, dove si possono acquistare i gadget ufficiali della squadra.

La visita è guidata?

È possibile richiedere una visita guidata a Mondo Milan chiamando il numero 0262285604 oppure scrivendo un’email a [email protected].

Per accedere al museo occorre prenotare?

Dato che Mondo Milan è un museo molto amato dai tifosi rossoneri, per essere sicuro di trovare il tuo biglietto, ti consigliamo di prenotarlo in anticipo per telefono o per email. Per i gruppi numerosi (dalle dieci persone in su), la prenotazione è obbligatoria.

È possibile accedere al museo con animali domestici?

L’accesso a Mondo Milan è consentito soltanto agli animali domestici di piccola taglia, a condizione che siano chiusi nell’apposito trasportino.

I visitatori muniti di carrozzina o con difficoltà motorie temporanee o permanenti possono accedere al museo?

Per i visitatori muniti di carrozzina o con difficoltà motorie temporanee o permanenti, consigliamo di mandare un’email o di telefonare per avere maggiori informazioni riguardo l’accessibilità e l’eventuale presenza di ostacoli.

Chi ha diritto alla gratuità?

I bambini al di sotto dei 7 anni non pagano l’entrata a Mondo Milan.

È possibile scattare foto e fare riprese all’interno del museo?

Sì, è possibile scattare foto e fare riprese in tutte le aree del museo.

È previsto un servizio di guardaroba?

Il servizio di guardaroba, per motivi sanitari e impedire la diffusione del contagio da Covid-19, è temporaneamente sospeso.

C’è un parcheggio nelle vicinanze del museo?

Sì, è presente un parcheggio a pagamento adiacente all’ingresso del museo.

Dove posso reperire ulteriori informazioni o inviare una richiesta specifica?

Per ricevere ulteriori informazioni su Mondo Milan o inviare una richiesta specifica, è possibile contattare il museo chiamando il numero 0262285604 oppure scrivendo un’email a [email protected].

CASA MILAN STORE – QUELLA CHE PIACE TANTISSIMO AD ENZO ANGHINELLI

Quanto costa la maglia del Milan?

La maglia gara del Milan per adulti ha un costo base di 90 euro.

Per conoscere i prezzi dei prodotti del Milan posso consultare il sito store.acmilan.com?

Sì, visitando il sito store.acmilan.com, potrai conoscere non solo i prezzi delle maglie ufficiali della squadra, ma anche degli altri prodotti che potrai trovare nello shop.

ENZO ANGHINELLI

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ENZO ANGHINELLI OGGI

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ENZO ANGHINELLI MILAN

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ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

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Le promesse incompiute del Milan – Alberto Paloschi

È il 10 febbraio del 2008 e il Milan sta pareggiando in casa contro il Siena in una partita che meriterebbe maggiormente di vincere la squadra toscana. Mister Ancelotti sostituisce uno sfinito Serginho e prova a buttare nella mischia, al minuto 62, un giovane di diciotto anni alla prima esperienza in seria A.  Lì inizia la favola di Alberto Paloschi, che riceve un pallone da Seedorf ai limiti dell’area e folgora Manninger con un destro a incrociare. Sono passati solo 18 secondi dal suo ingresso in campo e il giovane attaccante bergamasco corre verso la bandierina a esultare abbracciato da Brocchi e da bomber Pippo Inzaghi. Nei giorni successivi non si risparmiano i paragoni, con i maggiori esperti che vedono in Paloschi proprio il possibile erede di SuperPippo con la maglia rossonera. Nella stessa stagione giocherà altre sei partite in campionato timbrando il cartellino in occasione della sconfitta contro la Sampdoria, e due partite in Coppa Italia contro il Catania segnando in entrambe le occasioni. Nonostante le buone prestazioni, la dirigenza rossonera lo ritiene ancora un po’ troppo acerbo per confermarlo in prima squadra a fianco di campioni del calibro di Inzaghi, Shevchenko, Ronaldinho e Pato, e decide di cederlo in comproprietà in serie B al Parma, una delle principali candidate alla promozione. Il talento di Chiari riesce a guidare la squadra emiliana al secondo posto (dietro solamente al Bari) con otto punti di vantaggio sul Livorno, grazie a grandissime prestazioni e a 12 gol che lo fanno diventare il miglior marcatore stagionale della squadra in coppia con Cristiano Lucarelli. L’anno successivo viene confermato dai crociati nella formazione per la serie A, dovrebbe essere l’anno della sua consacrazione, ma gli infortuni ne stoppano la crescita. Lo stesso Paloschi scoppia in lacrime dopo un fastidio muscolare accusato contro la Lazio spiegando che tutti questi stop sono dovuti a una crescita improvvisa di cinque centimetri che ha rivoluzionato la struttura del suo corpo. Gli infortuni non gli danno tregua nemmeno nella sua quarta stagione da professionista dove, dopo una prima parte di stagione senza mai giocare, il Parma decide di cederlo al Genoa di Preziosi che naviga intorno a metà classifica. Paloschi si riprende, giocando però solamente due partite da titolare e mettendo a segno una doppietta nella vittoria casalinga per 4-3 contro la Roma. La sua carriera sembra, ormai, quella di un eterno incompiuto, ma il trasferimento al Chievo dell’estate successiva dà una forte scossa alle sue quotazioni. Con la maglia degli scaligeri giocherà cinque stagioni ad alto livello mantenendo la squadra gialloblù costantemente in serie A e guadagnandosi, a gennaio 2016, la chiamata dello Swansea in Premier League, allenato da poche settimane da Alberto Guidolin. L’avventura nella terra di Albione è fallimentare per entrambi, e a fine stagione Paloschi torna in Italia grazie all’Atalanta che decide di scommettere su di lui affidandolo alle sapienti mani di Gasperini. Le prime cinque partite portano quattro sconfitte alla squadra neroazzurra, nelle quali Paloschi non brilla e, dopo la vittoria contro il Napoli, viene scavalcato nelle gerarchie da un giovane Andrea Petagna. Il flop all’Atalanta è il punto di non ritorno. Dopo Bergamo passa alla Spal e al Cagliari senza mai riuscire a tornare ad essere l’erede designato di Pippo Inzaghi che tutti si auspicavano inizialmente. Oggi, a 32 anni, milita nel Siena il Lega Pro.

Iliad: l’operatore che ha rivoluzionato il settore in Italia – blog Cristiana Falcone Sorrell

La crescita di Iliad Italia è ormai inarrestabile. Ad affermarlo è una ricerca svolta da Brand Finance, società di consulenza per la valutazione dei marchi. Ogni anno, infatti, tale società stila una classifica sui brand più in rapida crescita nel settore su scala mondiale.

La classifica

Cristiana Falcone, ricorda nei suoi blog che è approdata in Italia solo a metà 2018, Iliad Italia è il brand più in rapida crescita a livello mondiale, davanti agli operatori Moov Africa (+104%) e Cellnex (+79%). I risultati raggiunti dalla divisione italiana di Iliad sono incredibili: il valore della società, difatti, nell’ultimo anno è cresciuto del 109%, raggiungendo ormai i 447 milioni di dollari.

