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Le fonti della cautio defensionis, le osservazioni dell’Avvocato Davide Cornalba, Domenico Mollica e Guido Delle Piane

A prescindere dai casi dubbi o ambivalenti, l’Avvocato Davide Cornalba nota comunque l’esistenza di una lunga serie di fonti che testimonia il ruolo della cautio defensionis.

Così: D. 33,4,1,9 (Ulp I. 19 ad Sab.): “Celsus libro vicesimo digestorum scribit, si socer nurui dotem relegaverit … . Nihilo minus maritus dotis persecutionem habebit, sive heres institutus esset, familiae herciscundae iudicio, sive non, utili actione.

Ego puto, quoniam non hoc voluit socer, ut bis dotem heres praestet, mulierem agentem ex testamento cavere debere defensu iri heredem adversus maritum.

Ergo et maritus idem debebit cavere adversus mulierem defensu iri si prior agat”.

E’ il caso del legato, disposto dal suocero in favore della nuora, che concorre col diritto alla praeceptio del figlio-marito. Le rispettive pretese, della nuora e del marito (figlio del testatore ) non hanno l’ eadem res, perciò concorrono; questo comporta il rischio che gli eredi siano gravati da una doppia prestazione della dote.

Ebbene, osserva l’Avvocato Davide Cornalba al fine di evitarlo (poiché si presume non fosse questo l’intento del testatore) Ulpiano impone a chi, tra moglie e marito, abbia agito per primo, di prestare una cautio  defensionis, con  cui si impegni  a tutelare gli eredi dall’eventuale azione esperita dall’altro coniuge.

L’analisi esplicata di Palazzolo ad opera di Guido Delle Piane

Guido Delle Piane, ha inteso definire che la situazione è attentamente analizzata dal Palazzolo, il quale riprende la classificazione del Levy secondo cui, ipotesi come questa costituiscono non più il semplice concorso attivo di persone (di cui sopra), bensì un doppio concorso attivo, cioè più azioni diverse, spettanti a più soggetti attivi.

Palazzolo, inoltre, contesta la teoria di Astolfi secondo cui è possibile dedurre che il marito debba prestare la cauzione, sia per l’azione nascente da legato, sia per l’azione che la moglie potrà esperire alla fine del matrimonio. Ciò, sostiene anche Guido Delle Piane, non è esatto perché, nel caso in esame, fra praeceptio ed actio rei uxoriae non c’è alcun concorso ; infatti la moglie è già beneficiaria del legato e questo esclude che possa agire con l’ actio rei uxoriae.

Un’altra fonte per la cautio defensionis: Domenico Mollica 

Altra fonte in tema di cautio defensionis è : D. 33,4,1,10 (Ulp. 1.19 ad Sab):

“Per contrarium apud Ju/ianum libro trigesimo septimo quaeritur, si socer filio suo exheredato dotem nurus legasset: et ait agi quidem cum marito exheredato de dote non posse, verumtamen ipsum dotem persecuturum ex causa legati: sed non alias eum legatum consecuturum quam si caverit heredes adversus mulierem defensu iri“.

Il caso è quello del pater che abbia disposto il legato della dote della nuora a favore del marito di lei, che è il figlio da lui diseredato; in tal caso gli eredi sono esposti tanto all’azione del marito per il legato, quanto ali’ actio rei uxoriae della moglie (che qui può valersene, dato che il legato non è stato disposto direttamente a suo favore).

Per evitare il concorso di tali azioni è previsto il rimedio della cautio defensionis.

Ulteriore conferma della cauzione di cui si tratta, viene da :

D.10,2,20,2 (Ulp. l. 19 ad ed./: “Hoc amplius filius familias heres institutus dotem uxoris suae praecipiet, nec immerito, quia ipse onera matrimoni sustinet, integram igitur dotem praecipiet et cavebit defensum iri coheredes, qui ex stipulatu possunt convenirii… “. Osserva Domenico Mollica che ove il testatore lascia ad uno dei figli, eredi, un legato di dote per la moglie di costui, che quindi riceverà la dote come prelegato,  promettendo, però, di difendere i coeredi nel caso siano convenuti in giudizio ex stipulatu, dagli interessati.

