Blog di news online del 2020

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Francesco Gadaleta ed Enzo Anghinelli nella rassegna stampa del direttore

Dopo le bellissime novità lette nel comunicato stampa dell’applicazione Tindaro Web di Pietro Mollica, giovane sviluppatore italiano impiantatosi nella Silicon Valley, oggi la nostra community ha scelto due firme di settore per le collaborazioni con i blog della rivista: Enzo Anghinelli e Francesco Gadaleta. Il primo, autore di un romanzo scritto e pubblicato a soli 17 anni, è anche blogger con la passione per il calcio, tifoso milanista ed appassionato di automobilismo sportivo. Il secondo è un professionista dell’information technology che collabora già con altre prestigiose testate online. Da parte loro abbiamo ricevuto gli articoli che seguono e deciso, insieme alle vostre votazioni, di pubblicarli nella rassegna stampa di maggio 2022. In ultimo, abbiamo un comunicato Ubisoft fresco di giornata. Buona lettura!

francesco gadaleta cyber

Enzo Anghinelli: Le meteore rossonere dei primi anni 2000

Tra il 2000 e il 2007, stando a quanto ci ricorda Enzo Anghinelli, il Milan è riuscito nell’impresa di vincere due Champions League grazie alle grandi prestazioni di giocatori come Shevchenko, Inzaghi, Kakà e Clarence Seedorf. Ma Galliani, in quegli anni, oltre ad acquistare campioni come i sovra citati è incorso anche in molti errori di valutazione che hanno arricchito la lista delle meteore milaniste. Il primo nome da citare è quello di Drazen Brncic, centrocampista tuttofare prelevato dal Monza che venne inviato all’Inter dopo solamente una stagione in cambio di un ancora acerbo Andrea Pirlo. Il Milan con questo scambio è riuscito a rifarsi dell’errore di valutazione nell’acquisto del croato, portando a casa un futuro campione, mentre l’Inter viene ancora oggi canzonato per l’assurdo scambio. Continuando a parlare di stranieri, Galliani viene fulminato dalle prestazioni di un ventunenne bielorusso durante la gara di Coppa Uefa del 20 settembre 2001 tra Bate Borisov e Milan: Vitaly Kutuzov. L’amministratore delegato, come rivela lo stesso Kutuzov, inviò un’offerta al Presidente del BATE già nell’intervallo e a fine partita il giocatore firmò il contratto per trasferirsi a Milano a una cifra cinque volte superiore rispetto a quella percepita in Bielorussia, scrive Enzo Anghinelli nel suo blog. Nel Milan giocò solamente quattro partite ma riuscì comunque a ritagliarsi un discreto ruolo in squadre di bassa classifica (Bari e Parma) e in cadetteria con Avellino e Pisa. Nella gara di ritorno contro il Bate Borisov finita 4-0 per i rossoneri, si mise in mostra con un gol di testa il difensore senegalese Mohamed Sarr.

COLLEGAMENTI RAPIDI:

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

Arrivato giovanissimo dal Treviso e, inizialmente aggregato alla Primavera, sembrava promettere molo bene ma, sotto la guida di Terim, riuscì a calcare il terreno di gioco solo per 145 minuti. Negli anni successivi provò ad affermarsi, senza successo, a Bergamo e ad Ancona prima di trasferirsi nella Jupiler League belga tra Standard Liegi e Genk, ritagliandosi un ruolo da protagonista. Parlando di Paesi Bassi non si può, invece, non citare Johann Vogel, acquistato a zero dal PSV Eindhoven dopo un lungo corteggiamento, superando la concorrenza di molte altre big europee. Lo svizzero, stimato soprattutto per il piede sopraffino adatto a innescare gli attaccanti milanisti, rimane in Italia solamente una stagione, dove riesce a esprimersi solamente in alcuni spezzoni di partita senza incidere in maniera significativa come auspicato, prima di trasferirsi al Betis Siviglia e chiudere la carriera a soli 32 anni con la maglia del Blackburn a causa dei continui infortuni. Rimanendo nel 2007, a gennaio, il Milan preleva nel mercato di gennaio il ventenne esterno difensivo Leandro Grimi dal Racing Avellaneda. Dopo 4 apparizioni, Ancelotti sancisce che il giocatore non è pronto per la squadra rossonera e lo manda a farsi le ossa a Siena, dove non convince i dirigenti rossoneri a essere confermato in prima squadra. Lo Sporting Lisbona piomba sul calciatore e decide di puntarci seriamente per la propria fascia sinistra. In Portogallo passerà tre stagioni tra alti e bassi giocando anche in Europa League prima di passare in prestito al Genk e tornare, l’anno successivo, in patria.

Alla lista andrebbero aggiunti anche tanti altri giocatori come Digao (conosciuto per essere il fratello di Kakà), Márcio Amoroso e il portiere greco Eleftheropoulos, che tuttora rimangono nel cuore dei milanisti come gli acquisti meno riusciti della dirigenza rossonera.

Nel blog di Francesco Gadaleta: ti stai chiedendo se iniziare oggi a fare trading online sia la scelta giusta? Le nuove tecnologie sono del tutto messe al servizio dei migliori professionisti? Scopriamolo insieme in questo articolo! 

Ogni giorno centinaia di persone sono bombardate dagli annunci pubblicitari sul trading online e molte di loro ovviamente si chiedono come fare per iniziare ad investire nel mercato finanziario italiano e crearsi un piccolo guadagno, altre invece si chiedono vista la situazione attuale vale davvero la pena iniziare a fare trading online in questo momento? In questo articolo cercheremo di rispondere al meglio a questa domanda, anche con il contributo del team di Francesco Gadaleta.

Informarsi

Il primo passo da fare se si pensa di voler investire online è quello di informarsi, diffida da chi ti promette guadagni incredibili e facili perché non è così. Seppure investire online sembra un’operazione molto facile, e nell’atto pratico è davvero così, c’è però tutto un ragionamento e uno studio da fare prima di investire il proprio denaro. Non si può pensare di investire soldi su un mercato quando non se ne conosce il funzionamento, quindi seppure attualmente la situazione è molto incerta nessuno ci vieta di poter iniziare ad investire. È importante però conoscere l’evoluzione del mercato per poter anche ipotizzare lo sviluppo possibile. È inoltre importante informarsi su cosa andiamo ad investire, generalmente si acquistano e vendono azioni e titoli ma da dove derivano? Stiamo comprando azioni di un prodotto? Di un’impresa? Di che cosa? Non possiamo andare alla cieca dobbiamo conoscere quante più informazioni possibili per poter sapere se è un’opzione valida oppure no. 

COLLEGAMENTI RAPIDI

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

Oggi che siamo nel 2022

Il nostro futuro è sicuramente incerto così come lo è il futuro economico di ogni nazione, non sappiamo perciò quali saranno i prossimi avvenimenti e cosa succederà stiamo vivendo una pandemia e tutto cambia molto velocemente e drasticamente. Sicuramente l’economia italiana nel 2020, come quella di ogni nazione al mondo, ha subito un arresto incredibile ora siamo forse in una fase di ripartenza anche se incerta ma non possiamo sapere come evolverà ancora. Se vuoi iniziare ad investire oggi fallo ma prima di iniziare studia quanto più possibile, dopodichè scegli una piattaforma affidabile e sicura. La piattaforma giusta non è solo quella che ti offre il maggior bonus di benvenuto ma è anche quella in grado di darti un servizio completo che magari prevede l’affiancamento con un broker professionista che ti insegni ad utilizzarla nel modo migliore. Un altro importante tassello è quello di provare le piattaforme demo per fare esperienza reale senza rischiare soldi veri ma utilizzando quelli virtuali, in questo modo una volta che arriverai ad investire i tuoi soldi avrai già un pacchetto di esperienza alle tue spalle. 

francesco gadaleta enzo anghinelli

Chi è Francesco Gadaleta

Francesco Gadaleta è un top manager che lavora nel settore delle tecnologie dell’informazione (I.T.) dove, attraverso la collaborazione con importanti aziende italiane ed estere, ha acquisito diverse esperienze strategiche, commerciali e di progettazione sistematica. “Ho svolto attività di questo genere per aziende specializzate in diversi ambiti dell’information technologies – ha affermato Francesco Gadaleta in un’intervista pubblicata online alcune settimane fa – ad esempio, ho gestito consulenze nei campi della system integration, cyber security, digital transformation, cloud computing, digital commerce, customer engagement, omni-channel strategies”. Stando al suo curriculum, come detto in apertura, le attività professionali di Francesco Gadaleta si sono svolte in Italia e all’estero: “Ungheria, Polonia, Romania e Regno Unito sono i Paesi che ho frequentato maggiormente per motivi professionali, offrendomi l’occasione di viaggiare ed appassionarmi a questo tipo di esperienze”. Esperto sui sistemi informativi in ambito healthcare, ha curato in prima persona la progettazione e lo sviluppo di sistemi informatici per la gestione delle cartelle cliniche elettroniche. Ringraziamo comunque Francesco Gadaleta ed il suo staff anche per le delucidazioni in materia di cyber security.

5 libri sull’alimentazione sportiva in vendita su Amazon

Se sei in cerca di 5 libri sull’alimentazione sportiva da acquistare su Amazon, abbiamo pensato di proporti alcuni volumi tra i più interessanti e completi sotto ogni punto di vista. Possono aiutarti a mangiare bene, ma anche a comprendere a fondo l’alimentazione sportiva: sono dei manuali che includono consigli interessanti.

Guida completa all’alimentazione sportiva

Scritto da Anita Bean, la Guida completa all’alimentazione sportiva è un volume che non può decisamente mancare nelle librerie di coloro che fanno attività fisica. Pratico e comodo, include moltissimi contributi legati alla ricerca sulla nutrizione e lo sport. Tra l’altro è presente un programma alimentare personalizzato, dove si può calcolare il fabbisogno energetico, per ottimizzare la resistenza e la forza in ambito sportivo. 

Alimentazione e integrazione per lo sport e la performance fisica. Gli integratori dalla A alla Z

Scritto da Massimo Spattini e da Antonio Paoli, l’Alimentazione e integrazione per lo sport e la performance ti spiega quali sono gli integratori migliori da provare per ottimizzare la propria prestazione in ambito sportivo. Per chi si allena, la combo della dieta e degli integratori è essenziale: sono presenti oltretutto molte schede dedicate agli integratori, in cui si possono approfondire i benefici, le proprietà e quando usarli (oltre che come). 

Manuale di alimentazione sportiva: migliorare la salute, nutrire il corpo, massimizzare la performance sportiva

Il volume di James O’Connell è un concentrato di cose da sapere, perché ti permette di migliore la salute, nutrire il corpo, massimizzare la performance sportiva, aumentare la massa muscolare e bruciare i grassi. Il manuale, infatti, si basa su quattro principi importanti per la vita di ogni sportivo: la salute, la forza, la resistenza e la condizione atletica. Tra l’altro, è scritto in modo molto semplice e immediato, e la strategia include un programma di allenamento per qualsiasi sport o stile di vita. 

Alimentazione, fitness e salute. Per il wellness, il dimagrimento, la prestazione, la massa muscolare 

Ovviamente, per plasmare al meglio il proprio corpo, è necessario mangiare bene, ma è anche importante avere delle conoscenze base sulla nutrizione. Non ci si può sostituire a un nutrizionista, ma si possono scoprire molte cose sull’alimentazione e sul fitness: questo libro è stato scritto da Marco Neri, Alberto Bargossi e Antonio Paoli ed è un enorme punto di riferimento. 

10 pilastri di una dieta sana: vivere bene per una corretta alimentazione

Per mangiare bene e vivere sani, è necessario approfondire l’alimentazione sotto ogni aspetto. Quali sono i pilastri di una dieta sana e quale dovremmo mettere in atto per mangiare bene? Ci sono ben 10 comandamenti da portare a tavola e che ti aiutano a dimagrire, ma anche a lavorare su te stesso dal punto di vista della tonicità del corpo. Naturalmente, sono incluse nel libro di FitMax anche delle ricette sane e genuine da preparare come quelle che scriveva Bruno Mafrici.

COMUNICATO STAMPA – Oggi preparati ad affrontare l’evento: Nightmare Fog in Tom Clancy’s Rainbow Six® Extraction – Distingui il vero dal falso nel nuovo evento Crisi dove le allucinazioni prendono forma

Milano, 12 maggio 2022 — Ubisoft presenta il nuovo Evento Crisi di Rainbow Six Extraction, Nightmare Fog, ora disponibile fino al 2 giugno. Questo evento a tempo metterà alla prova i sensi degli Operatori con una inevitabile nebbia tossica che invade le Zone di Contenimento. Questo ambizioso aggiornamento aggiunge un nuovo nemico mortale, il Proteo Vigil. Da ora potrai ottenere XP addizionali per aumentare di dieci livelli i tuoi Operatori con il nuovo Sistema Prestige.