Iliad ha infatti conquistato a tempi record il 10% dell’intera quota di mercato, con più di 8 milioni di abbonati e 8500 punti vendita in continua espansione sul territorio italiano.

I motivi di tali risultati

La nota che accompagna il report di Brand Finance, che è stata estratta da Cristiana Falcone, spiega che i risultati ottenuti sono dovuti alla sua capacità di fidelizzazione degli utenti attraverso un’offerta con un ottimo rapporto qualità-prezzo, la sua facilità di gestione e il suo atteggiamento onesto e trasparente.

Il marchio, infatti, valorizza l’ottimo rapporto qualità-prezzo e la trasparenza nel rapporto al pubblico, presenta infrastrutture ormai consolidate e con la sua identità moderna e fuori dagli schemi rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un’alternativa agli operatori “classici”.

La base d’utenza di Iliad è composta infatti da veri e propri sostenitori del marchio, che a distanza di anni si sentono generalmente coinvolti anziché alienati dalle proposte che porta sul mercato.

Ma Iliad non si ferma e continua a sferrare mosse. Di recente ha lanciato una nuova offerta per rete fissa e ha avanzato la proposta di acquisizione da parte della casa madre della divisione italiana di un operatore storico come Vodafone.

Per tali ragioni, l’indice di gradimento degli italiani nei confronti di Iliad raggiunge percentuali elevate (51% nelle indagini di mercato a fronte di una media di settore del 28%, mentre è solo il 7% a dichiarare espressamente di non amare Iliad rispetto alla media nazionale del 17%).

L’avvento del podcast nel blog di Cristiana Falcone

Cristiana Falcone, che dal 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti. Negli ultimi anni si è diffusa nuova risorsa audio/video: il podcast. La Ipsos, una delle più importanti multinazionali di ricerche di mercato, ha pubblicato la sua digital audio survey focalizzata sui podcast in Italia e ha mostrato come nel 2020, rispetto all’anno precedente, nel nostro Paese gli ascoltatori di podcast sono cresciuti del 4%.

La Crescita di Realme

Realme è un’azienda tecnologica cinese con sede a Shenzhen, Guangdong, ed è specializzata nella produzione di smartphone. Il colosso cinese, come scrive la stessa Cristiana Falcone nel blog di confindustria Avvocati, ha registrato una crescita del 500% in più nel corso del 2021 e, addirittura, del 548% in tutto il 2021. Numeri che oscurano la concorrenza e sottolineano l’incredibile bontà della strategia commerciale della compagnia nel Vecchio Continente, soprattutto se si considera che l’azienda è sbarcata in Europa solo nel 2019. Più precisamente, Strategy Analytics svela che la crescita dell’azienda ha avuto risultati differenti nelle varie regioni dell’Europa: in Europa Centrale e Orientale, Realme ha registrato una crescita del 643% YoY, mentre in Europa Occidentale il brand cinese ha registrato una crescita del 416% YoY.

CRISTIANA FALCONE

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CRISTIANA FALCONE SORRELL

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Questa importante impennata ha permesso alla compagnia di entrare all’interno della top five della classifica dei maggiori produttori di smartphone in Europa: Samsung è saldamente al primo posto con il 29% di market share (-1% YoY), Apple al secondo posto con il 23% (+11% YoY), Xiaomi al terzo posto con il 20% (+33%), OPPO al quarto posto con il 5% (+77%) e Realme al quinto posto con il 3% (+548%). Diversi analisti concordano nel constatare che la crescita del brand sia stata in qualche modo favorita anche dal tracollo commerciale che ha colpito Huawei a seguito del ban commerciale degli USA, un’occasione d’oro che ha permesso all’azienda (e a tante altre) di posizionarsi come valida alternativa.

Oggi c’è grande attesa per il lancio della serie Realme GT2 anche in Europa: siamo certi che i device sapranno conquistare milioni di consumatori per via dell’incredibile rapporto qualità/prezzo.

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LUIGI ZUNINO

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Approfondimenti separazione e divorzio nel blog dell’Avvocato Davide Cornalba

Ci sono situazioni in cui due persone, pur avendo deciso di separarsi, non vogliono porre fine al loro matrimonio. Ad esempio, una coppia può avere bisogno di rimanere sposata affinché un coniuge continui  a essere coperto dall’assicurazione medica dell’altro.

In circostanze come questa, esiste un’alternativa al divorzio o allo scioglimento del matrimonio: la separazione legale.

Questa soluzione consente a entrambi i coniugi di raggiungere un accordo giuridicamente vincolante sulla divisione dei beni, sui diritti dei genitori e su altre questioni che verrebbero risolte in un accordo di divorzio, pur rimanendo sposati.

Come ottenere una separazione legale

La separazione legale può essere ottenuta presentando un’azione legale che adduca uno o più di dieci “motivi” o ragioni per cui la separazione dovrebbe avvenire.

Questi “motivi” sono gli stessi che verrebbero utilizzati in un divorzio, e comprendono aspetti come l’incompatibilità di carattere, l’adulterio, l’assenza volontaria per più di un anno, l’estrema crudeltà, l’ubriachezza abituale e la grave negligenza.

Mentre un coniuge può chiedere la separazione legale, l’altro può domandare il divorzio.

Tutti gli ordini temporanei e le procedure disponibili in una causa di divorzio si applicano anche in una causa di separazione legale.

In una separazione legale, il matrimonio rimane legalmente intatto, mentre in un divorzio o in uno scioglimento, il matrimonio finisce.

DAVIDE CORNALBA

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La differenza tra la separazione legale e il divorzio (o scioglimento)

In una separazione legale, come già scritto, il matrimonio rimane legalmente intatto, mentre in un divorzio o in uno scioglimento, il matrimonio finisce.

Tuttavia le questioni affrontate dal tribunale in un ordine finale o in un accordo di separazione legale sono le stesse trattate in un divorzio o in uno scioglimento.

Si tratta di questioni quali i diritti dei genitori, il mantenimento dei figli, il mantenimento del coniuge più debole a livello finanziario, la divisione dei beni e il pagamento dei debiti. Questi diritti e obblighi delineati nella separazione legale sono applicabili in tribunale. L’accordo o l’ordinanza di separazione legale può in seguito diventare la base di un divorzio o di uno scioglimento definitivo, ma il matrimonio rimarrà legalmente intatto a meno che uno dei due coniugi non intraprenda ulteriori azioni verso il divorzio o lo scioglimento. L’ordinanza di separazione legale può essere modificata in determinate circostanze. Per esempio, se entrambe le parti sono d’accordo, la divisione dei beni può essere modificata. Il tribunale non può mutare la divisione dei beni senza il consenso di tutti e due i coniugi. Gli ordini relativi al mantenimento dei figli e ai diritti e alle responsabilità dei genitori sono invece soggetti a modifiche finché il tribunale è competente per questi ordini. Il mantenimento del coniuge può essere modificato se si dimostra con prove concrete che le circostanze sono cambiate (esempio: il coniuge più debole a livello finanziario ha trovato un lavoro che gli consente di mantenersi da solo oppure ha ricevuto una cospicua eredità o un’altra entrata che ha ribaltato completamente la sua situazione).

