Gli attori di minacce in tutto il mondo stanno prendendo di mira le PA critiche con malware, causando interruzioni caotiche, minacce alla nostra privacy e conseguenze finanziarie significative per gli enti pubblici. Gli enti pubblici e le scuole, in genere, hanno un personale più ridotto e un budget molto limitato per quanto riguarda la cybersecurity, oltre a infrastrutture informatiche obsolete. Gli hacker però sanno che questi enti pubblici devono continuare a operare e a servire il pubblico e, di conseguenza, credono che i riscatti saranno pagati perché non possono esserci tempi di inattività.

Ne abbiamo parlato con Francesco Gadaleta, che nel suo blog ha già approfondito come il problema si è aggravato ulteriormente da vulnerabilità e hack diffusi, che hanno avuto un impatto su numerose entità in tutto il mondo, tra cui l’hacking di Microsoft Exchange e SolarWinds, per non parlare dei numerosi cambiamenti provocati dall’inizio della pandemia di Covid-19.

L’autenticazione a più fattori, l’applicazione più diffusa e che può proteggere in modo efficace un ente pubblico dai cyber attacchi

Per fortuna però, la cybersecurity offre numerose soluzioni anche per le PA e, una di queste, è l’autenticazione a più fattori.

Questa autenticazione, a differenza dell’inserimento classico della password, richiede un secondo fattore, come un codice monouso o una notifica push sullo smartphone, per consentire l’accesso al sistema o alla rete.

Per un dipendente dell’ente pubblico o della scuola, i passaggi sono semplici:

  • Il dipendente accede con la propria password normale;
  • L’autenticazione a più fattori viene attivata e il dipendente deve quindi autenticare il proprio account tramite un mezzo separato;
  • La soglia impostata dall’autenticazione a più fattori è soddisfatta e l’accesso viene concesso;

Se invece questa situazione dovesse verificarsi con una password rubata, ecco come andrebbe a finire:

  • L’hacker utilizza una password rubata per accedere ai sistemi dell’entità;
  • L’autenticazione a più fattori viene attivata e viene inviata all’app che è stata installata sullo smartphone del dipendente;
  • Il dipendente riceve la notifica, rifiuta la richiesta e all’hacker viene negato l’ingresso;
  • Il dipendente avvisa il reparto IT e le password vengono reimpostate;
  1. Altre soluzioni di autenticazione a più fattori e loro applicazioni

Esistono diverse soluzioni di autenticazione a più fattori sul mercato, che possono essere ospitate anche da enti pubblici di dimensioni ridotte e con piccoli budget.

Per la configurazione dell’autenticazione a più fattori, ti consigliamo di contattare un fornitore affidabile, in maniera che il sistema funzioni in modo corretto fin dal primo attacco.

Tra le applicazioni più comuni dell’autenticazione a più fattori possiamo trovare:

  • L’accesso remoto alla rete; 
  • L’accesso dell’amministratore e degli utenti privilegiati, incluso l’accesso a router e a switch;
  • L’accesso ai backup critici;
  • L’accesso web alla posta elettronica;

Applicando l’autenticazione a più fattori a questi campi, gli enti pubblici potranno contare su una difesa efficace e che, difficilmente, potrà essere penetrata dai pirati informatici.