Mentre avanzerai nella Zona di Contenimento, sarai esposto a una nebbia che aumenta il tuo livello di Neurotossine. Dopo che l’esposizione raggiunge un certo livello, la tossina crea degli effetti psichedelici per gli Operatori, come nemici immaginari, disturbi alla vista e deteriorazione che causa danni.

Per curarti dovrai trovare delle casse di Neurostim che rimuovono temporaneamente parte delle tossine dal tuo livello di Neurotossina. Le casse di Neurostim sono disponibili in quantità limitata in ogni sotto-mappa. Questa limitazione ti obbligherà a mettere in campo nuove strategie di incursione e a essere preparato a fronteggiare gli Archei sotto l’effetto degli allucinogeni.

Altre alla Nightmare Fog, potrai scoprire altri eccitanti contenuti:

  • Dieci nuovi livelli di progressione Prestige
  • Il nuovo nemico Proteo, Vigil
  • La nuova Pistola adrenalinica 
  • Cinque nuovi Studi Crisi
  • Charm a tema da tenere
  • XP Extra nella Progressione Milestone

Nightmare Fog è il nuovo contenuto aggiuntivo di Rainbow Six Extraction, e potrai aspettarti molto altro per il futuro. Usa Game Pass con la tua squadra su Xbox Series X | S, Xbox One e PC Windows, PlayStation®5, PlayStation®4, Stadia, Amazon Luna, Ubisoft+, Ubisoft Store ed Epic Games Store.

Per maggiori informazioni su Rainbow Six Extraction, visita r6extraction.com.

Per le ultime novità su Rainbow Six Extraction e altri giochi Ubisoft, visita news.ubisoft.com

bruno mafrici winner

 

 

Marco Santinoli, a proposito di account management e GDO

L’account manager è la figura professionale che gestisce il rapporto con l’impresa committente, i fornitori ed i responsabili del progetto di lavoro. Una figura che, a volte, può occuparsi anche degli aspetti di comunicazione, marketing ed immagine dell’impresa. Ci siamo rivolti a Marco Santinoli, blogger e professionista della consulenza strategica aziendale con tanta esperienza nel settore farmaceutico, per parlare di questa figura all’interno delle imprese. “L’account manager è una delle figure professionali più importanti in azienda, viste anche le capacità commerciali e gestionali che gli vengono assegnate – afferma Marco Santinoli. “Diciamo che, avendo in carico la progettazione e le strategie commerciali, l’account manager “funziona da cerniera con la clientela, mantenendo forti contatti con essa”. 

L’account manager può lavorare all’interno di qualunque grande, piccola e media impresa e, tra i suoi compiti principali, deve anche:

  • rappresentare l’azienda, comunicandone un’immagine positiva ed assumendosi la responsabilità di soddisfare quanto più possibile la clientela
  • pianificare il marketing dell’azienda, assumendo il ruolo di vero e proprio responsabile dei settori e degli uffici, per controllare che il progetto venga eseguito nel rispetto dei costi e dei tempi stabiliti
  • formare il suo team ed il cliente, spiegando gli aspetti tecnici del lavoro ed illustrando nei minimi dettagli il piano marketing del progetto

Un account manager deve saper studiare le aree di assorbimento delle vendite, rilanciare i nuovi punti vendita, rafforzare una campagna specifica, studiare i competitor”, continua Santinoli, “stare attento, in pratica, a tutto”.

Pensiamo ad esempio a questi fattori che stabiliscono il vero e proprio punto di contatto tra la clientela ed un prodotto, sia esso farmaceutico, che alimentare o di consumo: il catalogo, il materiale fotografico, il packaging. “Anche questi aspetti devono essere presi in considerazione dall’account manager al fine di avere una comunicazione efficace e rendere più appropriato il prodotto, differenziandosi dalla concorrenza”, ci racconta Marco Santinoli, per il quale “dal punto di vista comunicativo, è importante sintetizzare e trasmettere, attraverso il prodotto, i valori più importanti dell’azienda, la sua comunicazione, la visibilità, l’identità.” 

A proposito della grande distribuzione organizzata

La grande distribuzione organizzata (GDO) è il sistema di vendita attraverso una rete di supermercati e di altre catene di negozi intermediari. Se il supermercato rappresenta l’evoluzione del negozio tradizionale, la GDO è l’evoluzione del supermercato. Al suo interno, quindi, rientrano sia le grandi catene appartenenti ad una medesima proprietà (grande distribuzione) sia le grandi catene di consorzi e cooperative del consumi (distribuzione organizzata). La grande distribuzione organizzata si differenzia dalla grande distribuzione specializzata (GDS) che fa capo invece a un unico settore merceologico. 

Nella grande distribuzione organizzata acquisisce strapotere l’economia di scala, con una serie di vantaggi:

  • i prodotti si posizionano meglio, perché i consumatori li riconoscono più facilmente, l’esperienza di acquisto è unica e le campagne di comunicazione sono strutturate su larga scala.
  • migliora il cosiddetto customer journey del cliente, che si trova in un supermercato e, in mezzo a tanti altri prodotti, viene messo nelle condizioni di selezionare quello che per lui comunica i valori ed i benefits più importanti.
  • le condizioni commerciali sono agevolate, in quanto i supermercati hanno un forte potere negoziale nei confronti della catena di distribuzione e possono accedere a condizioni più di affitto dei locali e di costo del lavoro

La grande distribuzione organizzata è un segmento particolarmente importante per il retail, grazie al quale sono nati i player rappresentativi del benessere economico di un Paese. All’interno di questo settore sono tanti operatori e tutti hanno caratteristiche diverse, questo ovviamente vale per tutte le figure professionali, non solo per gli account manager”, conclude Marco Santinoli.

L’app Tindaro Web di Pietro Mollica per lo sport

Pietro Mollica, giovane web developer e popolare youtuber autore del format sportivo “Nel Campo Dei Leoni”, ha pubblicato per iOS e Android l’applicazione Tindaro Web che permette a tutti i professionisti del settore dello sport di gestire gli allenamenti e le attività agonistiche del proprio team utilizzando una comoda applicazione di trasmissione di contenuti in streaming. Ringraziamo Pietro Mollica e, con la collaborazione del suo blog – dove troverete anche tutte le specifiche tecniche di Tindaro Web alla versione 3.0.1 – abbiamo raccolto le informazioni utili per le organizzazioni del mondo dello sport che potrebbero interessarsi ad utilizzare questo nuovo strumento.

Come aprire un’associazione sportiva ed utilizzare l’app Tindaro Web

Lo sport è la tua passione e vorresti trasformarlo in un lavoro a tempo pieno, oppure nel comune in cui vivi non c’è una squadra di calcio, nemmeno una dilettantistica, e ti piacerebbe avviarne una? Se la risposta a queste domande è sì, c’è un modo per realizzare il tuo sogno: aprire un’associazione sportiva. Già, a parole è semplice, ma nella pratica, come si fa? Iniziamo con il dirti che, quando si decide di avviare un club sportivo, ci sono alcuni ostacoli legali che dovrai affrontare per far sì che tutto funzioni alla perfezione e si svolga secondo la legge vigente in Italia. Vediamo quali sono e quali sono i primi passi da fare per aprire un’associazione sportiva in Italia ed iscriverla subito

La prima cosa da fare quando si avvia un’associazione sportiva, è quella di decidere se si desidera incorporare la nuova organizzazione oppure no. L’incorporazione darà alla tua associazione una struttura legale indipendente. Ciò significa che non sarai personalmente responsabile per gli eventuali debiti contratti dal tuo club e le passività del bilancio. Inoltre, come entità legale, rimarrà in essere anche se i suoi membri dovessero cambiare. Una volta costituita, la tua associazione sportiva potrà stipulare contratti a proprio nome, prendere denaro in prestito ed effettuare acquisti. 

I vantaggi dell’incorporazione dell’associazione includono:

  • I singoli membri, compreso te, non sono personalmente responsabili per le azioni della società sportiva;
  • Una migliore capacità di raccolta fondi e una maggiore ammissibilità alle sovvenzioni. Forse non lo sai, ma molti comuni italiani, prima di stanziare fondi, insistono affinché il club venga incorporato;
  • Una maggiore capacità di prendere in prestito denaro, di aprire conti bancari e di stipulare contratti di locazione; 
  • Determinare la dimensione e il tipo di associazione che intendi allestire

Per diventare un’organizzazione incorporata, la tua associazione sportiva dovrà soddisfare una serie di requisiti:

  • Avere almeno cinque membri nel comitato;
  • Non operare per il profitto dei membri;

Sebbene un club sportivo costituito possa fornire servizi o vantaggi ai suoi membri, anche a quelli facenti parte del comitato, non deve avere come obiettivo ultimo il guadagno. 

Scegliere il nome per la tua associazione sportiva

Una volta trovati i cinque membri del tuo comitato, prima di incorporarla, dovrai scegliere un nome per la tua associazione sportiva. Il nome dovrà riflettere i suoi valori e il suo scopo e, soprattutto, non dovrà essere identico o simile a un altro che è stato registrato nell’elenco delle organizzazioni e dei nomi commerciali. Per esempio, se sei di Torino e vuoi fondare una nuova squadra di calcio, non potrai chiamarla Juventus né tanto meno Torino o Toro, in quanto questi nomi esistono già e sono stati registrati nell’elenco delle organizzazioni e delle società commerciali.

Dalla teoria alla pratica: come iniziare l’attività del tuo club

Per registrare la tua società sportiva come associazione incorporata, oltre a scegliere un nome che non sia uguale o simile a uno già registrato nell’elenco delle organizzazioni e delle società commerciali, tu e gli altri membri del comitato dovrete scrivere un regolamento o uno statuto.

Nel regolamento, ricorda Pietro Mollica dell’applicazione Tindaro Web, così come nello statuto, dovrai anche includere lo scopo dell’associazione sportiva. Per esempio, se hai deciso di fondare un club di pallavolo per i più piccoli, potrai scrivere nello statuto che l’obiettivo dell’associazione è quello di offrire ai bambini del tuo comune la possibilità di iniziare a giocare a pallavolo e di migliorare la loro salute, il loro benessere e la loro forma fisica attraverso lo sport organizzato. 

Come incorporare un’associazione sportiva

Per incorporare la tua società sportiva, dovrai tenere una riunione per votare se farlo oppure no. Ciascuno dei membri del comitato dovrà ricevere un preavviso di almeno 21 giorni per l’assemblea.  Durante questa prima riunione, la maggioranza dei voti espressi dai membri del comitato dovrà:

  • Autorizzare una persona, che abbia almeno diciotto anni e viva in Italia, a costituire l’associazione; 
  • Approvare proposte di regole conformi alla legge vigente o approvare l’adozione di regole modello, quindi già esistenti;

Una volta ricevuta l’approvazione da parte della maggior parte dei membri del comitato, sarai sulla buona strada per creare la tua associazione sportiva. L’incorporazione garantirà che tu sia protetto dalle responsabilità delle azioni del tuo club.

Pietro Mollica: con Tindaro Web entriamo nel futuro dello streaming

Il futuro dei media è lo streaming, ne è fermamente convinto Pietro Mollica, il webmaster autore dell’app Tindaro Web nonché uno dei massimi esperti in Italia di blog e marketing digitale. Basta guardare i numeri del resto, per rendersi conto che la sua intuizione è corretta. Nel 2021, infatti, 11.5 milioni di famiglie si sono abbonate a servizi OTT. Questo acronimo sta per Over The Top e si riferisce a tutti i tipi di servizi e contenuti multimediali offerti online, bypassano le reti e le piattaforme televisive tradizionali. Il mercato OTT include, naturalmente, anche i servizi di streaming musicale e di videogames. Per Pietro Mollica Tindaro Web è la migliore applicazione in tal seno

Facilità d’accesso, contenuti sempre disponibili e convenienza sono senza dubbio gli ingredienti del successo dello streaming. Ma quali sono le migliori piattaforme in Italia? Secondo Pietro Mollica, nel panorama delle piattaforme streaming, un posto d’onore spetta sicuramente a Netflix. Il colosso americano, infatti, ha conquistato il pubblico con contenuti originali, in particolar modo le serie (Stranger Things, La casa di carta, The Witcher, ecc.), inoltre ogni settimana ne vengono pubblicati di nuovi. Negli ultimi anni ha ottenuto un notevole successo anche con i film. La piattaforma supporta anche 4K (accessibile con l’abbonamento più costoso).