Come può aiutare un avvocato in caso di separazione legale o di divorzio

Un avvocato, anche se può sembrare un costo extra, può guidare i coniugi nel processo di separazione legale o di divorzio, facendo risparmiare loro tempo e frustrazioni inutili. Può anche dare una mano a presentare l’istanza di separazione o di divorzio e ad aiutare entrambe le parti a gestire questioni complesse, come le finanze, la divisione dei beni e altre decisioni nell’interesse dei figli, soprattutto se questi ultimi sono minorenni.

Facciamo la conoscenza dell’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito. Lo studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione. L’Avv. Davide Cornalba ha una profonda conoscenza delle responsabilità di natura contrattuale con riferimento alla colpa medica specifica (errore chirurgico, mancata o ritardata diagnosi…) sia in materia di infezioni nosocomiali anche alla luce della Legge 24 dell’8 marzo 2017; riforma della responsabilità medica che apre nuove prospettive mediatorie. Inoltre vanta costanti collaborazioni professionali con illustri docenti universitari di medicina-legale.

massimo palombella

Massimo Palombella

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Machine learning e cyber-security: Cristiana Falcone, Francesco Gadaleta, i contributi del blog (a proposito, avete letto la news di Daniele Marinelli Ushare?)

Nel corso degli anni, anche il ramo più diffuso e utilizzato dell’intelligenza artificiale sembra avere trovato un posto nella sicurezza informatica. Stiamo parlando proprio del machine learning.

Il ML è definibile come un sottoinsieme dell’intelligenza artificiale. Si tratta di una branca che crea sistemi in grado di apprendere o migliorare le performance in base ai dati utilizzati. Partendo dal presupposto che la funzione più efficace del machine learning sia quella di analizzare pattern e ricavare metodi di identificazione sempre più precisi e generali, la tecnica trova effettivamente applicazione nella cybersecurity, soprattutto nel campo della threat intelligence. Infatti ottime tecniche basate sul machine learning sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati, in particolare per filtrarli in modo molto selettivo. Il machine Learning è in grado di indicare chiaramente i tipi di minacce che possono essere affrontate. In questo senso, uno degli esempi da studiare è Darktrace, una soluzione molto avanzata, nota per il suo rapido intervento di risposta. 

Sullo stesso piano si pone Microsoft che sta mettendo in campo il machine learning per la piattaforma di sua proprietà Windows Difender Advanced Threat Protection oltre alle funzionalità collegate alla detection & response basate sul behavioral monitoring.

Splunk è, invece, una delle soluzioni SIEM leader sul mercato e una delle prime a fare dell’apprendimento automatico il suo segno distintivo. Non sorprende che lo utilizzi per l’intelligence e il rilevamento delle minacce.

Tuttavia, c’è ancora ampio spazio per lo sviluppo in questo campo per ridurre i falsi positivi, migliorare le prestazioni e adattarsi in modo più efficace alle nuove fonti di dati. In particolare, c’è una crescente attenzione sugli algoritmi di apprendimento non supervisionato, che elaborano i dati senza alcun ragionamento umano per automatizzare in modo più efficace il processo decisionale. Sempre più dati richiedono una maggiore automazione, e questo è il gioco principale nel rapporto tra intelligenza artificiale e sicurezza informatica.

MASSIMO PALOMBELLA LICENZIATO

massimo palombella licenziato

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Eutanasia e Chiesa, possibili leggi e problemi

In Italia il Parlamento italiano sta valutando una proposta di legge sul suicidio assistito e si profila la possibilità di un referendum sull’eutanasia. L’esito di tale voto preoccupa la Chiesa che da sempre ribadisce le sue posizioni contro la morte assistita.

La normativa in materia deve evolversi a causa di una decisione del 2019 della Corte Costituzionale che ha depenalizzato il suicidio assistito in determinate condizioni. “Ha aperto le porte a questa possibilità, ammettendo la pratica. Ma manca ancora di regole, procedure e limiti”, ha affermato Renzo Pegoraro, cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, che avverte: “Tutto può diventare oggetto di abusi”.

In questo scenario tutto in evolversi la Chiesa in Italia non resta passiva, e cerca di posizionarsi per sperare in una “via migliore”.

Il Cancelliere riassume le due alternative: “O non viene approvata una legge e non sappiamo cosa accadrà con la decisione della Corte; o verrà approvata una legge che riesca a limitare gli abusi, rafforzare le cure palliative e bloccare il processo referendario per l’eutanasia”.

Ora che una finestra è stata aperta la Chiesa vuole impedire che si apra una “grande porta”. Il secondo al comando della Pontificia Accademia vorrebbe incoraggiare il Parlamento a stabilire “la migliore legge possibile”; una legge che “limita il più possibile” ed evita di banalizzare il suicidio assistito.

Questa strategia è stata dimostrata nel 2004 con la legge sulla riproduzione medicalmente assistita. Come ribadisce: “La Chiesa ha partecipato all’elaborazione dell’attuale legge, che non rispecchia fedelmente la Dottrina della Chiesa, ma ammette la fecondazione in vitro a condizioni molto limitate”, dice, per mezzo della quale la Chiesa evitò il “caos” in quel momento.

Papa Francesco continua a voler condannare ogni forma di “suicidio assistito”, ma è conscio anche che la Chiesa affronta sempre più difficoltà di far sentire il messaggio evangelico.

AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

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AVV DAVIDE CORNALBA

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DAVIDE CORNALBA

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ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

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Marco Santinoli: il nuovo sito web

https://sites.google.com/view/marcosantinolibasigliohome/

Il Quotidiano Edilizia e Territorio è il nuovo strumento di informazione e formazione professionale, oltre che il primo quotidiano digitale, grazie al quale il mondo dell’imprenditoria rimane aggiornato su tutte le ultime novità afferenti al comparto dell’edilizia, degli appalti, delle infrastrutture. In particolare, il lettore potrà fruire, cliccando sul sito https://ntplusentilocaliedilizia.ilsole24ore.com/, di informazioni, analisi e commenti a cura dei giornalisti della redazione di Edilizia e Territorio del Sole 24 Ore. Ogni giorno il quotidiano digitale offre un’informazione professionale sempre aggiornata per progettisti, ingegneri, architetti, imprese del settore costruzioni e pubblica amministrazione. Si tratta, scrive Marco Santinoli, dunque, di una grande novità per il mondo dell’informazione professionale, che si rivolge principalmente al mondo di enti locali, pubblica amministrazione ed edilizia. Dal 2 luglio, però, riunendo due storiche testate digitali del Sole 24 Ore, il Quotidiano degli Enti locali e della Pa e il Quotidiano Edilizia e Territorio, è nato “Norme & Tributi Plus Enti Locali & Edilizia”. 