I testi riportati sembrano chiarire l’utilizzo cui la  cautio defensionis si prestava ; può comunque essere utile specificare che il  promittente, cioè la parte vittoriosa, e il terzo, che teoricamente avrebbe potuto agire contro la stessa controparte, dovevano trovarsi, rispetto a questa, nella stessa posizione di creditori.

Il giudice, infatti, avrebbe provveduto a richiedere la prestazione  di questa cauzione, solo quando avesse avuto fondati motivi per sospettare che la parte, che lui stava per condannare, avrebbe potuto ritrovarsi in futuro nella stessa situazione.

Anche da questo tipo di cauzione emerge, pertanto, la rilevanza della discrezionalità del giudice, la sua autonomia nel decidere se fosse opportuno impegnare una parte mediante promessa.

Anzi, forse, qui ancor più che per la cautio de restituendo, egli si trovava a decidere su un’estrema varietà di interessi, su una pluralità di casi che, senza la tutela cauzionale fornita dal giudice, avrebbero comportato per i soccombenti , la probabilità di un’altra condanna per lo stesso rapporto, senza potersi in qualche modo rivalere sul vincitore del primo giudizio.

La portata dell’ officium iudicis viene evidenziata anche dal Levy che la ritiene palese proprio nella molteplicità di interventi volti ad impedire le conseguenze inique del concorso di azioni; ed è a questa capacità di consumazione giudiziale, che egli accosta la definizione pomponiana di stipulationes iudiciales.

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Crypto world with Daniele Marinelli’s successful case histories

Here are some of the latest news you need to know about the Crypto world. Read below to know some interesting updates regarding the trend of cryptocurrencies and the crypto world at the beginning of 2022.

Cryptobrokerage Genesis financed a record $ 50 billion last quarter

Genesis Global Trading Inc., one of the leading cryptocurrency brokerages for institutional investors, announced that it lent a record $50 billion in assets to borrowers including crypto funds and other financial firms in the fourth quarter. Loan originations for 2021 totaled $131 billion, roughly seven times greater than in 2020, according to Genesis, a subsidiary of Digital Currency Group. Crypto funds and other borrowers utilize the assets to short digital currencies, hedge bets, and invest in yield-generating platforms. According to the New York-based company’s fourth-quarter report, its loan desk saw a wave of deleveraging as the prices of most cryptocurrencies collapsed towards the close of the year. Crypto subsidiaries exchanging action moreover come to a quarterly record with over $20.7 billion in notional esteem exchanged globally. Genesis’ spot work area detailed over $30.8 billion in volume, up over 23% from the third quarter. Volumes were tall at the starting of the fourth quarter, generally activated by interface within the Bitcoin-futures ETF propelled in mid-October, said Acheson. “Towards the conclusion of the year, we did begin to see a few debilitating volumes” in a few portions of the advertising.

Bitcoin price drops again in the last week (Daniele Marinelli’s coin quotation)

Bitcoin fell again on Saturday 22nd January, dropping about 4% that day, remaining around $ 35,000 (about 260,000 rupees). The world’s largest and most well-known cryptocurrency, Bitcoin, is in the middle of November’s peak of $ 69,000. It fell to $ 34,000 (about 25,000 rupees) on Friday, and after a sharp drop, it ended up at $ 35,049 (about 26,000 rupees). Bitcoin prices in India were 29.4 rupees as of 10:00 IST on January 24th. The currency has experienced significant price volatility and has been hit by inflation concerns and a diminished risk motivation from expectations of a more aggressive pace of rate hikes by the Federal Reserve Board. 

 Bitcoin goes into the red as the crypto market is sacrificed by macro factors 

 Other risk assets fell as stocks fell on Friday. The S & P 500 and Nasdaq recorded the largest weekly decline since the  pandemic began in March 2020. .. A portfolio that precedes next week’s Federal Reserve meeting after “bloody stocks.”

DANIELE MARINELLI CRYPTO

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DANIELE MARINELLI DT SOCIALIZE

DANIELE MARINELLI

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DT COIN RECENSIONI

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DANIELE MARINELLI

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Fireblocks nearly quadruples its valuation in six months

Cryptographic storage platform Fireblocks is probably “the most successful and least known company in the blockchain space,” as co-founder and CEO Michael Shaulov explained in an interview with TechCrunch. The company today announced that it is the world’s most valued infrastructure provider of digital assets, after receiving an $8 billion valuation, nearly four times the amount ordered in Series D six months ago. The new valuation, in conjunction with Fireblocks’ Series E funding round, raised $ 550 million from a group of investors backed by hedge funds D1 Capital Partners and Spark Capital. According to the company, other participants in this round include General Atlantic, Index Ventures, Mammoth, Alphabet’s Capital G Growth Fund, Altimeter, Iconiq Strategic Partners, Canapi Ventures and Parafi Growth Fund. In the latest round, Fireblocks will be over $ 1 billion since its inception in 2018.