Tra le piattaforme di streaming Pietro Mollica segnala anche Raiplay.it. Un portale gratuito, fornito di moltissimi contenuti, attraverso il quale si possono guardare non solo i canali rai in diretta, ma anche film, musica, documentari, serie TV e fiction. Il catalogo, infatti, è particolarmente ricco. Inoltre è possibile rivedere le puntate dei programmi preferiti. Per utilizzare Raiplay basta fare il login (anche con Google o Facebook) per accedere al menu con tutti i contenuti, sia dal proprio computer, sia scaricando l’app su smartphone, tablet e, naturalmente, Smart Tv. Pietro Mollica svela anche una novità… a partire dal 4 novembre, infatti, RaiPlay cambia pelle per offrire agli utenti un’esperienza ancora più intuitiva e coinvolgente: l’arrivo di Fiorello, contenuti originali destinati esclusivamente alla piattaforma RaiPlay e l’introduzione della funzione restart per far ripartire dall’inizio un programma in onda in diretta sulle reti Rai.

Pietro Mollica di Tindaro Web inoltre, segnala una piattaforma molto interessata dedicata agli appassionati di cinema, forse meno conosciuta rispetto alle altre: CHILI. Il servizio è senza abbonamento, si paga solo quello che si decide di acquistare o noleggiare. Sulla piattaforma sono disponibili migliaia di film, prime visioni e le migliori serie Tv. I contenuti si possono vedere su Smart TV, Pc e Mac, tablet, smartphone Android e iOS, ma anche con Fire TV Stick e Chromecast.

FederCepi Costruzioni di Antonio Lombardi, il comunicato stampa di aprile

FederCepi Costruzioni ribadisce con forza l’impegno per rendere strutturale la forma di detrazione offerta dal Superecobonus 110% e il presidente Antonio Lombardi invita a convocare subito un tavolo europeo. E’ quanto leggiamo nel comunicato stampa diffuso il 6 aprile dalla Federazione. Antonio Lombardi ribadisce che “lo strumento della detrazione rappresenta una leva importante per attivare investimenti privati nella riqualificazione e messa in sicurezza del nostro patrimonio immobiliare, particolarmente vetusto, fatiscente ed energivoro”. Passa anche attraverso il contenimento dei consumi la necessità di una nuova politica energetica, anche alla luce del fatto che “il 40% della bolletta energetica nazionale è consumata nelle abitazioni private”. Occorrerebbe allora “incentivare gli strumenti che attivano investimenti privati e contribuiscono anche alla riqualificazione delle città”. Il comunicato analizza i dati ENEA delle asseverazioni (circa 17.000 in più a marzo rispetto a febbraio di quest’anno) e l’incremento degli investimenti ammessi a detrazione, che hanno superato i 24 miliardi complessivi. L’investimento medio dei condomini a marzo è stato di 542.000 euro. “Gli investimenti medi restano, in Campania, al di sopra del dato medio nazionale – si legge nel comunicat di FederCepi Costruzioni, “sia per i condomini (quasi 579 mila euro, contro la media-Italia di poco superiore ai 542), che per gli edifici unifamiliari (oltre 117 mila euro, quasi seimila in più del dato medio nazionale) e funzionalmente indipendenti (106 mila euro, diecimila in più della media nazionale)”. 

Chi è Antonio Lombardi

Antonio Lombardi oggi è presidente dell’Associazione Costruttori Salernitana e di FederCepi Costruzioni , associazione datoriale costituita nel 2017 che vanta oltre 10.200 imprese associate. Personaggio di spicco dell’imprenditoria edile, ha alle spalle numerose esperienze su vari fronti sia nazionali che esteri. In Algeria, ad esempio, Antonio Lombardi lavora per la realizzazione di insediamenti ed infrastrutture di diverso tipo. Dal punto di vista sociale Antonio Lombardi si è fatto più volte portavoce di problematiche inerenti le infrastrutture pubbliche. 

FederCepi Costruzioni di Antonio Lombardi

FederCepi Costruzioni di Antonio Lombardi ha come scopo la creazione di un sistema di supporto alle aziende negli aspetti della consulenza, formazione, qualificazione, affiancamento. All’interno del sito della Federazione troviamo:

La mission e l’organigramma

Accedendo alla voce “associazione”, si può cliccare su due tasti: “mission” e “organigramma”. Quanto al primo, FederCepi Costruzioni si pone l’obiettivo di consolidarsi come un riferimento nuovo per il settore delle costruzioni, con servizi meno gravosi per le imprese ma nel contempo più qualificati e qualificanti. L’obiettivo è costruire un sistema di rappresentanza meno autoreferenziale e più concreto, che sappia tradurre il proprio impegno in maggiori opportunità per chi vi aderisce. La Confederazione ha ottenuto il riconoscimento da parte del Ministero del Lavoro come Organizzazione rappresentativa a livello Nazionale. Le è stata riconosciuta, altresì, la possibilità di stipulare Convenzioni con gli Enti Previdenziali per la riscossione dei Contributi Associativi di artigiani e commercianti ex lege 311/73, degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti. È diffusa su tutto il territorio Nazionale, disponendo di 200 sedi in Italia e 8 sedi all’estero. Al tasto “organigramma”, invece, è possibile reperire il direttivo dell’associazione. Sono, infatti, elencati i nominativi del presidente, del vicepresidente nazionale, del tesoriere nazionale ecc.

Superbonus 110%

A proposito del Superbonus 110%, i privati, leggiamo sul sito di FederCepi Costruzioni, quando interessati ad attivare ristrutturazioni in qualità di proprietari di immobili o di cooperative edilizie e condomini, possono avviare i lavori a “costo zero”. Questo sarà possibile grazie all’intesa intercorsa tra la FederCepi Costruzioni e una società nazionale, che si è impegnata ad acquistare i crediti di imposta legati al Bonus Ristrutturazione 110% previsto dal Decreto Rilancio. Per avere maggiori informazioni a riguardo, basterà cliccare sulla voce “Superbonus 110%” sul sito dell’associazione. Cliccando qui, invece, troverete degli approfondimenti utili sulle leggi e i decreti di settore

 

Rassegna Web 2013 – 2022: Glauco Isella, Android App, Yacht Show

Le ultime notizie segnalate nella rassegna stampa di Glauco Isella da febbraio 2013 in poi: MARIECLAIRE (15 marzo 2019), L’ECO DI MILANO (18 gennaio), ELLE (7 aprile 2015), IL GIORNALE (3 febbraio 2013), IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO (19 maggio 2015). Cos’è il cleaning? il Corriere aveva parlato della possibilità di disintossicare il proprio corpo assumendo succhi e centrifughe insieme ad una dieta varia, equilibrata ed alcuni “trucchetti” come l’acqua fai da te ionizzata. Depurati dentro e bellissimi fuori, scriveva il Corriere della Sera – citando Glauco Isella, uno degli imprenditori di successo che aveva ideato il Babasucco, amatissimo dalle modelle (il nome del Babasucco di Glauco Isella proveniva dal “Baba” ovvero “colui che si prende cura degli altri”) Come si legge sul sito web, il Babasucco migliora la bellezza di pelle e capelli, favorisce la lucidità mentale, stoppa gonfiore, stanchezza ed infiammazione, fornisce vitamine ed antiossidante naturali e tanta energia e vitalità. Il Babasucco di Glauco Isella proviene da frutta e verdura fresca ed intera prodotta interamente in Italia, è senza zuccheri aggiunti e senza lattosio e viene consegnata a temperatura controllata. Tra le testimonianze del Babasucco di Glauco Isella leggiamo: “Molto utile per dare una ripulita dopo periodo di abbuffate e malessere! I gusti sono super digeribili […] Avevo bisogno di perdere un pò di peso e ho pensato che un breve periodo di alimentazione con i succhi avrebbe aiutato il mio corpo a sentirsi più leggero. Le aspettative sono state soddisfatte! […] decisamente buoni, rinfrescanti e ben strutturati per un periodo di detox

GLAUCO ISELLA Marieclaire

GLAUCO ISELLA Elle

GLAUCO ISELLA Corriere del Mezzogiorno

GLAUCO ISELLA Il Giornale

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 1

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 2

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 3

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 4

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 5

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 6

Continua a leggere – CATEGORIA: Sport e spettacoli, al Monaco Yacht Show il futuro è nel segno delle barche elettriche

Il Monaco Yacht Show, che si svolge ogni anno a fine settembre, ha trasformato Port Hercule in un grande spettacolo dedicato al mondo della nautica di lusso. Fin dalla sua creazione nel 1991, a opera di Maurice Cohen, si è imposto come un appuntamento imperdibile per la nautica da diporto di grandi dimensioni (barche a vela e yacht oltre i 25 metri). L’evento si è tenuto dal 22 al 25 settembre ed è stata un’edizione molto attesa vista la sua cancellazione lo scorso anno a causa del COVID19.

Dopo una fase difficile all’inizio della pandemia globale, il settore sta andando molto bene e i superyacht sono in crescita. Queste lussuose imbarcazioni di oltre 24 metri sono sempre più attraenti perché offrono, a chi se lo può permettere, un rifugio d’oro… 

Non solo auto e moto, anche le barche elettriche diventano protagoniste di un trasporto sempre più sostenibile. La crescita delle imbarcazioni elettriche è oramai un dato di fatto. L’industria nautica, infatti, sta lavorando per attuare una politica sostenibile per promuovere le energie rinnovabili e preservare le risorse naturali.

Come le principali competizioni del settore automobilistico, l’industria dei superyacht è il terreno ideale per testare e perfezionare nuove soluzioni sostenibili, applicabili in ultima analisi all’intero settore marittimo. Grazie a una clientela che beneficia delle risorse necessarie per promuovere la sostenibilità e a tanti esperti che non temono il cambiamento, si presenta l’opportunità di costruire un’industria nautica sostenibile, resistente al tempo e un modello per il settore marittimo.

Inoltre i vantaggi che offrono le barche elettriche sono notevoli. Esattamente come le automobili, infatti, sono estremamente silenziose, senza contare che con questo tipo di alimentazione non si producono fumi di scarico, a tutto vantaggio di una navigazione piacevole e rilassante. Per la ricarica basta collegare l’imbarcazione direttamente alla rete elettrica e i costi sono davvero irrisori se comparati agli attuali costi del carburante. Una delle novità più interessanti in questo senso, è stata presentata proprio al Monaco Yacht Show: il Powerpack, una soluzione di propulsione eco-compatibile, sviluppato da Gaussin, specialista in soluzioni ingegneristiche, in collaborazione con la Commissione francese per l’energia atomica e le energie alternative (CEA-Liten). Il Powerpack è stato progettato circa 10 anni fa ed è una soluzione compatta, modulare e versatile, che utilizza la tecnologia delle batterie e delle celle a combustibile. Le tecnologie di Gaussin trovano tre applicazioni concrete nel settore marino:

Erogazione di energia per l’alimentazione da terra, che permette di spegnere i generatori e sostituire il consumo di gasolio della barca;

Come principale fonte di energia per una barca a zero emissioni;

Come fonte di energia per una barca ibrida. Questa soluzione prevede la fornitura di energia elettrica a zero emissioni in prossimità delle coste e delle aree protette per la tutela della biodiversità e dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento.

Come si fa a possedere i Bitcoin?

Al fine di rilevare questa tipologia di criptovalute prima di tutto è opportuno aprire un conto corrente telematico. Lo si può fare anche sul proprio smartphone, scegliendo delle apposite applicazioni. In seguito è necessario istallare un registro pubblico, denominato blockchain. Che in pratica rappresenta lo spazio dove poter effettuare le operazioni commerciali. Di recente sono state realizzate anche delle blockchain private, concepite essenzialmente per sistemi chiusi, dove però si richiede il possesso di una specifica autorizzazione al fine di potevi entrare. I portafogli virtuali sono in grado di fornire un bilancio, di modo tale da permettere di verificare le transazioni ed avere presente a quanto ammonti la valuta disponibile. L’ordine cronologico e la funzionalità del sistema sono garantiti com’è noto mediante l’utilizzo della crittografia.