Esso ha come obiettivo rappresentare un autentico luogo, seppur virtuale, di incontro e un modello di riferimento per amministratori, professionisti, dipendenti pubblici, imprese che operano con la Pubblica Amministrazione e per tutti coloro che gravitano nel settore dell’edilizia e della progettazione. Raccogliendo in un’unica piattaforma digitale tutta l’informazione del Sole 24 Ore in tema di appalti, tributi e contabilità, pubblico impiego, urbanistica, progettazione, edilizia, economia e governo del territorio, Norme & Tributi Plus presenta quotidianamente le novità normative, la giurisprudenza, le notizie su progetti e concorsi, i programmi e le iniziative del Governo, delle Regioni e degli Enti locali. Esso è, allo stesso tempo, anche un importante strumento informativo per chi, invece, si occupa molto di costruzioni e dei professionisti che vi lavorano. Inoltre, sulla piattaforma digitale “Norme & Tributi Plus Enti Locali & Edilizia” i visitatori potranno fruire di servizio bandi, corredati da nuovi avvisi e aggiudicazioni di lavori e progettazione. Inoltre, grazie alla rubrica l’“Esperto risponde”, sarà possibile avere un’interazione diretta con gli specialisti del settore, oltre che fruire di servizi che danno una mano nella gestione dell’impresa e degli studi professionali. “Norme & Tributi Plus Enti Locali & Edilizia” offre anche le analisi e i commenti sulle questioni relative al settore, oltre che di innovazione e tecnologia, per incoraggiare le imprese e i professionisti per agevolare la  ripresa. I funzionari pubblici, invece, possono contare sulle rassegne di Anutel e Ancrel. Ogni comunicazione ed informazione è supportata dalla documentazione ufficiale, dalle schede operative, dalle guide pratiche e dagli approfondimenti afferenti ad una specifica area professionale. Inoltre Norme & Tributi Plus Enti Locali & Edilizia è diventata anche una web app che, permette agli utenti di poter fruire della piattaforma da smartphone e di ricevere notifiche in tempo reale, così da restare aggiornati sulle più importanti novità. Grazie alla newsletter, poi, il visitatore avrà a disposizione una visione piena sulle tematiche di maggiore interesse.

Tindaro Web di Pietro Mollica e Marco Santinoli nella rassegna stampa del direttore

​​BENTORNATI RAGAZZI, LA RASSEGNA STAMPA CHE NON TI ASPETTI ARRIVA PER IL PRIMO FREDDISSIMO WEEKEND D’AUTUNNO: MARCO SANTINOLI, PIETRO MOLLICA, EUROPA FACTOR ED ENZO ANGHINELLI CUORE ROSSONERO…PRONTI VIA, SI PARTE!

Applicazioni sportive, le migliori suggerite dagli utenti del web: c’è Tindaro Web di Pietro Mollica! Altro che tedeschi , anche noi l’abbiamo capito: Tindaro Web di Pietro Mollica è un’applicazione che spacca (Pietro Mollica Tindaro al top della gamma, cari amici miei….), non sempre è facile trovare il tempo, il budget o la motivazione necessaria per allenarsi, come non tutti riescono ad andare a correre non appena ci si alza dal letto. Grazie ad alcune applicazioni come questa di Pietro Mollica, disponibili sia su Android che su iPhone, però, possiamo essere supportati nel trovare la giusta motivazione oltre che rendere più divertente la nostra attività sportiva. Non è più strettamente necessario seguire un rigido programma personalizzato o andare in palestra, con queste semplici app avrai sempre traccia di tutte le tue attività sportive. Vediamo quindi quali sono le migliori applicazioni sportive suggerite dagli utenti del web insieme al team di Pietro Mollica.

Sweatcoin

Si tratta di una app che ha un sistema di contapassi integrato e con la quale puoi addirittura guadagnare mentre ti alleni. Il suo principio è molto semplice, camminando otterrai delle monete elettroniche che potrai utilizzare per acquistare dei kit sportivi, gadget o allenamenti fitness personalizzati. Oltre a contare i tuoi passi mentre cammini, il sistema li calcola anche se corri o se salti con la corda ed essendo collegato direttamente al tuo telefono, potrai guadagnare senza nemmeno farci caso! Ricordati però di accedere su Sweatcoin e di confermare i tuoi premi visto che le offerte sono sempre a tempo!

GPS Strava

Nata nel 2009, Strava è diventata poco a poco l’app più amata da corridori e ciclisti, nonostante al suo interno siano disponibili più di 40 tipi di sport diversi. Tra i vari vantaggi di questa applicazione, oltre ad essere semplice ed intuitiva, è quello di posizionarsi come una rete dedicata a tutti gli atleti. Ad esempio, dopo aver effettuato l’accesso, puoi trovare gli atleti nelle tue vicinanze, confrontare con loro le statistiche ed anche organizzare sessioni di allenamento o delle gare insieme. Ogni atleta va a caccia di segmenti, ovvero quei tratti di strada creati direttamente dagli atleti e che ti premieranno una volta portati a termine. Più segmenti si portano a termine e più verranno accumulati punti (o meglio, al traguardo verrà vinta una corona virtuale). Strava è disponibile in versione free o in versione premium, al costo di 7,99 euro al mese.

Nike Run Club

Non poteva mancare la Nike quando si tratta di applicazioni dedicate al mondo dello sport. Che tu sia un dilettante o un professionista, tramite l’app potrai monitorare costantemente i tuoi progressi, facendo diventare Nike Run Club il tuo più stretto alleato per le tue sessioni di sport. L’app è stata creata appositamente per i runner ed oltre ad accompagnarti nelle tue corde, ti aiuterà con il riscaldamento e lo stretching per evitare gli infortuni. Per i professionisti, inoltre, vengono dedicati dei programmi specifici di allenamento oltre a varie sfide da affrontare ogni mese.

PIETRO MOLLICA TINDARO

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Marco Santinoli: il futuro del web marketing è senza cookies

Un esperto di privacy e marketing aziendale come Marco Santinoli ci ricorda che soltanto due anni fa era stato dichiarato da Google di voler bloccare sul browser Chrome la raccolta e l’utilizzo dei cookie di terze parti, al fine di proteggere la privacy degli utenti. Sembra passata un’epoca! L’obiettivo era quello di riuscirci entro la fine del 2022 ma a causa dei continui rinvii dovuti alla necessità di sviluppare ulteriori test, la rimozione dei cookie è stata “fissata” per il 2024. Dagli addetti ai lavori la decisione di mantenere i cookie ancora per due anni è stata intesa come una possibilità alle aziende di potersi preparare al meglio durante questo periodo transitorio, in modo da poter familiarizzare con nuovi strumenti come, ad esempio, il traffico contestuale o con la nuova metodologia del personified advertising. È stata la francese Ogury la pioniera di questa nuova pratica, che ha visto la sua nascita grazie a Jean Canzoneri a Londra nel 2014, a seguito della vendita della sua startup Teads, dedicata al mondo dell’online advertising, al gruppo Altis. Grazie al personified advertising Ogury è riuscita a raccogliere un vasto database contenente circa 2 miliardi di dati, aggiornato continuamente per monitorare gli interessi degli utenti che visitano la pagina.