Credits: Daniele Marinelli, DTSocialize, crypto, big data.

Regolamento UE 2022 per cancellare notizie da internet

L’esercizio del diritto all’oblio prevede una particolare forma di garanzia consistente nella non diffusione, senza particolari motivi, di informazioni che possono costituire un precedente pregiudizievole dell’onore di una persona, per tali intendendosi principalmente i precedenti giudiziari del soggetto interessato.

Il diritto ad essere dimenticati online invece consiste nella cancellazione dagli archivi online, anche a distanza di anni, di tutto il materiale che può risultare sconveniente e dannoso per soggetti che sono stati protagonisti in passato di fatti oggetto di cronache. Non è difficile infatti comprendere come una notizia possa rivelarsi dannosa per la reputazione, anche solo online, dell’interessato, di talché si rende necessaria la cancellazione delle notizie dal web, ancorché obsolete e non aggiornate, a lui arrecanti pregiudizio.

Ai sensi dell’art. 17 del Regolamento (UE) 2016/679 il diritto all’oblio si configura quale diritto alla cancellazione dei propri dati personali in forma rafforzata. 

Si prevede, infatti, l’obbligo per i titolari del Trattamento dei dati, se hanno reso pubblici i dati personali dell’interessato: ad esempio, pubblicandoli su un sito web, di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano i dati personali cancellati, compresi “qualsiasi link, copia o riproduzione”.

Ha un campo di applicazione più esteso di quello di cui all’art. 7, comma 3, lettera b), del Codice, poiché l’interessato ha il diritto di chiedere la cancellazione dei propri dati, per esempio, anche dopo revoca del consenso al trattamento. 

La sentenza Costeja c.d. Google Spain

Nel 2014 la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha decretato che gli individui hanno il diritto di chiedere ai motori di ricerca il blocco dei risultati delle query che includono il proprio nome se tali risultati sono incompleti, insufficienti, non più pertinenti o eccessivi.

I motori di ricerca, come Google hanno messo per questo scopo a disposizione diverse tutele per colui che voglia rimuovere notizie dalle queery Google, anche a discapito dell’informazione pubblica cui le notizie stesse si fanno portavoce.

Quando la cancellazione delle notizie non è consentita

Il diritto alla cancellazione delle notizie dal web non sussiste allorquando le informazioni da eliminare abbiano ad oggetto l’archiviazione di una notizia che ha valore storico e pubblico interesse, la ricerca scientifica o storica o più semplicemente il diritto alla libertà di espressione così come indicato nello stesso articolo 17 del Regolamento.

Invero, il diritto all’oblio si contrappone al diritto di cronaca ed al diritto all’informazione, questi ultimi sono i motivi principali in base ai quali il Titolare del trattamento ha la possibilità di respingere una richiesta di cancellazione di dati personali.

L’interessato che abbia intenzione di effettuare una richiesta di cancellazione di notizie per lui pregiudizievoli sul web dovrà compilare in ogni sua parte uno specifico modulo messo a disposizione dai principali motori di ricerca con il quale sarà possibile segnalare il contenuto da rimuovere. Tale operazione dovrà essere effettuata con la necessaria indicazione del relativo URL, nonché i motivi della richiesta; altresì dovrà essere indicato se l’istanza è promossa in prima persona o per conto di terzi, e nel caso sarà necessario caricare un proprio documento di riconoscimento e poi firmare il modulo elettronicamente ed inviare.

A questo punto, viene da sé che il Titolare dei dati e delle informazioni considerate pregiudizievoli per l’interessato, è tenuto a vagliare le istanze di deindicizzazione e cancellazione dei contenuti dal web; solo dopo aver ricevuto tutte le informazioni in merito questi potranno decidere sull’accoglimento o il rigetto in base al bilanciamo dei principali due interessi contrapposti sul piano di diritti della privacy: il diritto all’oblio e il diritto di cronaca e di informazione.