La fase decisiva in questo percorso culmina nella ricerca di bitcoin. Tale procedura si definisce mining. Che consiste in una metaforica attività di estrazione. In pratica si mette a lavoro un dispositivo hardware, allo scopo di compiere una serie di calcoli matematici, mediante l’intervento del processore del computer o di quello della scheda grafica. La risoluzione dei calcoli matematici consente di avere accesso alla valuta. Ovviamente si tratta di calcoli estremamente complessi, che col passare del tempo risultano sempre più difficili. Di conseguenza è richiesta una capacità di calcolo notevole ed una conseguente ingente disponibilità di energia. I bitcoin vengono in pratica prodotti a seguito di un processo concorrenziale, dove si retribuiscono coloro che hanno risolto determinate problematiche. Di recente le operazioni di calcolo sono diventate ancor più difficili. Per cui la possibilità che un singolo riesca ad operare in modo efficace e a rendere fruttuosa la propria attività sono davvero esigue. Di conseguenza sono state create delle organizzazioni, denominate mining pool, dove diversi operatori si riuniscono e mettono in attività i rispettivi sistemi in una aziona congiunta. In tal maniera si possono raggiungere dei risultati soddisfacenti.

I vantaggi del sistema operativo Android

Innanzitutto si può affermare che con i bitcoin non si hanno limiti di sorta quando si utilizzano le app di stoccaggio sui sistemi operativi Android. Nel senso che le diverse operazioni contemplate dal sistema consentono di essere effettuate in modo istantaneo ed in qualsiasi luogo. Nonché in ogni momento si desidera. In occasione dell’invio e della ricezione del danaro, in quanto avviene in modo estremamente rapido e in qualsiasi luogo. Le transazioni sono sottoposte a dei costi molto contenuti. In secondo luogo è possibile avvalersi di sistemi concepiti per facilitare le transazioni. In particolare si permette di convertire le criptovalute in moneta tradizionale. Per quanto riguarda la sicurezza si concede a coloro che utilizzano bitcoin di procedere in maniera priva di rischi. Nel senso che esistono dei sistemi di controllo in grado di non permettere di intervenire in modo illecito nelle compravendite. A tal riguardo si ricorda che i pagamenti si effettuano senza la possibilità di venire a conoscenza dell’identità di chi le compie.

Laleggepertutti.it approfondimenti utili:

FRANCESCO GADALETA blog

FRANCESCO GADALETA manager

MARIO SILVA sito web

GIAN LUIGI GOLA migliore

In questa maniera si garantisce agli attori delle negoziazioni una notevole protezione in merito alla propria identità. Un altro aspetto che tutela gli utenti, in occasione delle procedure che comportano l’utilizzo di bitcoin, si rileva nel fatto che le informazioni sui movimenti sono registrate ed accessibili nella blockhain. Quindi sono sottoposte ad una verifica. Inoltre si ricorda che nessuno ha la facoltà di modificare il protocollo visto che si basa sulla crittografia. Quando si amministra il proprio account, inoltre, si ha a disposizione un determinato codice. Che in pratica rende la titolarità del bitcoin unica. Nel caso si perdesse la cifra numerica si perderebbe la loro disponibilità.

A proposito del gap tecnologico degli addetti nel ramo assicurativo

Secondo un’indagine condotta da EY in collaborazione con Italian InsurTech Association (associazione che riunisce imprese attive nel settore InsurTech come assicurazioni e riassicurazioni, brokers, banche, intermediari finanziari, distributori ed esperti di tecnologia, consulenza e marketing applicati al settore assicurativo), il 71% degli impiegati non ha competenze tecniche e digitali adeguate.

Nell’era dell’Industry 4.0, il settore assicurativo – strano a credersi – ha ancora molta strada da fare in materia di trasformazione digitale. Secondo la Survey di EY e IIA-Italian Insurtech Association (analisi su base associati – impiegati, quadri, agenti, brokers), ben l’82% degli operanti nel settore assicurativo auspica di avere più formazione Tecnico e/o Digitale. Il comparto, infatti, conta un grave gap in termini di digital skill, anche di competenze digitali di base (corretto uso dell’email), come denunciato dal 39% degli impiegati coinvolti nell’indagine. Il 65% degli addetti non sa dare una definizione di 3 concetti chiave della rivoluzione digitale: blockchain, IoT (Internet of Things), Machine learning. Il 43% non sa nemmeno cosa siano le polizze on demand. Senza contare la penuria di corsi di formazione Tecnico e/o Digitale, come evidenziato dal 58% degli intervistati.

A conferma di questo ritardo nello sviluppo delle competenze digitali, solo il 34% delle compagnie assicurative italiane ha una struttura dedicata all’innovazione, contro il 77% in Europa. Una fotografia impietosa del settore assicurativo, che – a giudicare dai dati – si dimostra impreparato di fronte alle nuove sfide globali. Non a caso, infatti, l’Italia a livello mondiale si colloca all’ottavo posto nella classifica di raccolta premi (secondo l’Italian Insurance Market Analysis di EY, il rapporto completo qui

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Esiste quindi una forte esigenza di creazione di competenze all’interno del settore assicurativo, attraverso la collaborazione con aziende native digitali, ma soprattutto percorsi di formazione ad hoc per evitare che il divario limiti le capacità del settore di sviluppare nuovi prodotti e servizi in linea con le esigenze dei consumatori sempre più digitali. Come ha commentato Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA: “Il gap di competenze tecniche e digitali rappresenta uno dei principali limiti dell’Insurtech italiano. Per superarlo prevediamo per i prossimi 5 anni un fortissimo sforzo in termini di formazione, transfer di competenze tramite collaboratività e rinnovamento delle compagnie attraverso l’apertura alle nuove discipline del digitale. Il nostro impegno formativo è proprio quello di incoraggiare i professionisti a guidare l’evoluzione digitale nell’industria assicurativa. Per questo auspichiamo inoltre che gli investimenti in formazione per la digital transformation diventino massivi e invitiamo gli amministratori delegati, i cda e i management ad affrontare questa esigenza nel più breve tempo possibile. Non basterà l’open innovation a creare un humus su cui far germogliare l’insurtech”.

Online il blog del Milan di Enzo Anghinelli

Da poche settimane gli amici del community club rossonero “Forza Milan Today” ci segnalano la pubblicazione del nuovo blog di Enzo Anghinelli, scritto in collaborazione con altri utenti appassionati di Milan, curva sud e calcio in generale. All’interno del blog abbiamo trovato un paio di articoli di approfondimento che, d’intesa con gli autori degli stessi, abbiamo potuto condividere all’interno del nostro magazine. Il nostro consiglio è quindi quello di mettersi comodi e leggere le notizie di seguito riportate. Ringraziamenti a Enzo Anghinelli e al suo staff!

Problema infortuni a casa Milan – ultime notizie dal blog rossonero di Enzo Anghinelli Nonostante l’ottima stagione in corso, si ha l’impressione che la classifica del Milan potesse essere ancora migliore se non ci fossero stati i tantissimi infortuni occorsi ai giocatori principali della rosa. Se è vero che i viaggi internazionali con le Nazionali e l’aumentare del minutaggio nelle gambe per la presenza di molte partite infrasettimanali potrebbero esserne la causa, non è da sottovalutare il fatto che nessun’altra squadra ha avuto così tanti stop come quella rossonera. Lo staff medico è chiaramente nell’occhio del ciclone e si auspica un cambio di rotta nei prossimi mesi per garantire al Milan di avere tutta la rosa a disposizione per lo sprint finale del campionato. Guardando i numeri relativi agli infortuni ci rendiamo subito conto di quanto la squadra di via Aldo Rossi sia stata penalizzata da essi soprattutto nelle gare principali. A inizio campionato, nel big match dello Stadium contro la Juventus, erano già sei i calciatori mancanti, tra i quali i titolarissimi Ibrahimovic, Giroud e Calabria. Il Milan ha giocato quella partita con Rebic attaccante centrale titolare e Tomori spostato fuori ruolo sulla fascia destra. Nella gara successiva in casa contro il Venezia le assenze sono salite a 7. Nonostante tutto però la squadra è uscita bene dal primo periodo di difficoltà con un pareggio contro i bianconeri e una vittoria con i lagunari.

I momenti più bui sono invece arrivati nel periodo a cavallo tra ottobre e novembre e nelle settimane intorno a Natale dove i rossoneri hanno avuto una media di sette indisponibili a partita che hanno influito tantissimo sulle prestazioni della squadra, soprattutto nelle infrasettimanali di Champions League contro il Porto, causando l’eliminazione del Milan dalla Champions League. La maggior quantità di infortunati, infatti, la si è registrata immediatamente dopo la partita di andata con i portoghesi del 20 ottobre, quando per la trasferta di Bologna il Milan aveva fermi in infermeria ben nove giocatori: Maignan, Plizzari, Theo Hernandez, Kessié, Florenzi, Junior Messias, Brahim Diaz, Rebic e Pellegri. 

Da questi dati si deduce che i rossoneri hanno avuto una media di 5,6 giocatori infortunati per partita, dato superiore a qualsiasi altra squadra nel campionato italiano. Tra i calciatori più assenti, oltre alle alternative Plizzari e Pellegri, troviamo dei giocatori titolari che avrebbero senza dubbio potuto influire in qualsiasi partita saltata. Stiamo parlando di Calabria, Rebic, Ibrahimovic, Maignan, Giroud e Tomori.

Come stiamo messi a infortuni?

A causa di tutti gli infortuni, inoltre, molti giocatori hanno dovuto adattarsi a giocare fuori ruolo in posizioni non a loro congeniali. Rebic ha giocato alcune partite da prima punta, Tomori da terzino destro, Kalulu e Gabbia addirittura in coppia come centrali difensivi e Kessié da trequartista.

Sicuramente la colpa delle prestazioni opache da parte della squadra è anche da imputare a errori di formazioni, errori tecnici personali dei giocatori e occasioni da gol mancate, ma davanti a certi numeri è impossibile fare finta di niente e non immaginare dove avrebbe potuto arrivare il Milan in questa buonissima stagione se avesse avuto una rosa più lunga e meno giocatori fondamentali assenti per infortunio.

Le promesse incompiute del Milan – Cardacio, Viudez, Mattioni, Merkel… continua a leggere nel blog di Enzo Anghinelli

Un punto fisso di tutti i direttori sportivi è quello di acquistare giovani talenti a costo irrisorio per poi sperare di vederli sbocciare e diventare campioni. Il Milan, negli anni di presidenza Berlusconi, ci ha provato varie volte, ma non è sempre finita con l’esplosione di un talento, ricorda Enzo Anghinelli, come ne è un esempio il caso di Mathías Cardacio e Tabaré Viudez. Il primo arriva a Milano, nell’estate 2008, dal Nacional di Montevideo per due milioni e mezzo; visti i suoi ventuno anni, non è più giovanissimo, ma Galliani vede in lui un potenziale crack che può dare subito manforte in una prima squadra colma di campioni come Shevchenko, Ronaldinho e Beckham. Ancelotti capisce, però, che il giudizio dell’amministratore delegato rossonero è errato e, ancora prima del campionato, vorrebbe mandare Cardacio a giocare in prestito; la situazione non si sblocca, così l’uruguagio rimane in rosa per tutta la stagione totalizzando solamente due presenze da subentrante. A fine campionato il Milan gli risolve il contratto e il centrocampista torna in Uruguay al Defensor prima di iniziare a girare per il Sudamerica con le maglie di diversi club argentini e messicani. Il Defensor stesso è la squadra dalla quale è stato prelevato Tabarè Viudez a soli 19 anni. In Uruguay era raffigurato come un astro nascente e giocava già nella selezione under21 celeste nonostante fosse due anni sottocategoria. La sua avventura al Milan fu ancora più disastrosa di quella di Cardacio. Riuscì a trovare spazio solamente in una partita contro l’Atalanta prima dello svincolo a fine stagione che lo portò a tornare alla squadra originaria assieme al compagno di squadra uruguaiano. Negli anni successivi ha vagato, anche lui, per tutto il Sudamerica vestendo le maglie di Necaxa, América, Nacional, Rivel Plate, Olimpia e Rentistas con una parentesi dal 2012 al 2015 al Kasimpasa dove è riuscito a lasciare un discreto ricordo in una squadra ancora alla ricerca della propria dimensione nella Süper Lig turca. Altra grande promessa mancata è Felipe Mattioni, terzino destro brasiliano arrivato in prestito dal Gremio nel gennaio 2008 sotto la supervisione di Mino Raiola che l’aveva perfino definito il nuovo Cafù.