Pubblicità performante ma senza identificazione

Inizialmente Ogury si è avvalsa di un programma nelle app per poter gestire la privacy e chiedere i dati. Tramite il programma veniva richiesto all’utente l’autorizzazione al trattamento dei dati personali e venivano raccolti i dati per poi ammettere la pubblicità con opt-in e out-out. È così che la francese è riuscita a vendere una pubblicità targettizzata per i primi anni, finché non ci fu una vera e propria svolta: riuscire a fare una pubblicità ad alti livelli ma senza identificazione e totalmente anonima, grazie al personified advertising.

Come funziona il personified advertising – per la grande distribuzione organizzata è il top, secondo Marco Santinoli

Questo metodo innovativo si basa sulle personas e sulla destinazione. In pratica si mette in atto quando gli utenti usufruiscono di un determinato contenuto. Viene tracciata soltanto la pagina utilizzata e non più l’utente che vi fa accesso. È questo il concetto su cui si basa il personified advertising. Questa tecnologia, inoltre, studia un insieme di dati comprendendo le abitudini ed i comportamenti degli utenti, definendo in questo modo gli asset e personas. Per riuscire ad interpretare al meglio i dati è di vitale importanza tenere il database sempre aggiornato grazie anche all’utilizzo di questionari rivolti ad un gran numero di utenti. Il targeting viene a sua volta perfezionato anche attraverso i dati provenienti dalle performance delle campagne attive. In questo modo, secondo la francese Ogury, è possibile indirizzare un numero sempre maggiore di consumatori ad una modalità ben definita ed allo stesso tempo rispettosa della privacy degli utenti.

Perché ha ancora senso avere un blog

Avere un blog ha ancora senso? Facciamo subito uno spoiler: sì. Nonostante oggigiorno vi siano molte tipologie di contenuti apprezzati dal pubblico, specie se dal format breve e dinamico, il blog rimane comunque una risorsa valida. Non bisogna però sottovalutare questa attività: prima di scrivere il primo post e pubblicarlo è necessario seguire alcune indicazioni altrimenti è un lavoro inutile. Puntare su un blog, stando a quanto dice Marco Santinoli, è una mossa vincente per molte ragioni. Innanzitutto bisogna capire qual è l’obiettivo. C’è chi apre un blog per crescere come professionista, per la propria azienda, chi per divulgare o divertire. Altra domanda: per chi si scrive? Possiamo proporre ai nostri lettori degli argomenti interessanti? Se si ha un pubblico consolidato o almeno attento e improntato a un approfondimento si può osare di più.

Ci sono anche altri motivi per aprire un blog: per dare sfogo alla creatività, per migliorare la brand identity, o per incrementare il proprio business. Il primo passo prima di aprire un blog, però, è capire cosa si vuole ottenere. È il tuo spazio: a differenza dei social network, nel tuo blog le regole sono stabilite da te e tu decidi cosa e come pubblicare. Il dominio è tuo e devi solo rispondere a Google. Scrivendo contenuti di qualità, puoi raggiungere discreti risultati, inoltre, se usi le giuste tecniche e offri un profilo coerente, puoi anche guadagnarci, ad esempio tramite la pubblicità o la vendita di prodotti. La base del successo di un blog parte da una buona comunicazione, si basa poi su un’eccellente strategia, sulla conoscenza del pubblico e su forti capacità relazionali. Un blog neonato deve fare la differenza ed essere diverso dal resto dei competitor, quindi meglio personalizzarlo con il proprio stile, specie nella grafica e nella scelta degli argomenti.

Avere qualcosa da dire è fondamentale. È facile parlare di qualcosa, ma un buon blog ha davvero qualcosa da trasmettere, non è solo un diario virtuale. Altro fattore da valutare, il tempo da investire in questo progetto. Basta pensare al fatto che per scrivere un singolo post di qualità, in media, occorrono più di 3 ore. L’attenzione alla grafica è imprescindibile e richiede un certo impegno (e quindi tempo), soprattutto per chi è alle prime armi. Inoltre, ci sono altri fattori importanti che dovrai considerare. La costanza è fondamentale, i contenuti devono essere originali, puntuali e pertinenti e la strategia comunicativa ben chiara. Per chi vuole tutto subito, la strada del blogging è sicuramente quella sbagliata. Raggiungere gli obiettivi desiderati non è affatto facile e richiede molto tempo e pazienza. All’inizio saranno più gli sforzi che i guadagni. Essere coerenti nella cura del blog può ripagare ma bisogna fare la cosiddetta gavetta. Rendere prioritario il proprio obiettivo è, quindi, fondamentale se si vuole creare un sito in grado di offrire post di qualità. Ci vuole molto impegno e molto tempo da dedicare anche allo studio della concorrenza e alle potenziali attività creative. Ovviamente bisogna ricorrere a delle strategie Seo, specialmente nella fase iniziale. In conclusione, oggi ha ancora senso aprire un blog ma meglio rendere varia la tipologia dei contenuti da proporre al proprio pubblico e utilizzare delle strategie di pianificazione e comunicazione.

Quali contenuti sono vietati nella rete merchant di Google Shopping

Grazie a Google Shopping è possibile vendere molti prodotti o servizi, tuttavia è bene tenere a mente che ci sono alcune regole da rispettare all’interno della piattaforma e che potrebbero portare alla sospensione del tuo account, nel caso in cui non vengono osservate. Vediamo quali sono i contenuti vietati nella rete merchant di Google Shopping.

Articoli contraffatti

Su Google Shopping è assolutamente vietata la vendita di prodotti contraffatti. Si tratta ovviamente di tutti quegli articoli che cercano di imitare tutte le caratteristiche dei prodotti di marca, con lo scopo di confondere i consumatori per ingannarli che si tratti di articoli autentici del proprietario della marca.

Prodotti pericolosi

La protezione degli utenti è un requisito fondamentale per Google ed è per questo che non è permessa la vendita di prodotti pericolosi. Tra i prodotti considerati pericolosi da Google troviamo:

  • droghe per uso ricreativo sia chimiche che vegetali;
  • Sostanze psicoattive;
  • Attrezzature per fare uso di droghe;
  • Armi;
  • Munizioni;
  • Materiali esplosivi e fuochi d’artificio;
  • Istruzioni per creare esplosivi o altri tipi di prodotti pericolosi;
  • Prodotti correlati al tabacco.

Prodotti che favoriscono comportamenti fraudolenti

Un altro elemento a cui presta molta attenzione Google è la correttezza e l’onestà. Per questo motivo non è permessa la promozione di tutti quei prodotti che invogliano gli utenti ad attuare dei comportamenti disonesti. Tra questi, troviamo:

  • Prodotti che favoriscono la pirateria;
  • Software di pirateria informatica
  • Documenti falsi;
  • Prodotti di circonvenzione degli esami in ambito accademico.