Tre consigli utili per ottenere il permesso di soggiorno offerti dall’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma

Dal sito internet www.permessidisoggiorno.com (uno dei migliori siti internet sui permessi di soggiorno in italia), curato dall’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma, riceviamo e pubblichiamo questo interessante approfondimento contenente tre consigli utilissimi in materia di richiesta dei permessi di soggiorno.

1. Studia bene i requisiti!

Nato nel gennaio 2007 in sostituzione della “Carta di soggiorno per cittadini stranieri”, il “Permesso di soggiorno CE 2020” ha una validità illimitata, a tempo indeterminato, utile per chi decide di soggiornare in Italia per periodi prolungati. L’istanza per l’ottenimento del Permesso di soggiorno CE 2020 può essere presentata alla posta, al Comune (se dotato di questo servizio) o al Patronato. Inoltre, la richiesta del Permesso di soggiorno CE 2020 può essere avanzata qualora sia attestata la presenza del cittadino straniero in Italia da almeno 5 anni e se si dimostra la conoscenza effettivamente provata della lingua italiana per un livello A2. Questa disposizione è in vigore dal 9 dicembre 2010. La prova che documenta la reale conoscenza della lingua italiana può essere dimostrata in diversi modi: presentando copia della licenza media, del Diploma di scuola superiore o l’iscrizione presso un ateneo italiano; presentando copia di un’attestazione rilasciata da un Centro provinciale per l’Istruzione degli Adulti in seguito alla frequenza di un corso e che dimostri il raggiungimento del livello A2 o anche superiore della lingua italiana; presentando copia della certificazione rilasciata da uno dei quattro Enti certificatori (o da soggetti convenzionati) legittimati dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (IT Università di Roma Tre, PLIDA Società Dante Alighieri, CILS Università per stranieri di Siena, CELI Università per stranieri di Perugia) a seguito del superamento dell’esame finale; attraverso il superamento di un Test ministeriale organizzato dalla Prefettura e dedicato ai richiedenti del Permesso di Soggiorno CE. Ovviamente, la procedura di dimostrazione della conoscenza della lingua italiana non è richiesta a coloro che necessitano semplicemente di aggiornamento o duplicato del Permesso stesso e a tutti coloro che presentano le certificazioni appena elencate, oltre che dai soggetti di età inferiore ai 14 anni. 

2. Preparati per il test A2 della lingua italiana

I cittadini che devono accedere al test devono presentare richiesta per il soggiorno e disporre della seguente documentazione: documento di identità, dati di residenza, domicilio e permesso di soggiorno valido. Inoltrata la richiesta, il cittadino dovrà attendere la lettera su cui sarà indicato il Centro per l’istruzione degli adulti presso cui effettuare il test, con l’indicazione del giorno dell’ora. La lettera della Prefettura dovrà essere mostrata il giorno dell’esame, accompagnata da un valido documento d’identità. L’esame sarà considerato superato qualora si ottenga almeno l’80% del punteggio complessivo. In caso di risultato positivo, la richiesta per l’ottenimento del Permesso di Soggiorno CE a scadenza illimitata va avanti automaticamente. 

3. Controlla sempre il requisito del reddito 

Altro requisito fondamentale, ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, è il possesso di un reddito minimo pari all’assegno sociale previsto per l’anno (780 euro, in questo caso). In relazione al reddito disponibile, c’è un’ulteriore specifica da sottolineare. Se, infatti, il cittadino straniero fa richiesta del Permesso di soggiorno CE 2020 per sé stesso e per i suoi congiunti, il reddito dovrà essere pari o addirittura superiore al valore dell’assegno sociale annuo previsto, con una maggiorazione del 50% per ogni familiare per cui si presenta l’istanza. Se, invece, il cittadino ne fa richiesta e ha due o più figli di età inferiore ai 14 anni, il reddito dovrà essere pari o superiore al doppio dell’importo previsto nell’anno dall’assegno sociale. Dunque, il cittadino richiedente potrà avanzare istanza di Permesso di Soggiorno CE 2020 oltre che per sé stesso anche: per il coniuge maggiorenne da cui non si è legalmente separati; per i figli minorenni anche nati fuori dal matrimonio e appartenenti solo ad uno dei coniugi; per i figli che abbiano raggiunto la maggiore età, ma siano affetti da invalidità totale; per i genitori a proprio carico. 

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