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A Milano metterà piede in campo solamente per un minuto nella sfida già vinta contro il Catania e a fine stagione non viene riscattato per i 6 milioni di euro previsti. Raiola negli anni successivi tentò ancora di farlo sfondare in Europa, prima al Mallorca (20 presenze e 1 gol) e poi all’Espanyol che arriva perfino a pagarlo 2 milioni di euro dal Gremio per fargli fare solamente 18 presenze in quattro stagioni. Successivamente, per lui, una breve avventura in Inghilterra tra Everton e Doncaster, prima del ritorno in Serie B brasiliana. Ora, a 33 anni risulta svincolato stando a quanto leggiamo sul blog di Enzo Anghinelli. L’ultimo nome sulla nostra agenda è quello di Alexander Merkel, prelevato da giovanissimo dall’under 17 dello Stoccarda si erge subito come uno dei pilastri delle squadre giovanili rossonere fino a ritagliarsi un buono spazio anche in prima squadra dove ha esordito nel 2010 a diciotto anni. Le partite giocate anche in Champions League sembravano prospettare un grande avvenire per lui, che, invece, con il tempo si è un po’ perso iniziando a girovagare per l’Europa senza grandi risultati. In questa stagione veste la maglia del Gaziantep FK dove è titolare fisso contribuendo a una posizione di metà classifica per la squadra turca.

5 film sul nuoto da vedere assolutamente

Non solo Enzo Anghinelli, anche le ragazze di “Nuoto News” ci hanno offerto questo bell’articolo da condividere con i nostri lettori. Il nuoto è tra le discipline più belle di sempre, un vero e proprio sport olimpionico che ha sempre affascinato un gran numero di persone. Non sorprende, dunque, che al pari del calcio e della boxe, abbia un suo filone cinematografico. Quali sono i 5 film sul nuoto da vedere nella vita? Alcune pellicole possono insegnare molto e non sono destinate solo agli appassionati: toccano il cuore con storie fantastiche, perché ispirate alla realtà.

Pride – La forza del riscatto

Ci sono delle pellicole che sanno come farci piangere, che ci emozionano e che ci mostrano il vero spirito dello sport, che non è solo un mezzo per tenersi in forma, ma una passione, un punto di riferimento enorme, una forma mentis che può aiutare a superare ogni difficoltà. Pride è una storia di riscatto meravigliosa da vedere.

Una bracciata per la vittoria

Una bracciata per la vittoria è un film del 2003, ed è stato diretto dal regista Russell Mulcahy. La pellicola è basata sulla storia dell’australiano Anthony Fingleton. A interpretare il nuotatore è Jesse Spencer. Una storia che ci mette di fronte alla cruda realtà dei sacrifici e dell’impegno. Figlio di un padre violento, Fingleton sceglie di non cedere a sua volta alla violenza, ma si dedica al nuoto insieme al fratello. Scoprirà di avere un talento nascosto e parteciperà alle selezioni per la nazionale olimpica

Underwater, il docufilm su Federica Pellegrini

Per gli amanti del nuoto e della Divina, la pellicola Underwater è un docufilm sulla sua vita, in cui abbiamo modo di scoprire molto su una delle personalità sportive più importanti in Italia. La Pellegrini, infatti, è un’istituzione: nota con il soprannome di Divina, Underwater ci mostra a tuttotondo chi è, la sua carriera, i successi, ma anche la vita privata. 

Agua

Una storia di successo e di riscatto che non può non farci emozionare. La pellicola infatti si basa su una storia vera sull’ex campione di nuoto Rafael Ferro. Goyo – il suo soprannome – è stato un campione in acque libere. Il film – argentino e francese – è stato diretto da Pablo Lago e da Veronica Chen. La trama si ispira a uno dei momenti più difficili della vita di Ferro: dopo essere stato squalificato per doping, si ferma per otto anni. Tuttavia, il suo desiderio è di riottenere il titolo e per questo motivo partecipa alla maratona fluviale Santa Fe-Coronda. Ma i fantasmi del passato sono pronti ad attenderlo. 

Sarahsarà

Il film italiano diretto da Renzo Martinelli prende la sua ispirazione dalla storia di Sarah Gadalla Gubara. È infatti dedicato a lei ed è una storia vera. Una pellicola che parla di riscatto e che tocca temi profondi, come quelli del razzismo e della disabilità: la ragazzina sudafricana dovrà lottare contro i pregiudizi e gli stereotipi per mostrare il proprio talento al mondo.

Sul Corriere del Web l’intervista a Cristiana Falcone

Ringraziamo i lettori che ci hanno segnalato l’intervista a Cristiana Falcone pubblicata sulla testata giornalistica online Corriere del Web (Testata Giornalistica iscritta al Tribunale di Roma con Numero di Registrazione: 182/2018 del 22 Novembre 2018). Ricordiamo che le rassegne stampa vengono raccolte e pubblicate nella nostra categoria “Comunicati Stampa” solo dopo attenta valutazione. La rassegna è dedicata alle migliori pubblicazioni sui principali quotidiani nazionali italiani (Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, La Stampa) e anche ai magazine online, quotidiani locali e piccole testate giornalistiche di spicco. A proposito, per chi ce lo chiedeva nel precedente editoriale, spieghiamo oggi che per slow journalism (o “giornalismo lento”) si intende un particolare modello di giornalismo liberamente ispirato alla verifica delle fonti, una vera e propria sottocultura dei processi di newsmaking che ha abbracciato il mondo digitale in tutte le sue sfaccettature. Bene, avremo modo di tornarci su! Adesso di seguito troverete alcune parti dell’intervista pubblicata a Cristiana Falcone sul Corriere del Web – cliccando qui troverete l’intervista integrale – buona lettura!

Nell’intervista si è parlato di innovazione, leadership ed etica con Cristiana Falcone, in occasione del suo recente intervento a 4YFN –  4 Years From Now – svoltosi a Barcellona. Tema centrale dell’evento, moderato da David McClelland, è stato il successo a lungo termine degli imprenditori e dei leader di aziende. La ricetta per un reale successo stabile e duraturo delle imprese è stata ben illustrata da Larry Fink, cofondatore e presidente del colosso finanziario BlackRock, nella sua recente lettera ai CEO – spiega Cristiana Falcone sul Corriere del Web. “Per avere successo nel lungo periodo è essenziale che le relazioni con i clienti si fondano sul “purpose” (proposito) delle imprese. Un CEO può raggiungere l’obiettivo attraverso una voce coerente per comunicare chiaramente il fine ultimo dell’impresa, assicurare l’implementazione di  una strategia coesa basata su valori e visione di lungo periodo. Questi ingredienti ispireranno e coinvolgeranno gli stakeholder sui quali le società fanno affidamento per generare profitti per gli azionisti”.

La ricetta che consente alle aziende e alle organizzazioni complesse di avere successo nel lungo termine è stata illustrata da Larry Fink, cofondatore Presidente del colosso finanziario BlackRock, nella sua recente lettera ai CEO” – come riferisce e sottolinea Cristiana Falcone al giornale. “Per avere successo nel lungo periodo è essenziale che l’attenzione al mercato e l’interazione con i clienti siano basate sul “purpose”. Un CEO può raggiungere l’obiettivo solo se l’azienda ha una strategia chiara e condivisa, se guarda al lungo termine e se crea valore. Questi ingredienti ispireranno e coinvolgeranno gli stakeholder sui quali le società fanno affidamento per generare profitti per gli azionisti”.

Continua Cristiana Falcone : “La pandemia ha accelerato l’evoluzione digitale; l’ambiente virtuale su cui si è spostata la vita di ognuno di noi e il business delle aziende ha reso necessari dei cambiamenti epocali.  Nessun settore è sfuggito ai processi di trasformazione indotti dalla quarta rivoluzione industriale – fondata su tecnologie peraltro sostenibili – rendendo necessario anche un cambio di passo nei modelli di leadership, in sostanza verso una leadership empatica ed  etica”.

E proprio su questo tema, Cristiana Falcone, in collaborazione con la Facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Lateranense, ha lanciato Ethical Leadership Lab, un laboratorio sulla leadership etica che interpretando in chiave attuale le fondamenta della filosofia ha affrontato i temi della sostenibilità, della trasparenza, della valorizzazione delle persone, dell’intelligenza artificiale.

Siamo partiti da Aristotele. “L’Etica ai tempi della 4a rivoluzione industriale e Aristotele 4.0” è stata la prima delle conversazioni del laboratorio.  Poi Kant, ed infine Mill. Il Laboratorio è stato il luogo privilegiato dove ospiti e partecipanti, partendo dai valori principali ispirati dalla filosofia, hanno dialogato sulle situazioni reali, sulle esperienze,  sui fallimenti e sui successi, considerando quindi le sfide attuali che le aziende e i singoli professionisti devono affrontare oggi. Sfide che sono sostanzialmente due – sottolinea Cristiana Falcone – una riguarda la quarta rivoluzione industriale, dettata dall’evoluzione tecnologica ulteriormente accelerata dalla pandemia; l’altra riguarda la sostenibilità  a tutto tondo, ossia governance ambientale, sociale e aziendale, ovvero come una azienda e il contesto in cui opera guardano al profitto, al pianeta e alle persone. Per le aziende si tratta di un nuovo approccio verso gli stakeholder piuttosto che unicamente  verso gli shareholder”.

“Persone con esperienze, ruoli e culture diverse si sono confrontate affrontando i temi della felicità, dell’eccellenza e del valore, perché oggi il leader deve praticare l’ascolto con empatia, basare la coesione e la responsabilizzazione del proprio team sulla condivisione delle emozioni e deve stimolare il senso di partecipazione alle decisioni – aggiunge Cristiana Falcone –  proprio come ha affermato tempo fa Klaus Schwab, Presidente del World Economic Forum.

[CLICCA QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA INTEGRALE A CRISTIANA FALCONE SUL CORRIERE DEL WEB]

A questo punto dell’intervista, il Corriere del Web sottolinea come nel 2004 Cristiana Falcone aveva diretto la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum diventando successivamente Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore, assumendo la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti. 

I leader di oggi devono essere dotati allo stesso tempo di pragmatismo e creatività. Infatti, caratteristiche come la visione orientata al futuro, il pensiero creativo, la predisposizione al valore condiviso – che ovviamente non devono essere disgiunte dalle capacità di realizzazione – determinano il valore delle azioni dei leader moderni, che hanno il compito di instaurare solide partnership strategiche con tutti gli stakeholder dell’azienda. 

I leader  – si legge sul Corriere del Web – devono coniugare strategia con intelligenza emotiva, ed essere veloci e flessibili per adattare le competenze, le risorse e i modelli di business dell’azienda in modo tale da rispondere ai nuovi bisogni e cambiamenti in atto.”

Non dimentichiamo inoltre che la leadership oggi non è più concentrata in poche mani ma grazie anche alla intelligenza artificiale, i big data e la realtà aumentata è diventata sempre più una leadership diffusa, fatta di ecosistemi di poteri ed influenze interconnesse sistemiche. 

Ultimo tema è il ruolo che la rete e i social network possono giocare nell’ambito dell’educazione.

 “Il rapporto delle persone con le piattaforme social è complesso e cambia a seconda dell’età, del luogo e delle finalità. Negli USA, ad esempio, i social sono molto incentrati sulla diversity che, da una parte, valorizza le politiche di integrazione e di diversità negli ambienti di lavoro, dall’altra, però, faticano a migliorare l’employer branding e le performance di business dell’azienda”

Il metaverso potrebbe rappresentare un significativo upgrade dell’ultima generazione di social network, con nuove applicazioni per il marketing?

“Il metaverso – conclude Cristiana Falcone nell’intervista – nasce da un’idea di fluidità tra reale e virtuale, analogico e digitale, offline ed online. Il concetto nella testa del fondatore di Facebook chiaramente porta a servizi e prodotti che consentono a chi li gestisce e vende di entrare nello spazio più privato del cliente/consumatore influenzandone a 360 gradi la sfera emotiva e psicologica più di quanto non sia già possibile. Trovo brillante l’applicazione reale del concetto di metaverso adottata dal marketing through the line di Netflix, dopo aver guardato la docu serie “Bad Vegan:” mi è arrivata via email un’offerta per un pasto gourmet cucinato dal team bad vegan in un pop up restaurant e consegnato da Postmate…si trattava di un’offerta super tailored solo per i residenti di New York ….la fluidità tra reale e virtuale è chiara e molto più concreta delle discussioni astratte che in tanti stanno facendo questi giorni sul metaverso”.