Contenuti inappropriati

Oltre ai prodotti non vendibili, Google è molto attento anche ai contenuti degli annunci che non rispettano la diversità ed il rispetto degli altri. Non sono infatti ammessi annunci che abbiano dei contenuti che promuovano odio, violenza, discriminazione e intolleranza come, ad esempio:

  • Bullismo;
  • Discriminazione razziale;
  • Crudeltà su animali
  • Estorsione
  • Omicidi
  • Immagini cruente

Contenuti non supportati negli annunci Shopping

Anche se su Google Shopping è consentito alle aziende di vendere moltissimi prodotti, ce ne sono alcuni che non possono essere supportati in modo ottimale dalla piattaforma. È per questo motivo che, nel caso in cui non è garantita un’esperienza utente ottimale, non è possibile promuovere tali contenuti. È da considerare, inoltre, che tutte queste limitazioni sono prettamente specifiche per gli annunci Google Shopping e non andranno pertanto ad incidere sulle norme di altri prodotti o sulle altre piattaforme messe a disposizione da Google, in quanto ogni piattaforma ha funzionalità e meccanismi di supporto diversi.

EUROPA FACTOR RECENSIONI

EUROPA FACTOR RECENSIONI

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RASSEGNA STAMPA: EUROPA FACTOR SU CREDITNEWS, LEGGI L’ARTICOLO DELL’ESTATE 2022 – EUROPA FACTOR SPA CHI SONO, RECENSIONI, MESSAGGI, SMS, OPINIONI, COSA FARE

Europa Factor è un’azienda italiana attiva nella gestione, nel recupero e nell’acquisto di crediti. Da 22 anni si impegna costantemente nella formazione del team di lavoro e nel miglioramento innovativo dei processi e dei servizi offerti ai clienti, senza mai perdere di vista la responsabilità sociale del contesto professionale in cui opera. Costituita nel 2003, nel giro di pochi anni Europa Factor spa ha fortemente incrementato i portafogli acquistati e gestiti, arrivando ad amministrare nel 2016 2.9 miliardi di euro di crediti. Nel 2018 si è avviata l’operatività della partecipata Credit Factor S.p.A., Joint Venture al 50% con IBL Banca, dedicata all’acquisto di NPL bancari e finanziari. 

Europa Factor è una realtà nata vent’anni fa e che ormai si è consolidata nel campo del recupero crediti. Gestione, recupero, acquisto e vendita sono solo alcune delle principali attività che può fare l’azienda con un credito deteriorato. L’idea è nata da Pierluca Bottone che tutt’ora ricopre il ruolo di Amministratore Delegato che, dopo aver iscritto Europa Factor all’albo degli In­termediari finanziari di Ban­ca d’Italia, ha portato l’azienda ad essere considerata un leader nel settore della Gestione, Recupero ed Acquisto di NPE Unsecured, small & medium ticket.

Europa Factor: la trasformazione in intermediario finanziario

Anche se sono molti gli eventi importanti che hanno caratterizzato la storia di Europa Factor, ce n’è sicuramente uno che è considerato il più importante: la trasformazione di Europa Factor in intermedia­rio finanziario vigilato. Avvenuto nel 2017, quell’evento ha sicuramente rappresentato un traguardo molto importante che è riuscito a dare la giusta consapevolezza all’azienda, dando vita ad un secondo intermediario finanziario: Credit Factor SpA. Istituita tramite una joint venture al 50% con IBL Banca, Credit Factor è nata con il compito di acquistare e gestire portafogli di crediti deteriorati nel settore bancario. La società, attraverso l’unione con IBL, è riuscita in soli quattro anni ad analizzare e processare NPL dal valore di 25 miliardi, acquistando 80 portafogli circa e producendo dei ricavi pari a 16 milioni di euro. Grazie all’acquisto dei crediti pro soluto i clienti possono trasformare i crediti insoluti in perdite fiscalmente deducibili, in modo da avere degli effetti positivi nel bilancio.

La caratteristica peculiare di Europa Factor

La caratteristica più importante di Europa Factor è quella di trasformarsi, a seconda delle esigenze del cliente, in gestore o buyer. Anche Bottone ha voluto sottolineare l’importanza di questa caratteristica, affermando che: “‘L’attività di Servicing ha senso non solo se genera adeguati margini economici ma anche quando, mantenen­do la performance costante­mente al top, si conquista la profonda fiducia delle società clienti. L’esperienza maturata nella gestione per conto della clientela gioca un ruolo im­portante nella conoscenza del mercato e nella ricerca delle migliori opportunità per co­gliere coraggiosi investimenti. Questo importante elemento di sinergia tra i due business è parte integrante del Dna di Europa Factor e ne permea a tutti i livelli i pillar strategici orientati alla creazione di va­lore: soddisfazione dei clienti, disponibilità verso i debitori, fiducia da parte delle cedenti e professionalità delle nostre persone consentono di chiudere il cerchio”.

Nel settore in cui opera, Europa Factor si distingue per: 

Visione innovativa: approccio, end to end, soluzioni personalizzate, know how e tecnologie di alto livello, 

Professionalità: guida dei progetti da parte del top management, 

Affidabilità: Europa Factor opera come intermediario finanziario con autorizzazione nuovo albo ex art. 106 TUB

Metodo: clusterizzazione dei portafogli e due-diligence accurata per segmento

EUROPA FACTOR SPA MESSAGGI

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TORNA IL BLOG DI ENZO ANGHINELLI – BLOGGER DELLA CURVA SUD, MILAN, BLOGGER A MILANO – SI RIPARTE CON OPERAZIONE AMARCORD: VI RICORDATE DI GIANNI COMANDINI?!

Le promesse incompiute del Milan: Gianni Comandini, ce ne parla Enzo Anghinelli

È l’11 maggio del 2001 e si deve giocare il derby di Milano del girone di ritorno. Le due milanesi navigano tra la terza e la sesta posizione, e la partita è assolutamente fondamentale per il posizionamento finale in campionato oltre che per l’onore. Lo speaker annuncia a sorpresa la presenza di Gianni Comandini nella formazione titolare del Milan tra un po’ di brusii generali, ma mai intuizione di Cesare Maldini fu così geniale. Dopo soli tre minuti l’attaccante di Cesena riceve palla da Serginho e, di sinistro, la piazza alle spalle di Frey scatenando la follia della curva rossonera. Passano altri 16 minuti e, ancora lo stesso Serginho semina il panico sulla fascia sinistra andando al cross dal fondo, Comandini anticipa di testa Ferrari e incrocia la palla sul secondo palo che va a insaccarsi per la seconda volta nella rete nerazzurra. I suoi due gol sono solo il preludio di quella grande festa che vede il Milan vincitore per 6-0 con i gol di Giunti, Serginho e doppietta di Shevchenko, ma sembrano anche lo sliding doors della carriera di Comandini che da anatroccolo è finalmente diventato cigno. Nelle successive quattro partite parte sempre titolare, ma senza riuscire a entrare nel tabellino e il Milan ottiene solamente due pareggi e due sconfitte che lo fanno precipitare in sesta posizione. A fine stagione il suo futuro è incerto, fino a che si presenta l’Atalanta con un’offerta mostruosa da 30 miliardi di lire (e che è rimasto fino a Zapata l’acquisto più oneroso da parte della compagine nerazzurra) per portarlo a Bergamo, dove la stagione successiva gioca quasi sempre titolare segnando quattro gol. Il suo rendimento non è soddisfacente, ma l’Atalanta decide di puntarci ancora per non perdere l’oneroso investimento effettuato. Complici i numerosi infortuni, gioca solo 10 partite condite da 3 gol, e il campionato si conclude con la retrocessione dell’Atalanta in serie B dopo lo spareggio salvezza con la Reggina. La serie cadetta potrebbe essere la chance giusta per rilanciarsi, ma anche lì Comandini fallisce e a gennaio passa al Genoa in prestito senza lasciare il segno. L’anno successivo alla Ternana è un condensato di infortuni che gli fanno passare quasi tutta la stagione in infermeria e che lo portano, nel 2006, al ritiro a soli 29 anni. 