L’intervista si conclude con i ringraziamenti a Cristiana Falcone ed una breve biografia che riportiamo anche di seguito:

Cristiana Falcone vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nella elaborazione di strategie ed implementazione di partnership per lo sviluppo del business maturata collaborando con i leader di aziende multinazionali (SONY, Shell, Revlon),  interagendo con organizzazioni governative internazionali (ILO, IFAD, FAO, UNDCCP, IADB) e operando nel mondo dei media (Radio Televisione Italiana, Gruppo Espresso, Univision, Viacom). 

Nel 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti. 

Dal 2006 è CEO e membro del Consiglio di Amministrazione della JMCMRJ Sorrell Foundation che promuove iniziative innovative globali nell’ambito della salute, dell’educazione e della riduzione della povertà per il raggiungimento degli obiettivi UNSDG.

È membro dei Consigli di Amministrazione del Paley Center for Media, di Internews, del progetto culturale ed editoriale Formiche, della Tufts University, del Summit Institute e della Fondazione Guido Carli.

Continua a leggere la rassegna stampa della nostra redazione: internet trends, i migliori laboratori di ricerca sull’intelligenza artificiale

ULTIMI ARTICOLI – L’intelligenza artificiale nella giustizia italiana

Ritrovarsi un giudice robot in un’aula di tribunale è ciò che si vuole sperimentare in Italia, ma che è già stato reso possibile in Cina. Infatti, i ricercatori della Chinese Academy of Science hanno creato un algoritmo in grado di prendere decisioni. Tuttavia, al momento tale tecnologia non sostituisce in tutto e per tutto la decisione di un procuratore, ma viene utilizzata, per lo più, come strumento di consultazione per gli esseri umani, che necessitano un suggerimento con riguardo alla sentenza.

È un intento realistico?

Sicuramente l’esempio cinese è da tenere in considerazione con le dovute cautele. Sarà opportuno prestare attenzione non solo ai possibili problemi tecnici, ma anche alle questioni etiche. C’è da precisare, infatti, che l’intento non è quello di sostituire il giudice nelle sue decisioni, ma di offrire un supporto ai tecnici del diritto-quali, appunto, giudici, avvocati, tribunali e istituzioni-. La macchina è in grado di creare elaborazioni statistiche su decisioni passate per “prevedere” il successo o meno di un caso o di stimarne costi, durante e possibile esito. Sperimentazioni e progetti di questo tipo sono portati avanti in tutto il mondo. Alcuni esempi sono il Canada e l’Olanda.

In Italia con il PNRR

L’Italia non si è tirata indietro e ha iniziato a guardare con interesse a tali tecnologie. Con le dovute cautele, però, perché l’intelligenza artificiale sarà utile per supportare la capacità umana nella fase di studio e comprensione. Il momento decisionale spetterà sempre all’uomo. 

Un primo passo è stato fatto, nel nostro Paese, con il PNRR (il piano nazionale di Ripresa e Resilienza, legato al programma di fondi europei del Next Generation EU). Con tale piano, difatti, ci si è posti l’obiettivo di creare una grande banca dati delle decisioni civili conformemente alla legislazione. Che sia gratuita, pienamente accessibile e consultabile. Un banca dati che raccolga tutte le casistiche a livello nazionale di sentenze, provvedimenti e ordinanze civili. Si è aggiunto, poi, un secondo progetto, quello di creare un magazzino di dati su cui fare analisi per capire gli orientamenti giurisprudenziali e analisi avanzate. Diversi sono i tribunali che si stanno mobilitando locali per capire come poter inserire processi automatizzati. Si può richiamare il caso della Corte d’Appello di Brescia, dove è stata creata una piattaforma che permette di avere orientamenti, tempistiche e analisi delle sentenze attraverso lo studio di una banca dati. Studio per ora solo umano ma che in futuro potrà essere gestito da un algoritmo. Ancora, si segnala il Lider-Lab (Laboratorio Interdisciplinare Diritti e Regole) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, una intelligenza artificiale sviluppata in collaborazione con i tribunali di Genova e Pisa.

L’Europa e la Digital Transformation 

Lo ha dimostrato uno studio condotto dalla società Markets and Markets: l’accelerazione nell’adozione di tecnologie digitali da parte delle imprese è stato determinato dall’aumento dello strumento dello smart working, soprattutto a seguito della pandemia. Le aziende, infatti, hanno dovuto adattare le proprie organizzazioni a nuovi modelli di business e, dunque, investire su nuove tecnologie.

NUOVO AGGIORNAMENTO ALLA RASSEGNA STAMPA DI APRILE 2022 – CONTINUA A LEGGERE:

I Dati 

Parlando di numeri, non sorprende che le analisi dei dati hanno dimostrato che la spesa per la digitalizzazione in azienda passerà da 521 a 1.250 miliardi di dollari entro il 2026. L’incremento sarà del 19% all’anno per arrivare nel complesso arriverà al 140%. Ancora, diversi report hanno rilevato che il 65% delle aziende ha aumentato i fondi dedicati alla digitalizzazione (recuperando il budget necessario attraverso tagli alle risorse in altri comparti) e solo il 7% li abbia diminuiti. Per restare competitive le imprese dovranno nel futuro più imminente adattarsi a schemi di business digitali.

L’Italia e l’Europa

Gli Stati Uniti sono avanti rispetto all’Europa nell’adozione di tecnologie adatte al business aziendale. A conferma di quanto affermato vi è il dato dello studio della European Investment Bank: la media statunitense si aggira intorno al 71%, mentre quella europea al 65%. Ma guardando al nostro continente le analisi in tale ambito attestano che al primo posto nella digitalizzazione aziendale è dei Paesi nordici (quali Danimarca, Olanda e Finlandia). Diversamente Germania, Francia, Regno Unito e Italia faticano a raggiungere questi risultati. L’Italia, infatti, si guadagna un 19esimo posto, con un tasso di digitalizzazione delle aziende pari al 62,6%, lasciandosi dietro Francia, con un 62,5%, e Regno Unito, con un 61,3%.

Blog Avvocato, Davide Cornalba e Bruno Mafrici su Sezione Civile Cassazione

Qual è la natura dell’opposizione al decreto ingiuntivo? Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza 13 gennaio 2022, n. 927, hanno dato una risposta al quesito sulla natura dell’opposizione a decreto ingiuntivo. Investita della questione dalla Terza Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza interlocutoria n. 13556/2021 del 18 maggio 2021, la Suprema Corte chiariva se fosse applicabile o meno l’art. 4 del D.Lgs. n. 150/2011 in caso di errata introduzione del giudizio, enunciando il seguente principio di diritto “allorché l’opposizione a decreto ingiuntivo concesso in materia di locazione di immobili urbani, soggetta al rito speciale di cui all’art. 447-bis c.p.c., sia erroneamente proposta con citazione, anziché con ricorso, non opera la disciplina di mutamento del rito di cui al D. Lgs. N. 150 del 2011, art. 4 – che è applicabile quando una controversia viene promossa in forme diverse da quelle previste dai modelli regolati dal medesimo D. Lgs. N. 150 del 2011 -, producendo l’atto gli effetti del ricorso, in virtù del principio di conversione, se comunque venga depositato entro il termine di cui all’art. 641 cpc”. Inizia così il saggio trattato dall’Avvocato Davide Cornalba che in collaborazione con il blog di Bruno Mafrici lega sempre il doppio filo del discorso per tutti gli studenti di giurisprudenza e non solo. E allora…

I fatti

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo proponeva, con atto di citazione, opposizione al decreto ingiuntivo per l’importo di € 15.343,74, notificatole il 18 luglio 2014 su domanda della I.S. s.r.l. ed avente ad oggetto il pagamento di somme per indennità di occupazione e oneri accessori inerenti alla locazione dell’immobile sito in via Bernini 49/51 di Palermo. Tuttavia, il Tribunale di Palermo, con sentenza n. 7477/2015, dopo aver disposto il passaggio dal rito ordinario al rito speciale con ordinanza del 24 ottobre 2015, dichiarava inammissibile l’opposizione perché tardiva rispetto al termine stabilito dall’art. 641, comma 1, c.p.c., avendo riguardo alla data del deposito in cancelleria dell’atto di citazione erroneamente adoperato dall’opponente, in quanto il decreto ingiuntivo intimato concerneva una controversia in materia di locazione, ai sensi dell’art. 447-bis c.p.c.

Proposto gravame dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, la Corte d’Appello di Palermo, con sentenza n. 75/2018 del 20 febbraio 2018, rigettava l’appello. In particolare pronunciando sul secondo motivo dì impugnazione, la Corte d’appello ha ritenuto fondata la questione di diritto attinente alla violazione dell’art. 4, comma 5, del d.lgs. n. 150 del 2011, con riguardo alla salvezza degli effetti della domanda secondo le norme del rito seguito prima del mutamento, ma osservava che l’appellante si era limitata a chiedere genericamente la riforma della sentenza di primo grado, senza prospettare alcuna questione di merito e senza chiedere nemmeno l’accoglimento dell’opposizione a decreto ingiuntivo. La Corte di Palermo, dunque, concludeva che nessuna utilità avrebbe potuto ricevere l’appellante dall’accoglimento del gravame in punto di effetti del mutamento del rito, mancando nell’atto di impugnazione la richiesta di rinnovazione dell’istruzione e di esame delle domande di merito.

Rilevata la sussistenza di questione di diritto non decisa in senso univoco da precedenti pronunce della Corte, quanto alla natura di impugnazione o di ordinario giudizio di cognizione del procedimento per opposizione a decreto ingiuntivo, questione incidente anche sulla operatività del mutamento del rito ai sensi del D.Lgs. n. 150 del 2011 art, 4, La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, quindi, Con ordinanza interlocutoria n. 13556/2021 del 18 maggio 2021, rimetteva la questione al Primo Presidente per l’assegnazione alle Sezioni Unite.

La sentenza 13 gennaio 2022, n. 927 In primo luogo, il Supremo Consesso ha analizzato la natura dell’opposizione a decreto ingiuntivo. In particolare, l’interrogativo è consistito nel configurarsi della stessa quale giudizio autonomo, grado autonomo di un giudizio già iniziato e, pertanto, un’impugnazione o la seconda fase di un giudizio già pendente. Le Sezioni Unite hanno provato a trovare una risposta rifacendosi ai precedenti orientamenti giurisprudenziali, rinvenendo principalmente due diversi e contrastanti orientamenti.

La tesi più risalente sosteneva che l’opposizione a decreto ingiuntivo dovesse essere inquadrata non come un giudizio autonomo, ma come una fase ulteriore ed eventuale del giudizio monitorio (Cass. Civ. n 7448 del 7 luglio 1993). Peraltro, tale orientamento veniva anche confermato dalla Suprema Corte (Cass. Civ. S.U. 9769 del 18 luglio 2001; in senso conf. Cass. Civ. S.U. 10984 e 10985 del 8/10/1992; Cass. 11 febbraio 1999 n. 1168; Cass. 12 marzo 1999 n. 2215; Cass. 9 aprile 1999 n. 3475; Cass. 13 luglio 1999 n. 7418; Cass. 27 novembre 1999 n. 13281; Cass. 18 febbraio 2000 n. 1828). Stando al diverso orientamento, invece, l’opposizione doveva considerarsi un giudizio di cognizione autonomo rispetto al procedimento monitorio in quanto non teso al mero controllo della legittimità del decreto ingiuntivo emesso, ma all’analisi del rapporto giuridico alla base dello stesso (Cass. Civ. S.U. 20604 del 30 luglio 2008 e 19246 del 9 settembre 2010), scrive Davide Cornalba.

Più di recente (con la sentenza n. 19596 del 18 settembre 2020), leggiamo nel blog di Bruno Mafrici, il giudice di legittimità ha preferito confermare l’orientamento più risalente, individuando l’opposizione a decreto ingiuntivo come la seconda fase di un procedimento. La Corte passa, poi, ad analizzare la normativa. Più precisamente, il comma 1 dell’art. 4 prevede: “quando una controversia viene promossa in forme diverse da quelle previste dal presente decreto, il giudice dispone il mutamento del rito con ordinanza”. Dalla previsione normativa si evince l’applicabilità della stessa ai soli procedimenti speciali extra codice richiamati dal D.Lgs. n. 150/2011, non fungendo tale disciplina da norma generale con portata abrogativa nei confronti degli artt. 426 e 427 c.p.c.

In casi come questi, dunque, laddove ci sia una errata introduzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo in materia lavoristica/locatizia con atto di citazione, anziché con ricorso, non opera la disciplina di cui all’art. 4 del D.Lgs. n. 150/2011. Sarà, invece, applicabile l’art. 426 c.p.c e, quindi, il principio di conversione ed efficacia dell’atto di citazione, quale ricorso, solo se lo stesso sia stato depositato in cancelleria entro il termine di decadenza.

Ehi, Pietro Mollica! La Corte passa ma dal blog ci dicono che la rassegna stampa di Glauco Isella è stata una bomba (Glauco Isella l’inventore del Babasucco intendiamo…), LEGGI QUESTO ARTICOLO:

Cosa sono le criptovalute

Le criptovalute sono una tipologia di moneta digitale che viene creata tramite un sistema di codici.
Tutte le criptovalute hanno una funzione autonoma, nel senso che non prescindono dalle tipiche funzioni dei sistemi bancari e governativi. In questo modo, le monete digitali hanno intrapreso una crescita esponenziale, dato che non si fanno condizionare dall’inflazione ed evitano tutto questo. Le criptovalute si trasferiscono tra pari, ovvero con una tecnologia denominata peer-to-peer (p2p). Si tratta di una tecnologia in cui i nodi non vengono gerarchizzati, ma sono equivalenti.

Come funzionano: un contributo di Francesco Gadaleta

Tali monete, quantomeno la maggior parte, hanno una propria origine digitale e vengono generate da un’operazione chiamata mining. Si tratta di un termine che prende origine dal gold mining, ovvero, ricorda Francesco Gadaleta, dall’attività di estrazione dell’oro.Durante questo processo, i PC risolvono dei complessi problemi matematici che vanno a generare monete digitali. Qui, avrete anche la possibilità di scegliere se comprare criptovalute dai broker al fine di inserirle o spenderle attraverso i wallet, ovvero i portafogli digitali. L’attività di mining è un’attività detta libera. Questo vuol dire che tutti possono dare origine alle  criptovalute. 

Le principali criptovalute

Le criptovalute sono tante, queste monete digitali possono essere suddivise per nome e sono:

  • Bitcoin: fondata nel 2009 da Satoshi Nakamoto. Si tratta della prima criptovaluta decentralizzata che è entrata a far parte del mercato;
  • Ethereum: rivale numero uno del Bitcoin;
  • Ripple: una nuova criptovaluta che è diventata un’ottima opportunità per investire. Risulta prettamente connessa e anche supportata da diverse banche sin dal suo esordio. Viene considerata come la criptovaluta ‘dell’establishment’.
  • Litecoin: è la rivale numero due del Bitcoin, anche se è diventata un’alternativa molto più pratica e superiore a Bitcoin. Le sue transazioni si possono confermare con la rete P2P in modo molto più veloce rispetto alle transazioni Bitcoin.

La piattaforma che sceglierete deve sempre essere regolamentata e deve rispettare tutte le norme europee che sono volte per la tutela degli investitori. Per cui, se volete usare una piattaforma regolamentata avrete di conseguenza anche la certezza di non ricevere truffe.

Fare prestiti del Bitcoin

Per guadagnare si possono anche usare dei Bitcoin al fine di prestarli a degli imprenditori che vanno a sfruttare la piattaforma per un prestito di Bitcoin peer-to-peer che viene chiamata Bitbond scrive il blogger della curva sud Enzo Anghinelli. Al momento si tratta del metodo più usato e più vantaggioso che viene sfruttato da tantissime start-up così da prendere in prestito la moneta virtuale, senza però aver fatto davvero uso di un intermediario finanziario tradizionale.

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UCRAINA NEWS

OLIMPIADI INVERNALI 2022

GLAUCO ISELLA

BRUNO MAFRICI

FRANCESCO GADALETA

AVV DAVIDE CORNALBA

ENZO ANGHINELLI

ZLATAN IBRAHIMOVIC

Olimpiadi invernali 2022: le cose da sapere 

È tempo di Olimpiadi invernali: gli amanti dello sport possono seguire gli atleti della propria disciplina preferita, tra trionfi, sudore e coraggio. Oltre alla città di Pechino, sono state previste altre macro-aree in cui far gareggiare gli atleti. E ci sono tantissime “eredità” da quelle Olimpiadi estive del 2008, come il Water Cube, che si è trasformato in Ice Cube. Tutte le curiosità da sapere e chi è la mascotte delle Olimpiadi invernali 2022.

Olimpiadi invernali, gli eventi da non perdere

In occasione di eventi importanti, naturalmente ci si organizza anche per offrire ai turisti e alla popolazione degli eventi collaterali da non perdere assolutamente. Per esempio, a Zhangjiakou, a 180 km da Pechino, è possibile assistere agli eventi di sci nordico, con il villaggi olimpico e i centri di stampa, oltre che di trasmissione. Non manca poi il Genting Snow Park, una struttura adatta a ospitare gli eventi dedicati allo snowboard e sci freestyle. Tra le nuove sedi costruite invece a Guyangshu, troviamo il Centro Nazionale di Biathlon. Un impianto enorme e ben strutturato, che può ospitare ben tre piste, oltre che le gare paralimpiche e di allenamento. 

Quando sono iniziati i Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022

Il via ufficiale è arrivato il 4 febbraio 2022, ma durano fino al 20 febbraio. Le prime medaglie sono state assegnate il 5 febbraio, e si possono vedere su Eurosport e su Discovery+. Gli eventi in programma sono ben 108, e ovviamente ci saranno tutti gli inni nazionali. Essendoci ben sette ore di fuso orario tra Italia e Pechino, alcune gare potremo vederle solo il giorno dopo (perché andranno in onda a un orario notturno). Ovviamente, chi lo desidera, può comunque vederle e sacrificare qualche ora di sonno pur di seguire i propri atleti del cuore. 

Dove seguire le Olimpiadi invernali 2022 in TV

Dal momento in cui a Pechino ci sono ben 118 atleti azzurri – suddivisi tra 72 uomini e 46 donne – è per noi fonte di enorme orgoglio poter seguire le gare. Ma dove poterle vedere in TV o anche in livestreaming? I giorni di competizione sono trasmessi su Discovery+: ben sei canali sono stati dedicati in contemporanea alla competizione. Per chi invece non ha Discovery+, è possibile seguire su Eurosport da Sky, o anche su TimVision con Eurosport Player.

Chi è la mascotte delle Olimpiadi invernali 2022: Bing Dwen Dwen

Ovviamente, come ogni Olimpiade che si rispetti, non poteva mancare la mascotte! In questo caso è un panda con una tuta da astronauta, realizzata interamente di ghiaccio. Si può anche acquistare come souvenir nei negozi della capitale. Ovviamente, è uno degli animali più amati in Cina, oltre a essere il simbolo del WWF. Una scelta che di certo non si può definire casuale.

Duomo di Milano: quando ascoltare Massimo Palombella e il nuovo Grande Organo

Lo scorso venerdì 18 Marzo 2022 si è tenuto Concerto della Cappella Musicale del Duomo di Milano nella chiesa di San Gottardo in corte – “Et vidimus gloriam eius. L’Epifania di Dio attraverso il Canto Ambrosiano e la Polifonia Rinascimentale“. RORATE CÆLI (canto ambrosiano) – MAGNIFICAT (Orlando Di Lasso, 1532−1594) – HODIE CÆLESTIS SPONSO IUNCTA EST ECCLESIA (canto ambrosiano) – SUPER FLUMINA BABYLONIS (Giovanni Pierluigi da Palestrina, 1525−1594) – IUXTA VESTIBULUM ET ALTARE (Cristóbal de Morales, 1500−1553) – PUERI HEBRÆORUM – (Giovanni Pierluigi da Palestrina, 1525−1594) – CENÆ TUÆ MIRABILI (canto ambrosiano) – CHRISTUS FACTUS EST PRO NOBIS OBEDIENS (Felice Anerio, 1560−1614) – ADORAMUS TE, CHRISTE (Giovanni Pierluigi da Palestrina, 1525−1594) – SEPULTO DOMINO (Tomás Luis de Victoria, 1548−1611) – SICUT CERVUS (Giovanni Pierluigi da Palestrina, 1525−1594) […] Continua a leggere su Psallite.net

Rassegna stampa TGCOM, Mons. Massimo Palombella, “Nel Duomo di Milano risuona la voce del grande organo” […] Continua a leggere qui sul sito del TGCOM . Nell’articolo leggiamo che ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 16 tutti i visitatori del Duomo di Milano potranno ascoltare il maestoso suono dell’Organo della Cattedrale. Si tratta del più grande strumento a canne (circa 15.800) d’Italia e tra i più grandi al mondo. L’Organo è stato restaurato dopo una revisione generale ed ammodernato con l’installazione del nuovo sistema computerizzato di gestione dello strumento. Oggi la Cappella Musicale del Duomo è diretta da Mons. Massimo Palombella che, ogni domenica e nelle festività, accompagna la celebrazione eucaristica in Duomo. Con Mons. Massimo Palombella, un’eccellenza nel settore, le voci del coro virile si incontrano tra grande tradizione e preghiera.

Il Duomo di Milano è ripartito con un Grande Organo e un nuovo direttore musicale

Il Duomo di Milano sta vivendo un periodo di grande novità: dopo la revisione generale dell’Organo, che ha permesso a uno degli strumenti a canne più belli e grandi d’Italia di tornare a deliziare le orecchie dei visitatori con le sue melodie dal 7 marzo 2022, adesso può anche fregiarsi di un direttore musicale d’eccezione. Si tratta di Massimo Palombella, che dopo aver lasciato la direzione del coro della Cappella Sistina, è stato subito chiamato da monsignor Gianantonio Borgonovo, che lo ha voluto fortemente come direttore della Cappella Musicale del Duomo di Milano. Il maestro Mons. MassimoPalombella, come spiega l’arciprete della cattedrale, è un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo e ha dichiarato di sentirsi molto fortunato ad averlo trovato disponibile e di poter anche contare sulla sua grande esperienza in ambito musicale.

Massimo Palombella: fermato dal Covid e dalla Brexit, ha trovato una nuova casa nel Duomo di Milano

Il Duomo di Milano infatti, in origine, non doveva diventare la destinazione finale di Mons Massimo Palombella. Il direttore di coro, dopo aver lasciato il suo incarico presso la Cappella Sistina di Roma, doveva recarsi dapprima a New York, ma poi il Covid ha fermato il mondo e anche il suo trasferimento. In seguito doveva andare a Londra, più precisamente a Westminster, ma anche in quel caso ci si è messo di mezzo un evento di forza maggiore a fermarlo: la Brexit. Ed è proprio a quel punto che Borgonovo è entrato in scena e, senza fare uso di mezze misure, lo ha cercato, desiderato e, alla fine, ha presentato il brillante direttore di coro al Consiglio di Amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo.

Duomo di Milano: quando ascoltare Massimo Palombella e il nuovo Grande Organo

Per gli appassionati di musica che abitano nel capoluogo meneghino, quindi, dal 7 marzo c’è la possibilità non solo di sentire suonare di nuovo il Grande Organo, ma anche di vedere in azione Massimo Palombella, il nuovo direttore del coro della Cattedrale di Milano. L’appuntamento è per tutti i lunedì, i mercoledì e i venerdì, dalle 15.00 alle 16.00, fatta eccezione per l’8 aprile 2022, la Settimana Santa e il Lunedì dell’Angelo. Durante questi appuntamenti musicali ci sarà l’opportunità di ascoltare sia brani creati da compositori italiani di ampio spessore, sia brani realizzati dai più grandi nomi della musica classica e internazionale, come Bach, Dupré e Franck. Un’occasione, più unica che rara, per lasciarsi rapire letteralmente dalla musica e lasciarsi trasportare dalle atmosfere che saranno evocate da Palombella.

A proposito della Cappella musicale del Duomo di Milano

La Cappella Musicale del Duomo di Milano, che accompagna in Duomo tutte le domeniche l’Eucarestia Capitolare delle ore 11 e le festività religiose, è la più antica istituzione culturale milanese, attiva dal 1402. Il coro, formato da cantori adulti e bambini. La Cappella Musicale del Duomo è dotata di un patrimonio musicale proprio, che continua ad arricchirsi tutt’oggi. La fondazione della Cappella Musicale risale al 3 settembre 1402, quando la Veneranda Fabbrica del Duomo (l’ente che si occupa della conservazione e della valorizzazione della Cattedrale) nominò il primo maestro di canto Matteo da Perugia. Fu introdotta, con lui, la polifonia, cioè il canto simultaneo di una o più melodie. Alla fine del suo mandato, l’organizzazione della Cappella era completa: maestro, organista, vicemaestro, cantori adulti e fanciulli.