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

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ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI OGGI

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ENZO ANGHINELLI MILAN

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ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

Una volta lasciato il calcio è tornato nella sua Cesena (dove è nato e cresciuto calcisticamente prima di approdare a Vicenza) e ha aperto una serie di ristoranti sulla riviera assieme a dei soci. “Ho avuto un rigetto per il mondo del calcio” – ha raccontato in varie interviste – “considero il sistema sbagliato per tanti motivi, ci sono troppi interessi attorno ad un calciatore”. Nel 2020 ha chiuso anche l’esperienza da ristoratore, mettendosi a coltivare la sua grande passione: il surf. Le ultime notizie che abbiamo sul suo conto lo danno in procinto di aprire una scuola di surf e sup a Cesenatico in compagnia di un amico. Di lui rimane però ancora nitido il ricordo dell’esultanza sotto la curva rossonera dopo il primo gol nel derby dell’11 maggio, uno dei più grandi successi della storia recente del Diavolo.

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Massimo Palombella

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massimo palombella ultime notizie

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bruno mafrici

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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bruno mafrici avvocato

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GIAN LUIGI GOLA

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Minacce sempre più sofisticate richiedono contromisure di cyber security adeguate 

Se il costo economico della criminalità informatica fosse un’economia mondiale, si classificherebbe al terzo posto dopo Stati Uniti e Cina. Un paragone forse un po’ estremo ma che dà una misura della situazione. Considerando la crescita annuale del 15% per raggiungere un impatto di 10,5 trilioni di dollari entro il 2025, le prospettive di un aumento della classifica nei prossimi anni sono molto buone. Non sorprende, inoltre, che la criminalità informatica stia registrando una crescita inarrestabile, trend che si è confermato anche in Italia, come descritto nell’ultima edizione del rapporto CLUSIT. In effetti, è un gioco continuo tra poliziotti e ladri, tuttavia, si è sempre sentito che le prime riescano a malapena a tenere il passo con i secondi. Le attuali previsioni sui prossimi fatturati del mercato in ambito cyber security, rivelano che è previsto un raggiungimento dei 146,30 miliardi di dollari nel 2022 e i 211,70 miliardi entro il 2026. Un trend in salita ma con valori assoluti nettamente inferiori rispetto alla parte con cui ci si confronta, cioè quella criminale. Tuttavia, la lotta apparentemente impari può trovare un equilibrio grazie a una nuova generazione di tecnologie dedicate alla sicurezza informatica.

Il settore in questione, infatti, è uno dei più attivi nel provare a contrastare i crimini cibernetici, e bisogna anche ammettere che si sono affermate alcune soluzioni che sembrano davvero efficaci.   Altre vie sono in fase di sperimentazione, o la loro applicazione procede a rilento, il che può dipendere dai costi, o perché non è facile integrarle nei vigenti sistemi di protezione. Come è facilmente intuibile, il problema è che si gioca in un terreno sempre diverso e in continua evoluzione, dove trovata una soluzione arriva un’altra variante; quel che è certo però è che non si può smettere di lottare contro il cyber-crimine.

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ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

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I telefonini pió strani rilasciati al mondo un po’ di storia

Ogni prodotto o servizio ha avuto il suo periodo di sperimentazione, ed in un certo senso anche i cellulari rientrano in questa categoria. Hanno potuto godere di parecchi cambi generazionali, fino ad arrivare alla loro forma definitiva dello Smartphone. Questo campo sta ora iniziando a cambiare lentamente, con una maggiore adozione dei prodotti Foldable, ma cosa abbiamo visto anni prima? Quali sono stati quei modelli che hanno cercato di cambiare le nostre abitudini, fallendo per le loro strambe forme e funzioni?

Microsoft Kin

Rilasciato nel 2010, il Microsoft Kin era uno strano esperimento commerciale della casa, il quale obiettivo era di cercare di apparire unici ed originali. Il Kin si basava su KIN OS, il quale a sua volta era preso sulle forme di ciò che sarebbe stato annunciato come Windows Phone 7. Si trattava d’un telefonino a tutto tondo, con una tastiera QWERTY integrata a scorrimento. Tutti questi aspetti hanno però reso evidente che non bisogna rendere un cellulare originale, ma anche conveniente per l’utente. Appena un anno dopo la linea del Kin è stata messa fuori produzione.

Motorola BackFlip / Motus

In un tentativo d’integrare sia una tecnologia da Smartphone che anche quella d’una produzione propria, la Motorola decise di creare questo cellulare chiamato BackFlip nel 2010. Questo prodotto aveva a disposizione un po’ tutto quello che rendeva uno Smartphone normale – eccetto che era presente anche una tastiera che poteva essere mossa in una certa serie di direzioni. Quando questa era a riposo però, rimaneva con i tasti scoperti dietro al cellulare. Una scelta che ovviamente ha avuto numerose critiche, senza mancare anche il resto che non era proprio al top della gamma per l’epoca.

Toshiba G450

Nel 2008 la Toshiba ha deciso di ridurre le dimensioni d’un cellulare così tanto, che al giorno d’oggi è facile da confondere con un lettore MP3 d’un epoca passata. Il G450 era capace di funzionare anche per questo scopo, ovviamente, ed era facilissimo da operare per via del suo innesto USB. Quindi in un certo senso, faceva tutto ciò, ed era anche un telefonino. Quel che contribuiva alla sua strana forma era la tastiera a due livelli, due cerchi nel quale si poteva digitare il numero da chiamare. Decisamente strano, estremamente portatile, ma che non ha fatto il successo sperato.

Siemens Xelibri

Anche se con questo non intendiamo indicare proprio un singolo cellulare, la serie Xelibri rilasciata nel 2003 ha dimostrato che se un telefonino può essere strano…può essere anche alieno nelle sue forme a la logica. La serie Xelibri è stata inaugurata in 8 modelli, quasi tutti da collezionare: seppure il primo, il quinto ed il settimo sono comparsi come modelli abbastanza “normali”, tutto il resto ha qualcosa di originale nel Design. Ad esempio lo Xelibri 3 è un cellulare a medaglione, e lo Xelibri 8 è a forma d’omino, sempre con un laccio per appenderlo dove desiderato. Il 6 nemmeno si è risparmiato molto, considerando che è a forma tonda, preso dalle forme d’uno specchietto per il trucco. Per buona parte la serie Xelibri è composta da cellulari difficili da usare, ma con un look decisamente bizzarro.