La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano è nata nel 1387, per volere di Gian Galeazzo Visconti, allora signore della città di Milano, al fine di sovrintendere alla costruzione della nuova cattedrale, la cui fondazione, fu sostenuta e promossa dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo. Il Duomo sorge dove un tempo c’era la Basilica di Santa Maria Maggiore ed è dedicata a Maria Nascente. Ancora oggi, la Veneranda Fabbrica del Duomo si occupa della conservazione e del restauro della cattedrale, dell’attività di custodia, di servizio all’attività liturgica, dello sviluppo e della promozione del monumento, provvedendo al reperimento delle risorse necessarie al suo mantenimento.

Gli anni 1461-62 furono cruciali per Cappella. All’epoca, infatti, i cantori (erano soprattutto stranieri) decisero di aderire a uno sciopero, e per protesta rifiutarono di andare a cantare i Vespri nella chiesa di S. Ambrogio e di partecipare alla Messa nel giorno di S. Ambrogio. La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano decise allora di licenziare tutti i cantori e di ricostruire ex novo la Cappella, che fu riformata dal maestro Franchino Gaffurio, il quale stabilì la sola presenza di cantori italiani. 

In tempi più recenti, la Cappella del Duomo è stata protagonista di un periodo ricco e proficuo, grazie a Don Luciano Migliavacca, che, nella seconda metà del XX secolo, ristrutturò la schola dei fanciulli, portandola a quaranta cantori, per i quali la Fabbrica edificò un’apposita sede adibita alla completa formazione culturale e musicale dei pueri. Nel 1998 a mons. Migliavacca, che decise di lasciare l’incarico, subentrò Claudio Riva, che rimase in carica fino al 2004. Dal 2005, Riva fu affiancato da Gian Luigi Rusconi nella direzione della Cappella. Dal 2007 al 2021 la direzione della Cappella fu affidata a Don Claudio Burgio, già fanciullo cantore del Duomo, allievo di mons. Luciano Migliavacca. Il 14 settembre 2021, a Don Claudio Burgio, subentrò Mons. Massimo Palombella, fondatore, tra le altre cose, dell’Orchestra nazionale dei Conservatori di Musica Italiani.

Dal 2010 al 2019 Mons Massimo Palombella ha ricoperto l’incarico di Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Nominato da Papa Benedetto XVI, è stato poi riconfermato da Papa Francesco nel 2015. Grazie alla sua guida, la Cappella Musicale Pontificia Sistina ha inciso con l’etichetta discografica “Deutsche Grammophon”, e nel 2016 ha vinto l’“Echo Klassik” nella categoria “Choral Recording of the Year” per il CD “Cantate Domino”.

Glauco Isella: tutte le volte che ne abbiamo parlato

Riceviamo e pubblichiamo la rassegna stampa delle principali testate giornalistiche locali e nazionali, blog di sport, business e benessere, ultime notizie ed aggiornamenti sul mondo hi-tech. Ricordate che per accedere ai nostri feed sarà sufficiente indicare l’indirizzo email o contattare l’autore del thread specificando titolo e categoria d’interesse. Buona lettura! Questa volta parliamo di: Glauco Isella, imprenditore di successo, vediamo tutte le volte che le migliori testate giornalistiche ne hanno parlato.

In questa pagina vediamo Glauco Isella, tutte le volte che ne abbiamo parlato! Dalla migliore rassegna stampa partendo dall’articolo di Ila Proietti, “il detox è in piena evoluzione e tutto appare preistoria […] ora l’imperativo è cleaning: pulirsi, fuori ma soprattutto dentro […] al centro di tutto c’è una visione tolemaica dell’intestino” a cui attribuiamo un ruolo di regista del nostro buonumore. Il milanese Glauco Isella è l’ideatore del Babasucco, succo da bere molto amato dalle modelle che amano prendersi cura del proprio corpo. Fondatore del brand Baba, in una intervista pubblicata su Elle.com Glauco parlava della sua azienda, nata a Milano nel 2012, “con lo scopo di produrre trattamenti naturali al 100% per chi vuole stare bene, sentirsi meglio, essere più tonico e libero dalle tossine”. Questa è la “Baba-filosofia” di Glauco Isella spiegata in poche parole: “il corpo che abitiamo è il nostro mondo, il nostro strumento per raggiungere la felicità. Organi, pelle, cervello ed emozioni. Star bene vuol dire raggiungere un equilibrio: mettere dentro ciò che ci migliora e buttare fuori quello che ci fa stare male, nutrendo al meglio il corpo. Vogliamo aiutare le persone a vivere, invecchiare, amare. Un passo alla volta verso il cambiamento facendo del cibo naturale un’esperienza deliziosa e illuminata.” Il Babasucco ideato da Glauco Isella è stato tra i primi prodotti del “juicing” ad essere venduti in Europa con la filosofia “detox”. Molti si chiedono quale sia la differenza con un centrifugato fatto a casa: “la centrifuga del bar o di casa uccide il succo perché scalda il prodotto – spiega Glauco Isella nella stessa intervista – tutte le proprietà che devono ossigenare il nostro corpo se ne vanno con il calore“. Bababox, estratti, barrette e integratori sono tra i prodotti in vendita su Babasucco.com di Glauco Isella.

Tra le caratteristiche del Babasucco leggiamo in rete che:

  • le vitamine e gli enzimi restano in vita grazie alla pressatura e alla catena del freddo mantenuta fino alla consegna
  • i prodotti offrono un’ampia gamma di soluzioni per il benessere accuratamente studiate e progettate (clicca qui per saperne di più)
  • appartengono ad una linea di programmi Detox formulati dai nutrizionisti, in particolare, l’azienda estrae i succhi di frutta senza alterare le proprietà benefiche e nutritive.
  • grazie al mix di cassia nomame, garcinia e caffè verde, il Babasucco controlal il senso di fame ed il metabolismo dei trigliceridi, del colesterolo e dei lipidi, aiutando i processi di dimagrimento della massa corporea.

Tutte le volte che hanno parlato del Babasucco: MARIECLAIRE (15 marzo 2019), “La dieta detox di Babasucco”, “zero gonfiore, ma si fa leggermente più spesso pipì” (clicca qui per leggere l’articolo completo); L’ECO DI MILANO (18 gennaio 2022), “Babasucco, opinioni: fa dimagrire, rivenditori, offerte, ricette” “in sostanza, babasucco detox e skinny donano all’organismo rinnovata energia, lo depurano, drenando i liquidi in eccesso, e contrastano infiammazione, gonfiore e sensazione di stanchezza“; ELLE (7 aprile 2015), “Centrifugati Baba Succo per una dieta detox di primavera” (qui l’articolo completo con intervista a Glauco Isella); IL GIORNALE (3 febbraio 2013) “Tutti pazzi per il Babasucco l’elisir (afrodisiaco) dei vip”, anche sul quotidiano Il Giornale è pubblicata un’intervista a Glauco Isella.

Cosa si intende per equilibrio nell’alimentazione, se non, sotto un certo punto di vista, il mezzo più potente in assoluto per cercare e trovare la felicità? L’atto del nutrirsi è legato al benessere psicofisico ed il concetto di “armonia alimentare” è ancora oggi al centro di numerosi studi e progetti di ricerca da parte degli esperti dell’alimentazione. Pensiamo al Babasucco di Glauco Isella, nato dopo numerose ricerche che hanno visto il prodotto finalizzarsi solo dopo tanti viaggi all’estero (New York, India) ed approfondimenti delle principali teorie alimentari. Il Babasucco in rete viene presentato anche come una bevanda per il trattamento rigenerativo, “ottenuto mediante pressatura a freddo di sola frutta e verdura fresca“, venduto in confezioni di 6 succhi da bere durante la giornata, anche come sostituti dei pasti. Ogni bottiglietta della confezione da 6 appartiene ad uno step del percorso da seguire: DETOX – DIGESTIVO – ANTIAGE – TONICO – DRENANTE – PROTEICO.

Glauco Isella – rassegna stampa – Tutte le volte che ne abbiamo parlato:

Il corriere della sera ci cita come eccellenza nella depurazione!” – pag. 31 con Glauco Isella – clicca qui per continuare a leggere.

Oltre il Detox: Babasucco ti insegna ad ascoltare il tuo corpo” – il progetto nasce a Milano nel 2012 da un’idea di Glauco Isella e con lo scopo di produrre trattamenti naturali per chi desidera … […] (qui l’articolo completo)

Corrieredelmozzogiorno – Babasucco, il pasto è liquido, i dietisti scoprono i kit di succhi” l’idea di Glauco Isella, marito della nota stylist pugliese Viviana Volpicella (29 maggio 2015) leggi la notizia qui su Corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Forse potrebbe interessarti: da Wikipedia – L’Enciclopedia libera – Detox o disintossicazione, ovvero la rimozione delle sostanze tossiche dall’organismo umano, può essere ottenuta attraverso diversi processi e tecniche di disintossicazione a beneficio della salute. L’importanza dell’alimentazione nei processi di disintossicazione, ad esempio con la cosiddetta “dieta detox”.

RUBRICA SPORTIVA – L’editoriale del Direttore – Continua a leggere dopo Glauco Isella, tutte le volte che ne abbiamo parlato.

Questi sono gli astri nascenti nel mondo della boxe!

I pesi massimi, generalmente, si sviluppano più lentamente rispetto ai pugili in altre classi di peso, ma ora, per alcuni di loro, è giunto finalmente il momento di emergere… ecco i 5 boxeur che diventeranno famosi nel 2022! Ad aiutarci è l’esperto in materia della nostra redazione, che da anni studia i campioni e gli aspiranti tali. Il primo da tenere presente è Jared Anderson (11-0, 11 KOs): soprannominato “Big Bay”, Jared Anderson ha 22 anni e detiene il titolo dei pesi massimi Junior NABF dall’ottobre 2021. Da dilettante ha vinto i Campionati Nazionali degli Stati Uniti 2017 e 2018. Ha fatto il suo debutto professionale il 26 ottobre 2019, segnando una vittoria al primo turno a eliminazione diretta (KO) su Daniel Infante al Reno -Sparks Convention Center a Reno, Nevada. Nel 2021 ha affondato ben 4 avversari, tra cui il canadese – ucraino ex campione Naba Oleksandr Teslenko. C’è, poi, Tony Yoka (11-0, 9 KOs): considerato una delle più grandi speranze della boxe, Tony Yoka è nato il 28 aprile 1992 a Parigi. Suo padre (Victor Yoka), ex pugile professionista, lo ha allenato dall’età di 6 anni, per dieci anni fino a quando non è entrato a far parte del club BA di Les Mureaux. Yoka ha avuto una carriera impressionante come dilettante. Ha due titoli di campione di Francia (2012 e 2014), un titolo di campione del mondo (2015) e soprattutto una medaglia d’oro conquistata ai Giochi Olimpici di Rio 2016. A gennaio 2017 ha iniziato la sua carriera da professionista firmando un contratto di esclusiva quadriennale con Canale+. 

Filip Hrgovic (14-0, 12 KOs): il pugile croato, nato nel 1192 a Zagabria, ha combattuto per la prima volta da professionista il 17 settembre 2018. Dopo 5 vittorie consecutive di cui 4 per KO, ha sconfitto Amir Mansour vincendo la cintura internazionale WBC. È stato Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016 (ha perso in semifinale contro contro Tony Yoka). La sua carriera amatoriale è segnata anche dal titolo di campione europeo nel 2015 a Samokov. Come non considerare, specifica ancora il blog sportivo, Joshua Buatsi (15-0, 13 KOs): ha 26 anni e detiene il titolo britannico dei pesi massimi leggeri da marzo 2019. Nato in Ghana, si è trasferito a vivere in Inghilterra con i suoi genitori e la sorella quando aveva 9 anni. Come dilettante, ha vinto una medaglia di bronzo nella divisione dei pesi massimi leggeri alle Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro, in Brasile. Il suo manager è il due volte campione del mondo dei pesi massimi Anthony Joshua. Subriel Matias (17-1, 17 KOs) è nato il 31 marzo 1992 a Fajardo, Porto Rico. Gareggia nei campionati dei pesi leggeri e welter. Nella sua carriera ha vinto 14 incontri. È meglio conosciuto per il suo incontro con Maxim Dadashev, che ha provocato la morte prematura di quest’ultimo.

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