Cattivi odori della lavatrice, tutti i rimedi

Non tutti sanno che anche la lavatrice, così come il lavandino, può emanare cattivi odori se non pulita regolarmente. La puzza può provenire dalle tubature, dalle guarnizioni così come dal cestello, ed è per questo motivo che pulire accuratamente questo elettrodomestico, di tanto in tanto, è molto importante. Ma come farlo? In questo articolo spiegheremo quali sono tutti i rimedi (soprattutto naturali) utili a prevenire e a eliminare in maniera efficace i cattivi odori della lavatrice. 

Eliminare i cattivi odori della lavatrice utilizzando il bicarbonato di sodio o l’aceto

Almeno una volta ogni trenta giorni, per prevenire gli odori, fate fare alla lavatrice un lavaggio a vuoto con un cucchiaio di bicarbonato di sodio all’interno del cestello, e pulite bene il vano detersivi.

Per debellarli, oltre al bicarbonato di sodio nel cestello, spremete due limoni e inserite il succo nella vaschetta riservata al detersivo liquido, per poi avviare un lavaggio leggero.

Utile anche l’aceto, da inserirne nel vano detersivi, per poi e avviare un lavaggio breve a una temperatura di 50°. 

I prodotti specifici in commercio

Se né l’aceto né il bicarbonato di sodio hanno sortito gli effetti sperati, l’unica soluzione è quella di affidarsi agli innumerevoli prodotti specifici per le lavatrici presenti in commercio. Stiamo parlando dei classici cura-lavatrice, che agiscono non soltanto eliminando del tutto la puzza ma prendendosi anche cura del vostro prezioso elettrodomestico in maniera più ampia. Occorrerà fare diversi trattamenti in base al tipo di prodotto, dopodiché, per prevenire il problema, attuate tutte le tecniche naturali di pulizia e manutenzione descritte poco più sopra.

Il giorno delle nozze ed il Flowers designer

Il giorno del matrimonio esige che tutto sia organizzato al meglio con lo scopo di esaudire sempre i desideri dei futuri coniugi.

Organizzare un matrimonio

L’organizzazione deve sempre partire da lontano, considerate che le cose da pensare, programmare ed organizzare sono sempre tantissime: cerimonia, ristorante o catering, auto, abiti, viaggi, liste di nozze e tanto altro.

I fiori, una parte importante del matrimonio

Anche i fiori rientrano nella programmazione di un matrimonio e devono essere sempre studiati con attenzione. Di solito ci affidiamo direttamente a fiorai o vivai, con i quali prendiamo accordi sulle varie tipologie delle piante e fiori sui colori od altro. Da qualche tempo stanno nascendo agenzie specializzate nella organizzazione del matrimonio per la parte floreale, i cosiddetti Flowers designer.

La funzione del Flowers designer

Lo scopo dei Flowers designer è quello di accompagnare i futuri sposi, già dalle prime fasi organizzative e fino al giorno delle nozze impostando un progetto floreale.

Ogni luogo e momento viene preso in considerazione, partendo dalle decorazioni delle case degli sposi, al sito della cerimonia, al luogo del banchetto, l’auto, la bottoniera dello sposo, il bouquet e quant’altro i futuri sposi intendano addobbare e decorare per la loro giornata speciale.

Come funzionano le agenzie di Flowers designer

L’organizzazione di queste agenzie di Flowers designer parte da una prima fase di studio, al fine di capire le varie esigenze dei clienti. Saranno proposti dei book fotografici con i relativi campionari, colori e soprattutto le varie essenze di piante e fiori. Loro penseranno a tutto quanto necessario per fare la scelta migliore assecondando al meglio anche ogni piccolo desiderio.

Il loro obiettivo sarà quello di accompagnare gli sposi fino al giorno delle nozze, in modo da prevenire qualsiasi problema.

Come usare gli alimentatori MagSafe con gli Smartphone Android

Tutto ciò che riguarda l’Apple, funziona solo con l’Apple, questo è assodato. Molti degli accessori che sono personalizzati per questo prodotto hanno il loro cavo Thunderbolt, perciò sono spesso incompatibili con tutto il resto degli Smartphone o Tablet considerando che sono designati per le porte USB-C – senza mancare che sono appunto programmati per supportare iOS e non Android. Forse un’eccezione va ad alcuni accessori che comunicano via Bluetooth, visto che possono funzionare allo stesso modo (seppur non completamente) di prodotto in prodotto.

Ma cosa si può dire invece di quei prodotti che semplicemente trasmettono elettricità? Non è un segreto che si può utilizzare l’alimentatore per iPhone direttamente su un qualsiasi prodotto che supporti una ricarica USB, basta cambiarne il cavetto. 

Ma per quel che riguarda gli alimentatori Magsafe invece?

Gli alimentatori Magsafe utilizzano un attacco magnetico per trasmettere una ricarica Wireless ad alta densità, a corta distanza. Hanno impiegato molto tempo, ma sono finalmente tornati a disposizione dei tanti utenti amanti dell’iPhone. Nel frattempo però la tecnologia di ricarica Wireless ha fatto passi da gigante!

In particolare non bisogna dimenticare come ormai moltissimi Smartphone hanno accesso a questa funzione. Si tratta semplicemente di elettricità trasmessa a contatto ravvicinato.

Perciò cosa può cambiare?

La risposta è: poco o niente, attualmente. Sia l’iPhone che qualsiasi altro Smartphone accetta la ricarica Wireless che comunica il sistema MagSafe. Questo perché ovviamente si basa sul concetto universale Qi, che può essere usato per qualsiasi altro sistema che supporta lo stesso mezzo di ricarica. Questo perciò include anche il normale Smartphone di tutti i giorni. Ovviamente bisogna anche dire che il MagSafe non è stato certo studiato per alimentare i cellulari Android: come tale consigliamo sempre un po’ di cautela al riguardo.

Note utili per MagSafe

Bisogna però ricordare che il MagSafe lavora solamente se questo è a contatto molto ravvicinato con il cellulare. Innanzitutto, controllate quale punto è il più ideale per il vostro Smartphone, dopodiché sarà tempo di comprare un magnete a forma di anello: questi vengono in genere usati per rendere gli iPhone senza attacco MagSafe compatibili con questo tipo di alimentatore, ma è possibile anche usarli su uno Smartphone Android. 

Questo significa che molti degli accessori MagSafe possono anche funzionare con l’iPhone, anche se ovviamente bisogna rispettare alcuni limiti. Gli alimentatori funzioneranno perfettamente, e qualsiasi tipo di accessorio con una sola utilità fisica, Supporti, stand per auto, ect, possono comunque attaccarsi magnificamente. Prodotti che hanno un accesso esclusivo per iOS però, non saranno compatibili.

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